29 novembre 2016

[esclusivo] Intervista a Bruce LaBruce su sesso, politica e nuovi progetti

Abbiamo incontrato il provocatorio e controverso regista canadese, che ci ha parlato della situazione attuale del cinema estremo, di Susanne Sachße e del suo incontro con Rocco Siffredi

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29 novembre 2016
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Regista, scrittore, fotografo, sceneggiatore e attivista del movimento gay, il nome del canadese Justin Stewart, o meglio del suo alter ego Bruce LaBruce, è da sempre accostato a progetti scioccanti e provocatori, sicuramente mai banali, come Hustler White, L.A. Zombie o Gerontophilia.

Lo abbiamo incontrato all’ultima Mostra del Cinema di Venezia, dove è stato Presidente di Giuria delle Giornate degli Autori, per parlare un po’ di sesso al cinema ovviamente, ma anche di politica e dei suoi prossimi progetti.

gerontophilia-bruce-labruceCominciamo da una frase che hai postato sul tuo account Twitter che mi ha colpito molto: ‘Not to put too fine a point on it, but sex is dead, cinematically speaking…’

Vediamo… Ci sono sempre film che contengono sequenze di sesso estremo, non così esplicito negli ultimi tempi. Sembra che vada a periodi. In generale però trovo che i film che escono siano piuttosto modesti per quanto riguarda il sesso, conservatori – o quanto meno attenti – nel modo in cui il sesso viene raffigurato. Il che è molto interessante per me, perchè la gente diventa molto moralista riguardo al sesso estremo o al fetish, anche nella comunità gay e questo credo si rifletta anche nelle opere cinematografiche al momento, una sorta di contraccolpo conservatore. Ci sono ovviamente delle eccezioni, ma è un discorso che vale sia per gli Stati Uniti che per l’Europa. Inoltre rimango un po’ sorpreso da come i film adesso siano convenzionali in termini di narrazione e forma. Penso che in parte sia dovuto alla difficoltà di trovare dei finanziamenti e quindi per trovare i fondi ultimamente la gente preferisca andare un po’ più sul sicuro, ma forse è solo una mia impressione. Come dicevo, agli inizi degli anni 2000 sono usciti molti film decisamente espliciti, come Baise-Moi ecc., quindi penso davvero che sia una questione di cicli. E poi ci sono molte cose fatte con un budget ridottissimo, perchè così non c’è bisogno di preoccuparsi dei finanziamenti.

Pensi che questa situazione cinematografica sia influenzata anche dall’attuale situazione politica?

Penso che contribuisca. Viviamo in tempi decisamente retrogradi politicamente, con la rinascita di movimenti di estrema destra. Credo che abbia effetti su ogni aspetto dell’industria cinematografica, dalle storie che possono essere raccontate alle modalità per trovare i soldi per girarle.

the-misandrists-bruce-filmVenendo ai tuoi nuovi progetti, ovvero Ulrike’s BrainThe Misandrists e il cortometraggio Refugees Welcome, cosa ci puoi dire?

Dunque, riguardo Ulrike’s Brain, si tratta più di un progetto artistico… è un film dentro a un film – che poi sarebbe The Misandrists… è qualcosa di concettuale. Nello specifico, The Misandrists parla di un gruppo di lesbiche femministe separatiste terroriste, si… [ride] E’ una sorta di omaggio ai film softcore degli anni ’70, ma è anche molto esplicito. Ha un cast tutto femminile e narrativamente è molto sperimentale e altrettanto difficile da finanziare, quindi abbiamo cercato di mantenere i costi contenuti. Refugees Welcome è interessante perchè è un’opera realizzata per una società pornografica di Barcellona chiamata Erika Lust, e lei preferisce film che abbiano una narrazione ma contengano anche scene molto esplicite. E’ la storia di un rifugiato siriano, un poeta, che fa sesso con altre persone.

E Susanne Sachße è presente in questi progetti giusto? 

Lei è una vera Musa per me. Ho lavorato la prima volta con lei nel 2004 per The Raspberry Reich, e ha dimostrato di capire pienamente la mia sensibilità molto rapidamente, in modo assolutamente simpatetico. E poi tra il 2007 e il 2011 l’ho diretta in quattro opere teatrali in Germania, un’esperienza straordinaria. Una di questa era un adattamento di Pierrot Lunaire di Arnold Schönberg, da cui poi ho tratto un film sperimentale. E’ una ragazza fantastica.

rocco-siffredi-bruce-labruceHo visto che qualche giorno fa hai postato una foto assieme a Rocco Siffredi, qui al Lido per presentare il suo documentario, ‘Rocco’. Era la prima volta che lo incontravi? 

Si, ho visto il documentario e ovviamente lo conoscevo di fama. La prima volta che ne ho sentito parlare è stato per la sua apparizione in Romance di Catherine Breillat, una regista che ho recentemente incontrato è che è strepitosa. Negli ultimi due anni sono stato invitato dall’Harvard Film Society al Museo Gulbenkian di Lisbona per questa serie di incontri in cui invitano due registi che ritengono avere la stessa sensibilità e ne proiettano i film e poi se ne discute col pubblico. E io e Catherine siamo stati invitati assieme. Lei è veramente una donna incredibile, anche controversa, che si prende dei rischi, soprattutto per il suo stile di femminismo. Comunque, ho cenato con Rocco Siffredi, c’erano anche la moglie e i suoi due figli, una famiglia splendida e all’apparenza normalissima. E’ stata un’esperienza molto interessante. Con lui ho parlato naturalmente del documentario e di Catherine Breillat, e mi ha detto di essere stato molto ispirato da lei.

L’essere considerato – da stampa e pubblico – ancora un outsider, a causa dei tuoi film, delle tematiche che tratti e del modo di metterle in scena, è qualcosa con cui ti trovi a tuo agio?

Gerontophilia è stato un po’ uno spartiacque, è stato il mio primo veramente non esplicito, realizzato all’interno dell’industria, anche se l’argomento trattato era pur sempre molto controverso. Ho anche realizzato delle incursioni a modo mio in alcuni film di genere, un film di zombie ecc, quindi mi sembra di aver realizzato delle opere diverse. Ogni tanto qualcuno cerca di brandizzarti, si parla del tuo ‘marchio di fabbrica’, e ovviamente un po’ te ne preoccupi, ma allo stesso tempo devi cercare di uscire fuori dagli schemi. Mi piace girare film che nessun altro sarebbe disposto a girare. Dipende tutto da cosa si intende quando si parla di fare film, e per me fare film è una passione ma allo stesso tempo è molto difficile. Quindi devo essere davvero preso dalle cose che faccio per poter andare avanti a farle. In questo momento ho un paio di progetti in sviluppo, sul genere di Gerontophilia, forse sono soggetti estremi ma con una forma narrativa più ‘tranquilla’.

bruce-labruce-la-zombieCome hai appena ricordato, nella tua carriera hai girato diversi film di genere. Parlando in particolare di L.A. Zombie e Otto, pensi che un giorno tornerai a occuparti di horror?

La tentazione di girare un terzo film per concludere la trilogia c’è… e ho anche pronte un paio di sceneggiature di genere horror/thriller, di cui una su un serial killer. Horror e sesso sono molto legati, anche nelle mie fotografie. Sono collegati entrambi alla mia sensibilità punk, perchè io mi considero un punk e ho sempre mantenuto lo spirito originario del punk. Si tratta comunque sempre della mia visione unica. Perchè ho anche un lato romantico. Si tratta in qualche modo di film idealistici, che cercano di espandere idee riguardanti il sesso e di come la violenza sia usata nel mondo dell’intrattenimento. Quindi aspettatevene ancora!

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[esclusivo] Intervista a Bruce LaBruce su sesso, politica e nuovi progetti
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Abbiamo incontrato il provocatorio e controverso regista canadese, che ci ha parlato della situazione attuale del cinema estremo, di Susanne Sachße e del suo incontro con Rocco Siffredi
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