30 settembre 2016

[esclusivo] Intervista a Fabio Guaglione e Fabio Resinaro su Mine

Abbiamo incontrato a Milano i due registi, parlando dell’importanza dei tarocchi, della telefonata che tutti i filmmaker sognano e della ‘new wave’ italiana

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30 settembre 2016
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Questa mattina eravamo al cinema Odeon di Milano, dove abbiamo avuto modo di fare una chiacchierata faccia a faccia con Fabio Guaglione e Fabio Resinaro, registi e sceneggiatori di Mine (QUI il trailer), loro primo lungometraggio, prodotto da Peter Safran (Buried – Sepolto) e che può vantare un cast internazionale di primissimo piano composto da Armie Hammer (Operazione U.N.C.L.E.), Tom Cullen (Downton Abbey) e Annabelle Wallis (Annabelle).

mine posterQuesta la sinossi ufficiale:

Un soldato (Hammer) sta tornando al campo base dopo una missione, ma inavvertitamente poggia il piede su una mina antiuomo. Non può più muoversi, altrimenti salterà in aria. In attesa di soccorsi, per due giorni e due notti, dovrà sopravvivere non solo ai pericoli del deserto ma anche alla terribile pressione psicologica della tutt’altro che semplice situazione.

Fabio & Fabio, come ormai sono conosciuti nel settore, ci hanno parlato dell’importanza dei tarocchi per la lavorazione del film, della famosa telefonata che tutti i filmamaker sognano e che ‘ti cambia la vita’ e della sedicente ‘new wave’ italiana che forse sta nascendo negli ultimi tempi.

Ho letto che credete nell’importanza dei tarocchi. Raccontateci da dove nasce questo interesse e di come la loro lettura ha influenzato le riprese. 

FG: Durante la lavorazione di Mine mi sono avvalso più volte della consultazione dei tarocchi per capire come risolvere proprio alcuni problemi sorti durante la gestazione del film. Ovviamente però, come tutte le discipline volte a indagare la realtà, mi sono accorto lavorando a Mine che c’erano delle carte o delle posizioni della carte che raccontavano proprio la storia del film. Tra l’altro ti do una piccola anticipazione in tal senso: c’è un artista, Maurizio Temporin, che sta realizzando una versione della locandina come se il film lo avesse girato Alejandro Jodorowsky, quindi è evidente il riferimento ai tarocchi in tal senso. 

FR: Siamo molto interessati a questi argomenti che indagano il funzionamento della realtà, come possono essere la fisica quantistica, l’astrologia o i tarocchi. Il bello è che a un certo punto tutti dicono la stessa cosa.

FG: E’ interessante come tutte le culture abbiano fatto una codificazione che si può ritrovare anche negli schemi narrativi. Anche lo schema narrativo è fatto di archetipi che bene o male sono gli stessi nelle sequenze dei tarocchi e dei segni zodiacali.

FR: Ad esempio, se metti in ordine i 21 Arcani Maggiori, la cosa straordinaria di cui ci siamo accorti è che rappresentano i tre atti di una storia. E’ come se la narrazione fosse un altro strumento per codificare e dare senso alla realtà.

FG: E non dimentichiamo è legata alla trasformazione, un messaggio ben presente e forte nel film.

mine guaglione hammerParlatemi della famosa telefonata del producer della Fox, quella che tutti i registi agli esordi sognano

FG: Nel 2008 eravamo in un meeting di un progetto che era chiaro non sarebbe andato da nessuna parte, quando vedo sul telefono questo numero che non conosco, un prefisso spagnolo, esco un attimo per rispondere ed è l’organizzatrice del Festival di Sitges che mi dice in anteprima che il nostro cortometraggio aveva vinto il premio come Miglior Corto Europeo e in più di rimanere in linea che doveva passarmi una persona. All’altro capo la voce mi dice ‘Sono un Producer della 20th Century Fox, ho appena visto Afterville [trovate il trailer in fondo] e ho tre domande per te: sono liberi i diritti per farne un film? hai un agente in America? hai un avvocato in America?’. Io sono rimasto senza parole ovviamente… Poi mi ha lasciato la sua mail, che gli ho chiesto di scandire per tre volte [ride], poi la sera gli ho scritto ed è così iniziato questo dialogo, che per ora non ha portato al film ma ha fatto nascere rapporti e esperienze che ci sono servite.

Domanda complessa a cui rispondere: Mine è italiano, ma allo stesso tempo non lo è, vista la produzione, il cast, le maestranze ecc. Come vivete questa sorta di dicotomia?

FG: Dunque… Gli attori sono uno americano e due inglesi, la troupe è tutta spagnola, regista/sceneggiatori e tutta la post-produzione (effetti speciali, montaggio ecc) sono invece tutti italiani. E mi auguro che anche la sensibilità del film sia almeno un po’ europea. Per quanto riguarda in senso stretto la questione ‘italiano/non italiano’, temo che negli ultimi anni il paragone inconscio fosse più tecnico, cioè che i film americani sono fotografati in un modo, mixati in un certo modo ecc. Ultimamente invece, con opere come Smetto Quando Voglio, Lo Chiamavano Jeeg Robot e così via stanno migliorando. Penso non sia solo una questione di sostanza ma anche di forma, e spero che sempre più nei prossimi mesi/anni si inizierà a parlare di queste opere nei termini di ‘sembra uno di questi nuovi film italiani’. 

FR: Diciamo che noi abbiamo adottato questo linguaggio ‘americano’ perchè quando realizzi un film ‘di genere’ devi utilizzare il linguaggio migliore possibile. Però diciamo che qualcosa di italiano c’è, nel senso che usiamo quel linguaggio per raccontare qualcosa forse in più rispetto ai prodotti ai quali ci si riferisce. Una sorta di genere ‘new italiano‘ sembra essere comunque già iniziata e noi contiamo di accodarci. Anche se Mine ricordiamo che avrà anche una distribuzione fuori dall’Italia.

MinePer chiudere, nel film è molto forte il tema del trauma. Essendo voi registi e sceneggiatori è probabile che ci abbiate messo molto delle vostre esperienze personali

FG: Non nello specifico di quello che si vede, ma si decisamente

FR: Anche solo a livello concettuale, dover fare ogni volta un passo e invece tendere a bloccarti e non essere propositivo già questo è molto autobiografico. In realtà all’interno ci sono anche molte cose personali nascoste…  

Mine arriverà nelle nostre sale in 200 copie a partire dal 6 ottobre. Intanto vi lasciamo con il trailer di Afterville, il progetto sci-fi che ci auguriamo venga presto ripescato dal limbo in cui è finito:

AFTERVILLE (TRAILER) from Mercurio Domina on Vimeo.

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[esclusivo] Intervista a Fabio Guaglione e Fabio Resinaro su Mine
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Abbiamo incontrato a Milano i due registi, parlando dell’importanza dei tarocchi, della telefonata che tutti i filmmaker sognano e della ‘new wave’ italiana
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Il Cineocchio
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