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14 marzo 2018

19 cose da sapere su Tomb Raider di Roar Uthaug

A quindici anni dall'ultimo adattamento, Lara Croft torna al cinema incarnata da Alicia Vikander. Scoprite retroscena e curiosità sul nuovo adattamento della nota serie di videogame.

A distanza di 15 anni dall’ultima avventura cinematografica con protagonista Angelina Jolie, ritorna sul grande schermo Lara Coft, eroina dell’omonima serie di videogiochi questa volta incarnata dal premio Oscar Alicia Vikander (Ex Machina), nel reboot di Tomb Raider (la nostra recensione) diretto dal regista norvegese Roar Uthaug (Cold Prey). Nel cast del film, scritto da Ginevra Robertson-Dworet (Captain Marvel) e Alastair Siddons, troviamo anche Dominic West (The wire), Walton Goggins (The Shield) e Daniel Wu (Warcraft – L’inizio).

Questa la sinossi ufficiale:

Lara Croft è la figlia fiera ed indipendente di un eccentrico avventuriero, scomparso quando lei era ancora in tenera età. Divenuta una giovane donna di 21 anni, priva di qualsiasi obiettivo o scopo reale, Lara gira per le caotiche strade alla moda di East London lavorando come corriere in bicicletta, riuscendo a malapena a guadagnare i soldi per l’affitto. Determinata nel trovare la sua strada, si rifiuta di assumere il comando dell’impero globale del padre, così come rifiuta fermamente l’idea che lui sia veramente scomparso. Consigliata ad affrontare gli avvenimenti e ad andare avanti dopo sette anni senza di lui, neanche Lara riesce a capire cosa la guidi a risolvere finalmente il mistero della sua morte. Schierandosi esplicitamente contro l’ultimo desiderio del padre, Lara si lascia tutto alle spalle alla ricerca della sua ultima destinazione nota: una tomba leggendaria nascosta su un’isola mitologica, che potrebbe trovarsi al largo delle coste del Giappone. Ma la sua non sarà una missione facile; solo raggiungere l’isola si rivelerà estremamente pericoloso. Improvvisamente, la posta in gioco per Lara sarà talmente alta, che – contro ogni probabilità ed armata solo della sua raffinata intelligenza, della sua fede cieca e della sua innata testardaggine – dovrà imparare a spingersi oltre i propri limiti, nel suo viaggio verso l’ignoto. Se sopravvivesse a questa pericolosa avventura, potrebbe realmente capire chi sia e conquistare il nome di Tomb Raider.

In attesa di vedere il nuovo adattamento nelle sale cinematografiche italiane, scoprite di seguito le 19 cose da sapere su Tomb Raider:

1) “Tomb Raider” non è il primo film in cui Dominic West è apparso accanto alla Vikander. “Avevo già interpretato il padre di Alicia”, sorride, riferendosi al dramma del 2014 Testament of Youth, ambientato durante la Prima Guerra Mondiale. “Quando ho ricevuto la proposta per questa parte ne sono stato felice, e ho accettato il lavoro con entusiasmo”.

2) Walton Goggins, che interpreta lo spietato Vogel, ha rivelato che a differenza di Uthaug, della Vikander o di Wu, non ha mai giocato con il videogioco. Ha poi aggiunto scherzando: “Credo che l’ultimo gioco a cui ho giocato è stato Donkey Kong. Ovviamente l’ho ucciso! Ma non sapevo che presto si sarebbe girato il film di Tomb Raider, e ho voluto evitare la pressione derivata dalla visione attraverso quell’ottica; per me la sceneggiatura era una cosa nuova. Non sapevo neanche se Vogel esistesse nel gioco, e neanche l’ho domandato; sapevo che i produttori avrebbero dipinto il personaggio in modi diversi. Come attore e narratore, ho visto il mio personaggio come un essere umano tridimensionale e da lì sono partito”.

3) Le sequenze in esterni al porto di Hong Kong sono state girate in realtà a Hout Bay, pittoresco villaggio di pescatori a 20 minuti da Città del Capo, in Sudafrica.

4) Alicia Vikander ha studiato per anni danza e i suoi costanti allenamenti sono tornati utili per la preparazione al ruolo: “Il balletto è uno sport durissimo. Ho ritrovato alcune similitudini su come mi allenavo allora e quello che ho dovuto fare per Tomb Raider”. Gli allenamenti sono continuati anche dopo il termine delle riprese. “Grazie al lavoro che ho dovuto svolgere nel film, mi sono appassionata alla scalata di montagne”, ha rivelato l’attrice.

5) Durante la produzione, la Vikander si allenava tra i 45 minuti fino ad un’ora prima di recarsi sul set, lavorando in una palestra personalizzata costruita all’interno di un camion lungo 24 metri.

6) Ha girato praticamente tutte le scene senza controfigura.

7) Il team dei costumisti ha realizzato 48 paia di pantaloni da combattimento kaki in quattro diversi stati di usura, da puliti a logori; 100 gilet kaki in cinque stati di invecchiamento e 14 paia di scarponcini in tre livelli di usura.

8) Al costume da eroina, per certe scene girate a Londra e a Hong Kong, i costumisti hanno aggiunto un cappuccio da indossare solo in alcuni frangenti. Inoltre, sotto il costume, la Vikander indossa imbottiture a protezione di ginocchia, stinchi e fianchi, oltre ad una muta aderente per le scene in acqua.

9) Per quasi tutto il film, Lara indossa una canottiera, il cui design ha posto un problema insolito. “La canottiera era stata ispirata al body che Alicia indossava quando faceva danza da giovane; serviva una simmetria tra fronte e retro”, ha spiegato il costumista Tim Wonsik. “Durante le prove, ne abbiamo provate diverse, poi Colleen [Atwood] mi ha guardato e ha detto, ‘Per piacere, porta questa in sartoria, tagliala a metà e fai cucire due frontali insieme’. Così l’ho data alla sarta, che l’ha fatto in brevissimo tempo, l’ho portata indietro e Alicia l’ha indossata, ed era perfetta! Alla fine abbiamo acquistato 220 canottiere per realizzarne 110, tingendole del colore giusto e, naturalmente abbiamo creato diversi livelli di usura per rispecchiare la narrativa del racconto”.

10) I disegnatori hanno realizzato i costumi per le guardie basandosi su vecchie divise militari, tra cui un paio di pantaloni russi degli anni ‘60, una camicia della Legione Straniera francese e diversi cinturoni e stivali recuperati in negozi dell’usato, che hanno costituito poi la base per il design delle nuove uniformi.

11) Per quanto riguarda i minatori, Wonsik ha detto: “Ho comprato tutto nei negozi di usato a Los Angeles, ed ho spedito container su container di vestiti anni ‘70 e ‘80 che abbiamo dovuto invecchiare, tingere e ricoprire di sodio per farli sembrare macchiati. Volevamo far sembrare queste persone veramente sudice, perché quelli erano gli unici vestiti che indossavano da quando si trovavano sull’isola”.

12) Uthaug ha fatto affidamento sulle Spider Cam del direttore della fotografia George Richmond, che si era portato dietro direttamente dal Regno Unito. La telecamera ha permesso al suo team di fare riprese incredibili, simile a quelle realizzabili con delle telecamere con cavo, ma capaci di realizzare riprese in ogni direzione in ambienti tridimensionali, incluse quelle multiple ad altezza variabile dall’alto, rendendole più funzionali rispetto alle gru.

13) La piccola e pittoresca cittadina di Paarl nelle Cape Winelands, si è rivelata uno spazio ideale per le varie scene di inseguimento nella foresta, l’accampamento di Vogel e per l’ingresso della tomba.

14) L’ingresso della tomba era in una cava di granito abbandonata in cui la crew di Tomb Rider si è imbattuta per caso e che con ogni probabilità era da 80 anni.

15) Gli interni nella tomba di Himiko sono stati girati agli Atlantic Film Studios, nella zona ovest di Città del Capo. Anche in questo caso lo scenografo Gary Freeman ha condotto una lunga serie di ricerche, prima di prendere una decisione sull’approccio da prendersi: “Abbiamo preso come riferimento le tombe cinesi, delle quali si ha maggiore documentazione, e poi abbiamo disegnato le nostre trame. Poi abbiamo usato la simmetria delle forme giapponesi e aggiunto un tocco moderno, quasi un’architettura Brutalista, molto più pulita e asciutta”.

16) Alicia Vikander ha incoraggiato i suoi amici a visitare il set della tomba con loro i propri figli durante la produzione. “Sentivo il bisogno di fargli provare questa esperienza”, ha sorriso, “perché volevo vivere attraverso i loro occhi l’eccitazione che avrei provato io da bambina”.

17) Alcuni dettagli unici nel film sono stati creati dall’attrezzista Paul Purdy, in special modo le scatole del puzzle giapponese dipinte impiegate da Lara e da suo padre in una scena critica sull’isola. Il team di Purdy ha anche fabbricato una piccozza uguale a quella presente nel videogame, rintracciando addirittura il produttore di quelle originali—ne sono rimasti solo tre nel mondo—e l’ha infine riprodotta tale e quale. Per le richieste di scena ne sono state fabbricate diverse, tra cui alcune versioni vere, solide, altre morbide e senza testa. Altri importanti oggetti di scena ricreati per il film sono il fregio dei Croft sulla chiave, il quaderno di Richard e la mappa in codice di Yamatai, oltre alle frecce e all’arco personalizzati di Lara.

18) Compaiono diversi riferimenti al videogioco di Tomb Raider del 2013.

19) Sia Alicia Vikander che Daniel Wu da ragazzini hanno giocato ai videogiochi della saga. L’attrice ha infatti raccontato: “Da ragazzina in casa nostra non c’erano i videogiochi, perciò ero sempre contenta di poter andare a giocarci nelle case dei miei amici che li avevano. Quando ho saputo del film, sono uscita per comprare anche i nuovi videogiochi [della serie]. Davano l’impressione [di contenere la] vera essenza di Lara delle versioni precedenti, ma ora [per il film] abbiamo seguito i suoi inizi”.

Di seguito il trailer italiano di Tomb Raider, nei nostri cinema dal 15 marzo:

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19 cose da sapere su Tomb Raider di Roar Uthaug
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19 cose da sapere su Tomb Raider di Roar Uthaug
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A quindici anni dall'ultimo adattamento, Lara Croft torna al cinema incarnata da Alicia Vikander. Scoprite retroscena e curiosità sul nuovo adattamento della nota serie di videogame.
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