4 dicembre 2015

Burt Reynolds non intende lavorare ancora con Paul Thomas Anderson dopo Boogie Nights

L’attore ha spiegato le ragioni della reiterata antipatia verso il regista, nata sul set del film quasi 20 anni fa

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4 dicembre 2015
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L’odio di Burt Reynolds verso Boogie Nights è ormai cosa risaputa: il celebre attore ha infatti negli anni più volte palesato il suo disprezzo per un ruolo che l’ha fatto sentire in imbarazzo e per Paul Thomas Anderson, che l’ha decisamente pressato troppo per ottenere quella complessa performance. Certo è che, sebbene sofferta, la direzione del regista ha portato a ottimi risultati, a una pellicola di tutto rispetto e ad un’interpretazione magistrale, e in fin dei conti, è questo ciò che importa più d’ogni altra cosa per gli spettatori.

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Parlando al Guardian per promuovere il suo prossimo libro, Reynolds ha nuovamente ribadito – a quasi 20 anni dalle riprese – che “odia” ancora il film e ha “odiato” lavorare con Anderson, cosa che lo ha portato, secondo sua stessa ammissione, a non vedere mai il film per intero. Se poi da parte del regista l’ascia di guerra era stata sotterrata con la fine delle riprese, per l’attore si è rivelata a quanto pare una ferita tutt’ora insanabile, tanto che quando l’altro gli ha proposto un ruolo in Magnolia, Reynolds ha sonoramente rifiutato, affermando: “Ho realizzato il mio film con Paul Thomas Anderson, è stato più che sufficiente per me“.

boogie nightsSe poi non manca la documentazione sulle tensioni vissute sul set, Reynolds stesso ha offerto una sua versione della questione in un’altra intervista con GQ, in cui ha ribadito che “non pensa” che collaborerà mai nuovamente con Anderson, aggiungendo: “A livello di personalità non siamo proprio compatibili“. Infine ha approfondito gli aspetti per lui più problematici:

“Penso fosse soprattutto perché era giovane e pieno di sé. Ogni sequenza che abbiamo girato, era come fosse la prima volta [che fosse stata girata]. Mi ricordo la prima scena che abbiamo realizzato in Boogie Nights, dove io guido la macchina verso il Grauman Theater. Alla fine Anderson disse, ‘Non è fantastica??’ Allora gli ho menzionato cinque film che contenevano lo stesso tipo di sequenza. Non era originale. Ma se si deve rubare, che si rubi dai migliori. ”

Anderson avrà anche rubato qualche idea qua e là, sarà stato pure intrattabile – come egli stesso ha ammesso -, ma resta il fatto che non possiamo certo biasimarlo se si è esaltato per un film come Boogie Nights (che tra l’altro era il suo secondo lungometraggio), un classico di cui c’è poco da lamentarsi. Peccato che colui che ne impersona l’eccellente protagonista non se ne renda conto…

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