16 dicembre 2015

I tre migliori lavori di J.J. Abrams

In occasione dell’uscita in sala del suo ultimo film, l’attesissimo Star Wars – Il risveglio della Forza, la nostra redazione ha votato le 3 migliori opere del regista e produttore americano

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16 dicembre 2015
jjabrams

J.J. Abrams, nato a New York il 27 giugno 1966, è sicuramente dotato di molteplici doti: produttore, regista, attore, sceneggiatore e compositore, si è cimentato in tutte le componenti dell’universo filmico. Enfant prodige, il suo primo ingaggio risale all’età scolare, a 16 anni, quando scrisse le musiche per Nightbeast di Don Dohler. Durante il college scrisse invece prima un trattamento cinematografico che divenne la base per Filofax – Un’agenda che vale un tesoro, da lui stesso prodotto, con Charles Grodin e Jim Belushi, poi stese gli script dei celeberrimi A proposito di Henry, con Harrison Ford, e Amore per sempre, con Mel Gibson. Non contento iniziò anche a lavorare per la televisione, su alcune serie topiche: tra le molte ha creato e prodotto Alias, ideato Fringe, ma soprattutto ha girato e sceneggiato il doppio episodio pilota di Lost (di cui è stato anche co-ideatore).

Il debutto come regista cinematografico arriva con Mission: Impossible III, a cui seguono i due reboot di Star Trek e una co-produzione con Steven Spielberg, Super 8, che Abrams decide anche di dirigere. Avendo una certa esperienza in termini di saghe blockbuster – e di fantascienza – non stupisce allora che la Disney abbia pensato proprio a lui per il nuovo capitolo di Star Wars, Il risveglio della Forza, che ha anche co-sceneggiato assieme a Lawrence Kasdan (che già aveva collaborato allo script del secondo e terzo film della serie originale).

In attesa di conoscere i vostri commenti sull’Episodio VII, ecco i 3 migliori lavori alla regia di Abrams:

lost-season-1-posterIl doppio episodio pilota di Lost (2004)

Cast: Matthew Fox, Evangeline Lilly, Josh Holloway, Jorge Garcia, Terry O’Quinn, Naveen Andrews, Dominic Monaghan, Emilie de Ravin, Daniel Dae Kim (80 minuti complessivi)

Il 22 settembre 2004 l’aereo di linea 815 della compagnia australiana Oceanic Airlines, in volo da Sydney a Los Angeles, si schianta presso un’Isola apparentemente disabitata. I 48 sopravvissuti si accampano sulla spiaggia e si organizzano per resistere fino all’arrivo dei soccorsi, che però tardano ad arrivare. Ben presto, però, scoprono che il loro aereo è uscito dalla rotta prevista di circa mille miglia e che l’isola è teatro di una serie di eventi apparentemente inspiegabili. Nel tentativo di trovare un modo per fuggire, si renderanno conto che altre persone, prima di loro, sono naufragate su quell’isola e probabilmente sono ancora lì. Nel frattempo, iniziano a nascere amicizie e tensioni tra i vari superstiti, le cui storie personali celano molti segreti, con cui saranno costretti a confrontarsi.

Serie televisiva divenuta cult, ha nel bene o nel male (viste le critiche per il deludente finale) lasciato un segno indelebile nella storia della produzione per il piccolo schermo. Tra reale e allucinato, si struttura in maniera geniale, facendo un inedito ricorso ai flashback – e ai flash forward – che rivelano i personaggi e svelano via via punti oscuri della trama, che però si fa sempre più contorta man mano che si avanza. Incredibile successo di pubblico e di critica, le 6 stagioni (andate in onda dal 2004 al 2010) non cadono mai nello scontato o nell’ovvio, costruendo in maniera magistrale una lunga narrazione labirintica, che gioca sull’attesa e la sete di risposte dello spettatore. Il doppio episodio pilota, decisamente d’impatto, mostra subito il modus con cui verrà poi sviluppato lo show: proiettati in medias res in una misteriosa isola deserta, in una situazione catastrofica e confusa, lo spettatore è subito fagocitato da una storia accattivante, di cui è impossibile non voler sapere sempre di più.

 

la-locandina-di-aliasL’episodio pilota di Alias (2001)

Cast: Jennifer Garner, Victor Garber, Ron Rifkin, Carl Lumbly (45 minuti)

Sydney Bristow è una studentessa universitaria di 26 anni che nasconde una seconda vita da agente segreto: lavora per un’associazione chiamata SD-6, che lei crede essere una sezione occulta della C.I.A.. Sua madre è morta quando era piccola e suo padre è sempre stato distante, occupato dal suo lavoro che lo portava a viaggiare molto. Il fidanzato di Sydney, Danny, le chiede di sposarla e questo è il principio di una rivoluzione nella vita della ragazza: capendo di non potergli mentire, Sydney gli rivela la sua vera attività lavorativa e Danny ne rimane sconvolto. Mentre la ragazza è in missione con il suo collega, Danny le lascia un messaggio in segreteria in cui parla anche dell’SD-6 e per tale motivo il capo dell’associazione, Arvin Sloane, lo fa assassinare. Al ritorno dalla missione Sydney trova il cadavere dell’uomo che ama e decide così di lasciare l’agenzia per sempre. Passati alcuni mesi dalla sua morte, due sicari tentano di ucciderla e viene salvata all’improvviso da suo padre. Egli le rivela di essere un agente segreto dell’SD-6, come lei, e che l’agenzia non è realmente parte della C.I.A., ma è in realtà una branca dell’Alleanza dei Dodici, nemico contro il quale Sydney credeva di combattere. La ragazza, allora, capisce che l’unico modo per salvarsi la vita e vendicare Danny è fingere di tornare a lavorare per Arvin Sloane, ma diventare una doppiogiochista per la C.I.A., a suo rischio e pericolo. Alla “vera” C.I.A. il suo contatto è un giovane agente di nome Michael Vaughn che diventa il suo Supervisore e le rivela che hanno già un altro agente doppiogiochista nell’SD-6. Sydney scopre in seguito che si tratta proprio di suo padre.

In questa serie (andata in onda dal 2001 al 2006), di cui Abrams è produttore esecutivo e creatore (oltre che regista di tre episodi, l’1×01, 1×22 e 2×22), traspaiono in nuce alcuni dei caratteri fondamentali poi sviluppati in Lost. La Complessità della trama e l’intreccio ben ponderato sono infatti un ingrediente fondamentale della spy story, che mantiene un alto livello di suspence e una buona qualità per tutte e cinque stagioni di cui è composta. Senza contare la protagonista Jennifer Garner, l’atletica e supersexy agente operativa Sydney Bristow.

 

locandina-super-8Super 8 (2011)

Cast:  (112 minuti)

Nell’estate del 1979 un gruppo di adolescenti si ritrova ad assistere ad un incidente ferroviario, in una piccola cittadina dell’Ohio, proprio mentre sta girando un film in super 8 nella zona. I ragazzi sospettano però che l’incidente non sia stato casuale, anche perché, quasi subito, accadono strane sparizioni e misteriosi eventi in città. Intanto, lo sceriffo locale indaga e scopre qualcosa di molto più spaventoso di quanto all’inizio avesse osato immaginare: il treno stava trasportando un carico militare segreto proveniente dall’Area 51, in Nevada.

Con un incasso di oltre 250 milioni di dollari (a fronte di un budget di 50), il film di Abrams prodotto da Steven Spielberg riesca ad amalgamare bene la componente fantascientifica (una mostruosa creatura alla Cloverfield, che il regista non a caso ha prodotto) con quella meta-filmica (i ragazzi sono aspiranti registi) e citazionista (il film che i giovani protagonisti girano richiama gli zombie movie di George Romero, le biciclette e l’ambientazione ricordano E.T. e viene menzionato anche Star Trek in una foto del cast originale in una delle sequenze). Con una trama interessante che unisce a un convenzionale Bildungs Roman un’interessante componente sci-fi, risulta un lavoro piuttosto innovativo e una declinazione non scontata del genere.

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