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Grossa causa legale in corso, i sequel di Mad Max: Fury Road fermi a tempo indeterminato

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Il regista George Miller e la Warner Bros. si stanno scornando da mesi per una questione irrisolta legata a un importante bonus

Nonostante un’attesa di ben tre decadi tra Mad Max oltre la sfera del tuono (Mad Max Beyond Thunderdome) del 1985 e Mad Max: Fury Road del 2015, quest’ultimo film ha superato le più rosee aspettative, diventando il maggior incasso nella saga e vincendo numerosi riconoscimenti, inclusi sei premi Oscar. Con una performance del genere, non sorprende quindo che il regista George Miller e la Warner Bros fossero interessati a realizzare altre capitoli incentrati sulle avventure di Max Rockatansky. Tuttavia, a tre anni dall’uscita in sala di Fury Road, sembra che una battaglia legale tra Miller e lo studio hollywoodiana possa ora impedire a questi sequel di diventare realtà.

Lo scorso novembre era stato riferito che la società di produzione di George Miller, la Kennedy Miller Mitchell, aveva fatto causa alla Warner Bros per ‘guadagni non corrisposti’. Se il costo netto finale di Mad Max: Fury Road fosse finito sotto i 157 milioni di dollari infatti, alla compagnia di produzione avrebbe dovuto essere assegnato un bonus di 7 milioni di dollari. La Kennedy Keller Mitchell sosteneva che se da un lato la Warner Bros ha calcolato che Fury Road abbia superato tale soglia, dall’altro ci furono delle indubbie complicazioni sorte nel corso delle riprese a causa di ritardi e delle condizioni meteorologiche, per le quali la compagnia non avrebbe dovuto essere criticata in alcun modo e che, scontando il costo di quei problemi, il bonus sarebbe state del tutto legittimo (nello specifico, lo studio rivendica che il costo finale di Mad Max: Fury Road è arrivato a 185,1 milioni, di dollari e che il loro contratto con la società di Miller richiedeva un film PG-13 di 100 minuti, non uno di 120 minuti e R-rated. George Miller ha invece affermato che la Warner insistette che alcune sequenze in sceneggiatura non fossero girate – inclusi alcuni set intorno alla cittadella di Immortan Joe – salvo poi insistere sul fatto che venissero aggiunte in seguito durante le riprese aggiuntive, una decisione che ha naturalmente fatto lievitare il conto finale).

Ora l’ultimo aggiornamento sulla delicata questione indica che la Kennedy Keller Mitchell ha rivendicato in un documento depositato presso la Corte Suprema del New South Wales che la Warner Bros ha agito in modo “arbitrario, offensivo o riprovevole“. Proprio perchè la Warner Bros “distrusse” questa relazione basata sulla fiducia, la società di produzione di Miller non è più stata in grado di lavorare con lo studio per realizzare altri sequel di Mad Max.

A seguito dell’uscita di Mad Max: Fury Road, George Miller aveva infatti rivelato di avere abbastanza materiale per almeno altre due sceneggiature della serie, una delle quali intitolata Mad Max: The Wasteland (un titolo comunque provvisorio). Tuttavia, a giudicare almeno dal modo in cui questo conflitto legale sta andando avanti ancora oggi, non sembra che dovremo attendere con il fiato sospeso qualche progresso su un nuovo capitolo nell’immediato futuro. Anche se la Kennedy Miller Mitchell e Warner Bros fossero in grado di raggiungere una qualche sorta di accordo, entrambe le parti hanno reso chiaro come la controparte abbia reso la produzione di Fury Road incredibilmente faticosa e complessa, quindi è difficile immaginare che potrebbero collaborare amichevolmente in un altro film, per non parlare di due …

La Warner Bros. ha distribuito tutti i film di Mad Max sin dall’inizio nel 1979, quindi è altrettanto inimmaginabile che rinunci ai diritti del franchise anche qualora George Miller non volesse essere della partita. E sarebbe un peccato, perché Mad Max: Fury Road ha aperto una nuova strada per questa serie post-atomica, non solo per Tom Hardy nel ruolo di Max Rockatansky, ma anche per la Furiosa di Charlize Theron. Non ci resta che incrociare le dita.

Di seguito il trailer italiano di Mad Max: Fury Road:

Fonte: SMH

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