16 ottobre 2017

[esclusivo] Intervista a Ken Foree, da George A. Romero a Rob Zombie, fino alla nuova vita di produttore

Abbiamo fatto una lunga chiacchierata con l’attore, che ci ha parlato del suo rapporto stretto coi due registi, dei suoi ultimi film e ripensato ad alcune pellicole ‘minori’ del passato

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16 ottobre 2017
ken foree zombi

Volto – e nome – notissimo agli appassionati di cinema horror e fantastico, Ken Foree è certamente una delle grandi icone del genere, con oltre 100 ruoli all’attivo tra film, serie TV e cortometraggi in quasi 50 anni di carriera.

Abbiamo avuto modo di fare una lunga chiacchierata con l’attore, col quale abbiamo ripercorso più o meno tutte le tappe fondamentali della suo carriera, lunga ormai 40 anni:

the rift foreePartendo dal presente, come sei stato coinvolto nel singolare film di fantascienza serbo The Rift (di cui sei anche produttore se non erro)?

Io e Milan [Konjevic, lo sceneggiatore] avevamo un altro film in via di sviluppo. Ho ricevuto una chiamata da Milan in cui mi diceva che aveva una pellicola in trampolino di lancio e che, se fossi stato interessato, sarebbe stato felicissimo di avermi a bordo, aspettando che l’altro film, Wrath, fosse pronto per cominciare. Ho lavorato con Milan in precedenza e sono stato entusiasta di prendere parte a The Rift. The Rift è fondamentalmente un film sci-fi, d’avventura e azione. Interpreto un agente segreto assunto per recuperare una preziosa scatola nera scientifica. Mi sono infortunato al ginocchio una settimana prima delle riprese e la protagonista femminile si è rotta una gamba dopo una settimana. Abbiamo deciso di ri-intitolare il film “Lo Zoppo“.

E’ trascorso molto tempo da quando hai interpretato il tuo ultimo ruolo televisivo. Cosa ti ha persuaso ad accettare una parte nell’episodio 1×04 di Dimension 404, ‘Polybius’ (dove hai anche ritrovato Adrienne Barbeau dopo Halloween – The Beginning)?

Lavorare in TV nuovamente … beh tutto ciò che posso dire è che era passato decisamente troppo tempo e che sono entusiasta di esservi tornato. E’ una piccola parte e la mia famiglia e gli amici, che avevano familiarità con Hulu, hanno insistito che la accettassi. Volevo inoltre lavorare con il talentuosissimo regista Dez Dolly. Adrienne e io abbiamo lavorato in momenti diversi e non abbiamo avuto scenee insieme purtroppo.

The Midnight Man foreeDimmi qualcosa di The Midnight Man (di cui sei anche produttore). Come è stato lavorare con un regista esordiente come Aitor Uribarri?

In The Midnight interpreto un tizio che riscuote debiti, un contabile, uno che riordina, uno che aggiusta le situazioni. Se hai un problema, chiami il mio personaggio per trovare una soluzione. Il film ha avuto un folle programma per le riprese. Sono stato scritturato all’ultimo momento, ho avuto qualche giorno per prepararmi e ho girato le mie scene in tre giorni. Sono stato sottoposto a molta pressione per finire ogni giorno in tempo tutte le riprese previste, perché avevamo restrizioni legate alla location. Le lancette dell’orologio ticchettavano e tutti sapevano che dovevamo metterlo su pellicola e che non avevamo possibilità di rigirare nulla. L’ultimo giorno sembrava una scena dei film dei Keystone Cops, ma abbiamo finito senza sprecare nemmeno un minuto. Sicuramente avremmo desiderato un altro giorno per girare, ma è un desiderio che attori e registi hanno sempre, e non siamo praticamente mai soddisfatti. A volte lavori con un regista con cui avresti desiderato collaborare sin dall’ideazione del film. Vuoi verificare se la creatività, le idee e la libertà artistica siano in grado di dar vita a quei momenti magici. Aitor Uribarri è uno di quei registi con cui vorrei lavorare ancora.

Nell’ultimo periodo hai ridotto la tua presenza sul set: dopo così tanti anni di carriera, cosa ami ancora del mondo fantasy e horror?

Amo lavorare, punto. E ogni attore che sia degno di questo nome risponderà allo stesso modo. Non c’è nulla di meglio che avere un lavoro creativo: non importa di quale genere, recitare è recitare ed essere un artista ha pochi limiti, se esistono. L’abilità e gli strumenti sono tutto per l’artista. Se esiste qualcosa di sorprendente o divertente in modo particolare nell’horror e nel fantasy, è il vedere il film dopo che sono stati aggiunti la colonna sonora e gli effetti speciali. E’ come essere in una sorta di totale eccitazione quando si vede il film per la prima volta.

ken foree streghe salemSecondo te (sia dalla prospettiva di attore che di produttore), l’esplosione dei canali streaming è un bene o un male per il cinema di genere?

E’ grandioso. Abbiamo bisogno di più spazio. C’è una costante domanda di nuovo materiale e di intrattenimento. L’immaginazione e la creatività devono avere i canali e l’opportunità di raggiungere il proprio pubblico. E’ inevitabile con la popolazione che cresca l’evoluzione dei sistemi di comunicazione e i cambiamenti innovativi a livello globale.

Stai considerando seriamente la carriera di produttore, o è stato sono un caso negli ultimi film?

Produttore, regista, sceneggiatore, attore; sì, sono davvero coinvolto in tutto ciò. Penso di avere un buon occhio e sono uno che ama dirigere gli attori. So raccontare grandi storie e ho esperienza nel nostro settore. Non è il mio primo giro in sella.

Ci sono ruoli che hai rifiutato? Te ne sei pentito in caso? C’è stato un ruolo che avresti voluto avere, ma non hai potuto?

Questa è una domanda facile: ci sono stati ruoli che ho rifiutato, molti. Ci sono state parti che ho ottenuto o perso nei primi anni della mia carriera, perché non avevo un “nome abbastanza importante”. Altre volte mi hanno detto quanto mi amavano e che se lo studio non fosse riuscito ad avere un “nome” la parte sarebbe stata mia: trovarono il “nome”.

ken foree non aprite porta 3Esiste una tua parte o un film particolarmente sottostimato da critica e pubblico che invece tu ami particolarmente?

Ho amato particolarmente Non aprite quella porta – Parte 3. Credo che NAQP3 sia un film molto valido. Mi sono divertito molto a girarlo dietro alle Magic Mountain in L.A. E’ stato un vero e proprio film di avventura divertente. Pensavo che avrebbe potuto essere un po’ più grintoso, ma Jeff [Burr, il regista] l’ha riempito di molto sangue e gore. Davvero non mi è piaciuto che abbiano scritto il mio nome in modo sbagliato sul poster. Mi dispiace di aver rotto alcune costole a Viggo [Mortensen] durante la nostra scena di lotta.

Con George A. Romero hai lavorato a Zombi e Knightriders – I cavalieri. Come mai la vostra collaborazione non è proseguita?

Penso che nessuno abbia lavorato con George in maniera continuativa. Lui non aveva infatti un gruppo di attori che utilizzava per ogni suo film. 

tom-savini-ken-foree-zombiUn tuo ricordo di George, scomparso troppo presto.

Avere un afroamericano protagonista in un film nel 1968 non era semplicemente mai stato fatto. Alla domanda, George rispose: “Ho scelto il miglior attore per il ruolo”. Questo era George Romero. George aveva probabilmente trovato molti attori competenti, ma decise di spingersi oltre di “scegliere il miglior attore per il ruolo“. Fu una decisione ispirata e coraggiosa per chiunque; mettendo a rischio gli sforzi dei suoi produttori, del cast e della troupe e le loro speranze e sogni per un’avventura di successo che avrebbe potuto lanciare le loro carriere. George disse che non era intenzionalmente razziale la motivazione e io gli credetti. Nessuno però può negare che, come per tanti eventi storici, l’intenzione originale sia perse a favore di un risultato molto più convincente e significativo. Duane Jones usò la sua mascolinità, la sua ragione e la sua intelligenza per prendere il comando con grande profondità per il personaggio. Aveva tanto da dare, se ne fece carico e il mondo fu al sicuro, i cattivi vennero sconfitti e fu merito del nostro eroe. Quando venne colpito da un proiettili in mezzo agli occhi, tutti quelli che stavano guardando il film negli Stati Uniti e in tutto il mondo fecero un profondo sospiro di rammarico. Il fatto che Duane Jones sia elencato come prima attestazione ‘sociale’ di George ebbe una risonanza tremenda in quel momento e continua ad echeggiare ancora oggi. Una cosa non importava più, nessuno prese in considerazione la sua razza. Era il nostro eroe, stava per farcela … ci sarebbe stata una possibilità per tutti noi. George era circondato da molti amici e compagni di talento, ma George aveva un grande dono. Era il faro nella notte. Era l’uomo che osò dire: “Ho scelto il miglior attore per il ruolo”.

ken foree zack snyder remakeCosa ne pensi delle tre versioni di Zombi (Extended, Theatrical e European Cut)?

Quello che ho amato era il primo montaggio di tre ore. Ho avuto la possibilità di vederlo prima che fosse distribuito. Fui invitato con altre 7-8 persone inclusi George, Richard, David, qualche giornalista e il grande Kareem Abdul-Jabbar. Venne proiettato in centro a Manhattan. Uscii dalla screening room, scendendo i gradini verso la strada, volgendo lo sguardo a David Emge e ambedue avevamo uno stupore totale negli occhi. Per i quattro isolati mentre stavo camminavo verso casa, trattenni il respiro. David andò nella direzione opposta e sono sicuro che abbia trattenuto il respiro anche lui.

Ti è piaciuto il rifacimento di Zombi ad opera di Zack Snyder (che vede un tuo cameo)?

Ho amato quello che ha fatto Zack. Un tributo bellissimo. Ero troppo grasso e la mia faccia a malapena entrava nel fotogramma.

ken foree rob zombieSiamo molto interessati al lavoro di Rob Zombie (che ho incontrato e intervistato lo scorso anno al Festival di Sitges): ti ha voluto con sé per La casa del diavolo, Halloween – The Beginning, Le streghe di Salem e in ultimo in The Haunted World of El Superbeasto. Com’è stato il primo impatto nel lontano 2005? Cosa ti ha portato a tornare a lavorare con lui in seguito? C’è uno dei personaggi a cui sei più legato?

Sono stato sorpreso dalla violenza e piacevolmente stupito dalla poesia di quella sceneggiatura. I dialoghi messi in scena da Rob sono geniali e hanno reso speciale quel film, creando una categoria a sé stante. Ho spesso lavorato con lui e la ragione è semplice: è un grande artista, un visionario che ha qualcosa da offrire nel nostro genere. Tutti i personaggi che ho interpretato nelle sue produzioni mi sono piaciuti. Tutti meriterebbero un proprio film personale! :)

ken foree acqua elefantiCome l’acqua per gli elefanti è stato forse il tuo ruolo più anomalo, decisamente diverso dai soliti. Sei stato sorpreso da questa proposta? Come ti sei preparato per il film di Francis Lawrence?

Mi è piaciuto molto il libro. Il personaggio di Earl ha un’intera squadra ed è più di una mera presenza nel romanzo e nello script. Sono rimasto stupito quando sono arrivato sul set e ho scoperto che la mia parte era stata un po’ cambiata e annacquata. Ma è piuttosto comprensibile, se si pensa che il romanzo e la storia si concentravano sui quattro protagonisti, tre dei quali avevano vinto un Oscar. Ero eccitato del fatto di esserne coinvolto e inoltre mi hanno pagato in anticipo. Non male, gente.

Ultimi ricordi rapidi:

From Beyond di Stuart Gordon

No comment.

ken foree dentistThe Dentist di Brian Yuzna (abbiamo intervistato anche lui a Sitges)

Ricordo un attore che chiedeva e si prendeva del tempo per essere vulnerabile durante una scena. Non ero io, ma è stato bello da vedere.

Conoscevi Leatherface e alla sua malata famiglia prima di prendere parte a Non aprite quella porta – Parte 3?

Non sapevo nulla del film o della storia prima di ricevere la sceneggiatura e che mi fosse offerto il ruolo.

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La versione dell’intervista in lingua inglese (english version)

The Rift: how you’ve been involved in this peculiar Serbian sci-fi production (you’re also one of the producers if I’m not mistaken)

Milan and I had another film in development. I got a call from Milan that he had a film ready to go and if I was interested he would love to have me participate in this one until our next film Wrath was ready to go. I’d worked with Milan before and was excited to be part of “The Rift”. The Rift is a sci-fi, action adventure film. I’m a secret agent hired to retrieve a valuable scientific black box. Hurt my knee a week before the shoot and the leading lady broke her leg a week into the shoot. We retitled the film “The Limp”.

Dimension 404: it’s been a long time since you played a television role; what convinced you to accept the role in episode 1×04, Polybius? and you worked also again alongside Adrienne Barbeau after Halloween!

Being on television again, well all I can say about this is it’s been far too long and I’m excited to be back. It was a small role and family and friends who were familiar with the Hulu network insisted I do it. I also wanted to work with the very talented director Dez Dolly. Adrienne and I worked at different times and didn’t have any scenes together, unfortunately. 

The Midnight Man: How did you get involved in the movie (which you also produced)? How was working with a newcomer like Aitor Uribarri?

In the midnight man, I play a collector of debts, a bookkeeper, a rearranger, a fixer. If you have a problem you’d call my character to find a solution. The Midnight Man was an insane shooting schedule. I came into the production late, had a few days to prepare and shoot my scenes in three days. Under a lot of pressure to finish each day’s shooting because of location restrictions. The clock was ticking and everyone was aware that we had to get it on film and no reshoots. The last day was like a scene from a Keystone Cops film, but we finished it with not a minute to spare. Of course, we would like to have had another day to shoot, but that’s always the director and actors wish, we’re almost never satisfied.
Sometimes you work with a director whom you wish you could have collaborated with from the film’s conception. You want to explore if the creativity, ideas, and artistic freedom might create those magic moments. Aitor Uribarri is a director I would like to work with again.

You have lately reduced your commitments to the set: after so many years of career, what do you still enjoy the most in the horror / fantasy world?

I enjoy working, period and any actor worth their salt will say the same thing. There is nothing like being creative: it doesn’t matter what genre, acting is acting and being an artist has few limits, if any. The craft and instrument mean everything to the artist. If there is anything specifically surprising or enjoyable about horror and fantasy it’s seeing the film after the music score and special effects are added. It’s like being a kid full of excitement when seeing a film for the first time.

In your opinion (both as actor and producer), the explosion of the streaming channels is good or bad for genre cinema?

It great. We need more venues. There’s a constant demand for material and entertainment. Imagination and creativity must have outlets and opportunities to reach the audience. It’s inevitable with our growing population, communication advancements and innovative changes worldwide.

Are you seriously considering the career as a producer or it is just a ‘coincidence’ for the latest movies?

Producer, director, writer, actor; yes I’m seriously committed to all of these. I think I have a good eye and am an actors’ director. I can tell a great story and have the experience in our industry. It’s not my first rodeo.

Is there any role you have refused? Have you repented in case? Is there a role you wished to play but you couldn’t?

This is an easy question: There have been roles I’ve refused, many. There have been roles early in my career that I won and lost because I wasn’t a “big enough name”. Other times I’ve been told how much they loved me and if the studio didn’t get a “name” the part was mine: they found a “name”. 

Is there a role ‘underestimated’ by critics/audience that you are particolarly fond to?

I loved Texas Chainsaw Massacre 3. I think TCM3 is a very good film. Had a great time shooting it behind Magic Mountain in L.A. It was a real fun adventuresome film. I did think it could have been a little more gritty, but Jeff gave it plenty of blood and gore. Really didn’t like that they spelled my name wrong on the poster. I’m sorry for breaking Vigo’s ribs during our fight. More on that later …

With George A. Romero you made Dawn of the Dead and Knightriders. Why your ‘partnership’ stopped? 

I don’t think anyone has worked with George repeatedly. He doesn’t have an ensemble group of actors he uses for each of his films. 

What do you think about the 3 versions of Dawn (Extended, Theatrical and European Cut)?

The one I loved was the three-hour rough cut. I had the opportunity to view it before the film was released. I was invited along with 7 or 8 others including George, Richard, David, a few journalist, and the great Kareem Abdul-Jabbar. It was screened in midtown Manhattan. I walked out of the screening room, down the steps to the street, turned to look at David Emge and we both had a look of and total awe. For four blocks walking home, I didn’t breathe. David went in the other direction and I’m sure he didn’t breathe either.

Do you like the modern version of Dawn by Zack Snyder (and your cameo)?

Loved what Zack did with it. A wonderful tribute. I was too fat and my face barely fit the frame.

You are also very close to Rob Zombie (whom I met and interviewed at the last Sitges Festival): he wanted you in The Devil’s Rejects, Halloween – The Beginning, Lord of Salem and also in The Haunted World of El Superbeasto. How was your impact with the first script in 2005? What convinced you to go back to work in his later films? Are you fond to some specific character you played?

Surprised by the violence and pleasantly amazed by the poetry in the writing. The dialogue displayed Rob’s genius and made this film special creating a category of its own. I’ve worked with him often and the reason is simple: he’s a great artist, a visionary who has something to offer in our genre. All of the characters I played in his productions I liked. They all deserve their own feature! :)

Water for Elephants is perhaps your most singular role, quite a bit different from the usuals. Were you surprised by that proposal? How did you prepared for the movie?

Liked the book a lot. The character Earl had a crew and more of a presence in the book and script. I was surprised when I reported to the set and found that my part had been changed and watered down a bit. But that is quite understandable considering the book and story were about the four leads, three of which were Academy Award winners. I was thrilled to be involved, plus have up front billing with them. Not bad, folks.

Last, could you give me some memories (involvment, relation with directors, moments on set …) on:

From Beyond by Stuart Gordon

No comment. 

The Dentist by Brian Yuzna

The site of an actor demanding and taking his time to be vulnerable in a scene. It wasn’t me but it was nice to watch. 

Texas Chainsaw Massacre III: what was your relation with Leatherface and his family before your participation in the movie?

I knew nothing about the film or the story before getting the script and being offered the role.

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[esclusivo] Intervista a Ken Foree, da George A. Romero a Rob Zombie, fino alla nuova vita di produttore
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