6 marzo 2017

[esclusivo] Intervista ad Anna Biller, da The Love Witch al ruolo della femminilità nei suoi film

Abbiamo fatto quattro chiacchiere con la regista americana, che ci ha parlato della sua ultima fatica, di stregoneria e della centralità dell’amore nelle sue opere

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6 marzo 2017
anna biller

Anna Biller è una regista indipendente americana nata e cresciuta a Los Angeles, nota per il suo stile visivo, per la predilezione per le atmosfere d’epoca e per l’uso di una satira femminista graffiante. Il suo lungometraggio Viva del 2007 le ha dato ampia visibilità internazionale, vincendo il Best of Fest Award al Boston Underground Film Festival e partecipando ad altre importanti manifestazioni.

Il suo ultimo film, The Love Witch (la nostra recensione), è invece una curiosa variante delle pellicole classiche sui serial killer, con una ragazza che compie omicidi sfruttando la sua carica sensuale e costringendo gli uomini a cader vittime di un innamorato eccessivo.

Abbiamo fatto quattro chiacchiere con la regista, che ci ha parlato della sua ultima fatica e di come il ruolo della donna e la femminilità debbano essere riscoperte e valorizzate all’interno della società moderna e del mondo del cinema.

The Love Witch posterCome mai hai ritenuto importante parlare di questo argomento e perchè guardare alla stregoneria secondo questa peculiare prospettiva?

Essere una donna è come essere una strega. Ci si sente diverse, a volte ti senti perseguitata, a volte magica. Le persone impazziscono intorno alle belle donne e su di loro proiettano molte cose. Volevo parlare della sensazione di essere perseguitata o sessualmente desiderata come una strega, inoltre il senso di potere personale che una donna può ottenere essendo una strega e usando i suoi poteri sessuali per i propri fini. E’ un archetipo – una femme fatale classica che in questo caso è capitata essere anche una strega.

L’emancipazione femminile è un tema centrale di TLW. Perché hai deciso di concentrarti su questa tematica e utilizzare la stregoneria come strumento di acquisizione di potere da parte di una figura femminile ancora legata a una società patriarcale? E’ un problema ancora oggi?

Volevo fare un film su ciò che significhi essere una donna – con cui le donne si identificassero, e da cui gli uomini imparassero. Ci sono pochissimi film realizzati specificamente per un pubblico femminile, ad eccezione di commedie romantiche. The Love Witch cerca di mostrare una donna dall’interiorità – il tipo di donna che di solito è vista solo dall’esterno, come un oggetto, ed è per farci riflettere sull’intiorità di quella donna, ciò che sente, quello che sta affrontando, cosa che non facciamo mai. La stregoneria non è diversa da qualsiasi altro strumento che altri popoli hanno utilizzato per trovare un significato o per consolarsi. La religione è usata in questo modo da un sacco da persone, e non solo la stregoneria, ma il cristianesimo, la droga, il sesso, tutto. Naturalmente è ancora un problema, perché abbiamo ancora il patriarcato, abbiamo ancora uomini che cercano di controllare le donne, le donne gratificandole per il loro aspetto o per ottenere favori sessuali. Semplicemente non se ne parla più, che è il motivo per cui siamo messi a disagio dall’emisfero femminile nella cultura di oggi e la troviamo stupida.

the love witch billerCi sono dei modelli cinematografici o letterari ai quali stavi pensando a quando hai scritto la sceneggiatura e sviluppato l’estetica del film?

Non ho tanto usato modelli particolari quanto mi sono ispirata a certi film che raccontavano storie simili. Alcuni dei film che mi hanno influenzata sono stati Femmina folle (Leave Her to Heaven di John M. Stahl), Gertrud di Carl Theodor Dreyer, Cerimonia segreta (Secret Ceremony) di Joseph Losey, Marnie di Alfred Hitchcock, Narciso nero (Black Narcissus) di Michael Powell e Emeric Pressburge. Ho in parte guardato anche ad alcune copertine di romanzi pulp anni ’60 incentrati sulle streghe, ai film di Kenneth Anger, ai documentari sulla stregoneria. In parte sono sicura abbia una matrice subliminale, [derivata] semplicemente da anni e anni trascorsi a guardare film e libri di design, che sono stato interiorizzati e diventati parte della mia anima estetica.

Perché l’ambientazione retrò, condivisa anche col precedente ‘Viva’? C’è una particolare passione per questo periodo o è solo un caso?

Non c’è stata una particolare intenzione nel film di avere un ambiente retrò. Sapevo che il personaggio principale sarebbe stato retrò e che ci fosse un feticismo per il retrò, ma al di là dello stile che ho usato, il film vuole essere senza tempo. Ciò che lo fa apparire retrò è la fotografia e il fatto che il design sia così controllato e coordinato, fatto che non si vede più nei film di oggi.

The Love Witch filmEsiste una precisa scelta in termini di qualità di recitazione, che appare piuttosto impostata?

Non vedo la recitazione come impostata. Gli attori hanno tutti una formazione classica sia nel cinema che nel teatro, e hanno  fornito performance molto complete alle audizioni. Ho scelto gli attori migliori, ma non ho influito direttamente sulla loro interpretazione, tranne che per l’attrice protagonista, con la quale ho lavorato in stretta collaborazione. Mi sorprende che tutti abbiano chiesto ciò, perché penso che tutti gli attori abbiano dato vita a prove ricche di sfumature, attingendo dal profondo di se stessi. Si tratta semplicemente di una recitazione molto teatrale che non è di moda e per questo si distingue.

Come hai trovato Samantha Robinson (che curiosamente è comparsa in un film chiamato ‘Misogynist’)?

L’ho scoperta con un regolare casting, ma abbiamo lavorato insieme a stretto contatto per creare il personaggio. Elaine ha finito per essere una sorta di combinazione di parti di Samantha e parti di me stessa. Ha una naturale attitudine da star, una splendida padronanza di sé, e un viso perfetto per la macchina da presa ed è anche molto intelligente e di talento. Ma è al contempo una grande parte per un’attrice. Non siamo più abituati a vedere giovani ebelle donne in ruoli sfaccettati, quindi si tratta di uno shock.

love witchAnche in ‘Three Examples of Myself as Queen’ il tema della ricerca problematica dell’amore da parte della protagonista è centrale. Perché è così importante? Esiste una qualche forma di pessimismo latente?

E’ strano ti riferisca alla ricerca dell’amore come a una forma di pessimismo. Per quanto ne so, ognuno è alla ricerca dell’amore, e pochi lo trovano. Non è pessimismo – è un tentativo di ricreare il desiderio in maniera psicologicamente veritiera, ossia personaggi realistici con desideri reali. E’ solo perché il mondo è diventato così mascolinizzato che consideriamo la ricerca dell’amore qualcosa di strano. Ma gli uomini sono altrettanto soli e hanno bisogno di amare tanto quanto le donne.

Stai lavorando già a qualcosa di cui puoi parlare?

Sto lavorando alla sceneggiatura di un noir thriller ispirato ai film degli anni ’40 e ’50 che mostravano donne le quali vivevano nella paura di un marito sadico. Sono interessata a relazionarmi a questo genere, perché questi film erano girati dal punto di vista della vittima femminile, mentre al giorno d’oggi la maggior parte dei film horror come questo sono dal punto di vista del killer. Lo script finora è abbastanza terrificante e mi sta dando degli incubi.

Di seguito il trailer ufficiale di The Love Witch:

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[esclusivo] Intervista ad Anna Biller, da The Love Witch al ruolo della femminilità nei suoi film
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Il Cineocchio
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