31 maggio 2016

Intervista a Raffaele Picchio su The Blind King

Abbiamo incontrato il regista, per parlare della sua nuova opera, del futuro e delle cicatrici lasciate da Morituris

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31 maggio 2016
blind king picchio raffaele

Balzato agli onori delle cronache nel 2012 in seguito alla clamorosa bocciatura in commissione censura del suo film d’esordio, Morituris – definito “un saggio di perversività e sadismo gratuiti” -, il regista Raffaele Picchio torna ora sulle scene con The Blind King, horror psicologico girato in lingua inglese prodotto da Marco Ristori e Luca Boni.

Per l’occasione abbiamo incontrato Picchio, che ci ha parlato della sua nuova opera, del futuro e delle cicatrici lasciate dal primo lungometraggio.

blind king picchio locandinaQuando e come nasce il progetto?

Il progetto nasce quando un giorno Marco [Ristori] e Luca [Boni] mentre stavano finendo di girare il loro Zombie Massacre 2, hanno proposto a me e Lorenzo Paviano (l’altro sceneggiatore), di pensare a un piccolo horror di cui fosse possibile girare un teaser promo utilizzando ambienti e attrezzature che avevano disponibili al momento sul proprio set. Già si era parlato un po’ prima di qualche piccolo progetto “commerciale” da poter realizzare ed è così che con ancora due righe di soggetto in testa (niente di definitivo c’era al momento) si è girato in un giorno e mezzo il teaser che poi è servito a loro per trovare i fondi tramite Russ Rossi e la sua produzione Quinzam. Pochi mesi dopo e si è iniziato a organizzare tutto.

Torni a lavorare con Désirée Giorgetti, tua Musa ormai…

Con Desiree prima dell’enorme stima che ho come attrice (per me in assoluto tra le più brave e versatili in Italia) c’è una sincera amicizia nata proprio sul set di quell’inferno che è stato Morituris. In realtà nella pausa tra quel film e Blind King i contatti non sono mai andati perduti: ha partecipato a cortometraggi e film in cui ho fatto l’aiuto regia (tra cui anche il lungo di Anger of the Dead diretto da Francesco Picone, sempre prodotto da Boni/Ristori). Quando c’è stata la possibilità di girare un secondo film la scelta è stata proprio naturale (anche se questa volta andava girato in lingua inglese per discorsi di mercati internazionali), tanto che il personaggio di Susan nel film è scritto proprio pensando a lei.

Com’è andata con Luca Boni e Marco Ristori? Avete lavorato insieme o ti hanno dato totale libertà creativa/espressiva?

Anche con Marco e Luca ci si conosce da anni e prima di ogni cosa c’è un legame di amicizia. Loro sono gli unici in Italia che con la Extreme sono riusciti a creare una “factory” molto vicina produttivamente a quello che era il cinema che tanto si reclama. E muoversi produttivamente con quelle tre-lire-tre che girano, garantendo prodotti internazionali ben più che dignitosi è durissima e benché tutti si bagnino la bocca di condizionali e utopie, loro non si sono mai fermati e “fanno”. I meccanismi produttivi in cui si muovono, che sono quelli del mercato “di cassetta”, sono incomprensibili e in continua metamorfosi. Per Blind King, oltre le direttive di base che volevano un film sulla falsa riga di robe come Conjuring, Insidious, Babadook, etc.. c’era solo da scrivere qualcosa che potevamo permetterci con budget e ambientazioni a disposizione. Per il resto totale libertà: per gusti strettamente personali miei e di Lorenzo abbiamo cercato di distaccarci il più possibile da roba come Sinister e Conjuring, tentando di fare un lavoro più vicino alle atmosfere, sopratutto concettuali, di horror psicologi come Babadook (che trovo bellissimo), di cui fondamentalmente ne siamo una versione poverona e più nichilista.

blind king picchio 2Com’è stato lavorare con una bambina invece (anche se non parla molto)?

Lavorare con una bambina inizialmente mi faceva una paura tremenda. I bambini sono ingestibili, sono esseri malvagi di loro natura, al di sopra di ogni morale e legge. C’erano i brividi al solo pensiero (tanto che inizialmente la bambina non era pensata come presenza fissa nel film), invece Eleonora Marianelli (che ormai è ben presente nelle produzioni Extreme come Anger of the dead, Zombie massacre 2, Blind king e il film in uscita di Marco e Luca, Execration – House of Evil) è stata bravissima: sul set ci siamo divertiti, lei ha affrontato benissimo la difficoltà di essere questa volta protagonista (e quindi presente per la quasi totalità dei giorni di riprese e con un tasso di stress più alto a quanto normalmente abituata). E considerando che non parla ovviamente una parola di inglese, non è stato affatto facile per lei calarsi nella parte. Posso ritenermi più che soddisfatto

Dicci qualcosa delle musiche

Anche per lo stile musicale è stata adottata una sorta di ibrido: è per questo che nel film abbiamo fondamentalmente una main theme sinfonica (e che accompagna la parte di “mistero” del film) che si scambia con un tappeto musicale più industrial, rumorista e oppressivo (tutta la parte onirica). La main theme è stata scritta e composta da Andrea Pasqualetti (collaboratore dei film di Luca come tecnico di presa diretta e come post-produzione audio), mentre tutta la OST industrial/ambient invece è composta da Manolo Magnabosco con il suo progetto musicale Cupio Dissolvi (e con cui avevo già collaborato per la OST del mio cortometraggio “M is for mouth”).

blind king picchio locaondina 2Ci sono differenze tra la sceneggiatura e la versione finale del film?

Le differenze più grosse sono tra la prima versione della storia e quella che poi è stata sceneggiata. Inizialmente il film era temporalmente più astruso e complesso: iniziava con un prologo che mostrava il “rapimento” della bambina e poi con un continuo gioco di salti temporali prima/dopo si andava a formare la storia. Quando ci è stato fatto notare che così rischiava di essere troppo “complicata”, si è riportato tutto a un livello narrativo cronologico andando a scandagliare più a fondo i vari passaggi realtà/sogno. Comunque rispetto alla sceneggiatura finale, il film è molto molto simile e quasi nulla è stato cambiato (se non per porca necessità).

The Blind King è piuttosto metacinematografico, quanto c’è di tuo?

Beh il fatto di rendere il nostro protagonista un filmmaker fallito, il quale primo progetto ha trascinato lui e le persone che hanno contato su di lui in un buco nero è chiaramente qualcosa che so benissimo. Truffe, amicizie che si commutano in pugnalate, il senso di colpa di aver sbagliato tutto e la tenacia di chi sa che forse il treno è passato ma che nonostante tutto tenta di lottare per continuare a darsi una possibilità sono parecchio vicine allo stato mentale in cui mi sono ritrovato (e mi trovo) dopo la mia prima “esperienza”. E sopratutto anche io sogno barboni bendati minacciosi da allora.

E’ un film cupo e ci si può leggere anche un riferimento a maltrattamenti e pedofilia. E’ così?

Beh si, su una cosa che proprio si è stati inamovibili era proprio sula negazione di un qualsiasi tipo di “positività”. Non sono una persona che crede nei finali tarallucci e vino, sopratutto se parlano poi di tematiche simili. Entrando nel dettaglio si va decisamente in zone spoiler che non sarebbe il caso di rivelare per chi ancora non ha visto il film. SEGUONO SPOILER. L’intero lavoro si basa su quella linea sottile che separa l’amore dall’ossessione e dal non voler “vedere” le conseguenze delle proprie azioni. L’ossessione di Craig [Aaron Stielstra] nei confronti di sua figlia va a stimolare umori “pedofili” nel momento in cui Craig scavalla totalmente la razionalità e diventa il “mostro” impazzito che non può vivere guardando in faccia il suo orrore. La scena in cui il mostro accarezza la gamba sotto le lenzuola alla bambina assume un altro significato a fine film. Ma Craig non è un pedofilo ed è una persona che non farebbe mai del male a sua figlia. La cecità, il suo non voler vedere lo portano su binari di puro orrore. E’ come guidare su un rettilineo con gli occhi chiusi: si può essere convinti anche al 100% di stare andando verso la direzione giusta, ma non puoi essere certo se quella che stai proseguendo sia ancora la corsia giusta.

blind king picchio

Chi ha curato make-up e trucco?

Il trucco e gli effetti del film sono curati da Eugenio Casini che è un truccatore di Firenze e anche lui è un volto noto nelle produzioni Extreme, anche se per loro ha passato più tempo “sotto” il trucco visto che ha interpretato più volte zombie e mostri vari nelle loro produzioni.

A cosa ti sei ispirato per la figura del Blind King (sia come personaggio in sé che per il design)?

La figura del Blind King si rifà a livello di iconografia a quella dello Slenderman: una figura adulta alta, pallida e senza volto. Poi il personaggio di suo è un mix di varie altre “creature”: attacca pipponi morali di irrefutabili verità ed è re del suo “inferno” come Pinhead, ha la valenza simbolica di un Babadook e compare negli incubi notturni tentando di “uscirne” come Freddy Kruger. Del porco (l’horror) non si butta via niente.

Chi ha realizzato i disegni che si vedono nel corso della pellicola?

I disegni sono realizzati dal fumettista Alessandro Balluchi, disegnatore di graphic novel (le ultime edite per l’interessante casa editrice Kleiner Flug) e altro collaboratore e amico della Extreme di Marco e Luca per cui normalmente si occupa di disegnare i storyboard.

picchio blind king setUna sequenza sembra decisamente ispirata da Under the skin di Jonathan Glazer. E’ così?

Si, amo alla follia Under the Skin e quella è una rappresentazione del “Vuoto” tra le più belle e suggestive viste a memoria. Poi certo, loro avevano uno studio di cristo e noi l’abbiamo girato dentro una piccionaia, ma il piccolo contributo personale mi sono sentito di darlo. Tanto per fare bella figura in impietosi confronti…

Perchè il protagonista è a torso nudo durante i sogni?

Mi piaceva l’idea che Craig nei suoi sogni fosse stato spogliato di ogni maschera e “ruolo” sociale: non è un padre, un fratello, un regista. E’ Craig e basta, “nudo” dentro il suo buio, arido e desolato “se stesso”.

Come pensi di promuovere The Bling King? Cosa ti aspetti?

Al momento si cercherà di farlo girare in più festival possibile. Comunque il film ha già una distribuzione e dopo l’estate arriverà anche qui in Italia per Koch Media, mentre all’estero è già stato venduto in Inghilterra, Germania, USA e nei miticissimi Vietnam e Cambogia, in cui probabilmente uscirà in VHS e diventerà il nuovo Simple Jack. The Blind King è un film commerciale che non ha ambizioni di riscrivere chissà quale storia o di tracciare nuovi solchi nel genere, anzi tutt’altro. Se qualcuno deciderà di vederlo come un dignitoso passatempo di genere e magari sarà spinto ad una seconda visione per comprendere al meglio tutto, per me è già un grande successo. Sopratutto se dopo non vuole venire a cercarmi per pisciarmi addosso.

picchio blind king set 2Ora che è passato un po’ di tempo, cosa pensi delle reazioni a Morituris? Sei soddisfatto di come è stato accolto e distribuito? Hai avuto difficoltà a trovare un nuovo progetto dopo?

Per me ancora oggi è incredibile che un film minuscolo e imperfetto come Morituris sia ancora citato e ricordato. Tanto nel bene quanto nel male si è posizionato continuamente senza mezze misure facendo si che un “dibattito” intorno non si sia mai completamente smorzato e questa è una cosa positivissima. Ha trovato una sua “fortuna” (almeno per quanto riguarda la notorietà) nella sua sfortuna più grossa (il blocco censorio che ne impedì anche l’uscita in sala) e di tutto questo non posso che essere felice. Poi io personalmente vivo un rapporto di amore/odio con il film, è stato il mio primo lavoro e non riesco a non vederlo pieno di errori e inesperienza. Poi dall’altra parte non è che un film di genere mi abbia aperto chissà quali strade, anzi: da un punto di vista “commerciale” non è che mi abbia messo in gran luce e dall’altra parte c’è stato un fallimento umano, morale, etico nel tentare di creare un piccolo gruppo che si auto-alimentasse e collaborasse per future produzioni. Tutto questo mi ha causato enormi problemi (non ultimi quelli che può far scaturire economicamente una srl), tantissime delusioni umane e grandissimi, folli problemi economici (fatti di raggiri e truffe) che ancora oggi sto pagando e mi distruggono la vita. Vivo di stenti pulendo cessi, aprendo edicole quando serve e cercando di poter “vendermi” professionalmente per quello che so e amo fare, ma niente è facile e niente cade dal cielo. Ritorniamo al dilemma del nostro Craig in Blind King…

Hai intenzione di far passare altri 5 anni per il prossimo film?

Fosse per me girerei ogni giorno. Purtroppo non c’è stata la fila di produzioni dopo Morituris che si contendeva il mio nome, io non sono più in grado di poter mettere in piedi qualcosa di “autoprodotto” e i tempi di lavorazione e gestione di Morituris sono stati così lunghi che l’ho iniziato quando avevo 26 anni e oggi che ne ho 33 ancora ne pago le conseguenze. Di miei progetti ne ho, mi piacerebbe tantissimo realizzare un mediometraggio a cui tengo e che per ora è in stand-by, sto cercando di produrmi in qualche modo il mio episodio per il film collettivo Sangue Misto e nel futuro ci sono cose interessanti che bollono in pentola ma che finché non arrivano a fine cottura non mi va neanche di nominare. Se non che semmai tutto va come dovrebbe andare, il prossimo lavoro potrei farlo prima di entrare in andropausa.

Di seguito il teaser trailer di The Blind King:

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Intervista a Raffaele Picchio su The Blind King
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Abbiamo incontrato il regista, per parlare della sua nuova opera, del futuro e delle cicatrici lasciate da Morituris
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Il Cineocchio
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