The Movie Db/10
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17 novembre 2017

Esclusivo | Intervista a Marco Rosson su Shanda’s River, l’horror con loop che tinge di mistero l’Oltrepò

Il giovane regista pavese ci ha parlato della sua ultima fatica, tra le difficoltà del mercato italiano e le soddisfazioni internazionali

17 novembre 2017

All’ultimo Festival del cinema fantastico di Sitges, Dario Argento, Sergio Martino e Lamberto Bava hanno raccontato, nel corso di un’interessantissima tavola rotonda sui 50 anni del cinema horror italiano, come questo genere – di cui l’Italia era uno dei maggiori e più apprezzati produttore ed esportatori – siano lentamente scivolato in rovina per svariate cause (il nostro video esclusivo e integrale dell’incontro).

Se è vero che pochissime produzioni nostrane arrivano fino nelle sale – va già un po’ meglio per quanto riguarda l’home video -, non è però altrettanto che questo clima venutosi a creare riesca a scoraggiare del tutto i giovani autori che intendono cimentarsi col genere. Ultimo esempio in tal senso è Shanda’s River, horror indipendente girato completamente in lingua inglese diretto da Marco Rosson (New Order) girato nella zona di Voghera (Pavia) che è stato capace negli ultimi mesi di aggiudicarsi diversi premi nei Festival – anche internazionali – nei quali è stato presentato in anteprima (Los Angeles Film Festival, New Jersey Horror Con and Film Festival, Upstate NY Horror Film Festival e gli italiani Mediterranean Film Festival e ToHorror Film Festival 2017).

loandina shanda's river (2)Il film, che vede protagonisti Margherita Remotti, Diego Runko, Claudia Marasca, Marcella Braga e Toni Pandolfo presenta la seguente sinossi ufficiale:

Una professoressa (Emma), si reca a Voghera per studiare la storia di Shanda, una strega uccisa ai primi dell’800 sulle rive del fiume che prese poi il suo nome. Emma si ritrova così incatenata a un sortilegio che la obbliga a rivivere lo stesso giorno ancora e ancora. Ogni volta assassinata, ricomincerà la giornata in loop.

Abbiamo colto l’occasione per fare due chiacchiere con Rosson, cercando di capire dove siano nate la passione per il cinema di genere e come sia arrivato a realizzare Shanda’s River, di cui potete vedere qui sotto anche alcune immagini esclusive:

Puoi raccontarci brevemente qualcosa di te, di come sei diventato regista?

Ho sempre avuto fin da ragazzo una grande passione per il cinema. Appena finite le superiori mi sono subito iscritto alla Scuola Civica di cinema e televisione di Milano. Dopo le civiche ho iniziato a lavorare sui primi set, ho fatto tutta la gavetta dal basso per quasi 10 anni. Ho iniziato come runner, portando in giro troupe e attori. Nel 2007 ho usato della pellicola scaduta che avevo recuperato sui vari set e ho girato il mio  cortometraggio Metastasi, con cui ho vinto qualche premio, tra cui uno come Miglior regista under 30. Ho continuato a portare avanti i miei progetti e nel frattempo, lavoravo sui set di TV, pubblicità e video musicali. Piano piano sono salito di livello, ho iniziato a fare l’assistente alla regia, fino a fare il primo aiuto. Sono rimasto qualche anno in Endemol Italia come aiuto e nel 2012 ho deciso di fare il passaggio alla regia, girando il mio primo lungometraggio, New Order, con l’attore Franco Nero.

shanda's river setNew Order del 2014 era sci-fi, con Shanda’s River passi invece all’horror. Dove nasce la passione per il ‘genere’?

Sono sempre stato un appassionato di fantascienza e film dell’orrore. Con New Order ho provato a fare una fantascienza low budget mischiata con l’horror. Con Shanda ho preferito invece buttarmi totalmente sul genere horror, di cui sono molto appassionato. Ho cercato di prendere ispirazione da tutti i grandi maestri italiani del genere, come Dario Argento, Lucio Fulci e Mario Bava.

Dicci qualcosa di Shanda’s River. C’è qualcosa di vero nella storia narrata? Pensi che Voghera e l’Oltrepò si prestino a questo tipo di racconti, magari sull’esempio di Pupi Avati con l’Emilia?

Shanda non ha niente di vero, è tutto inventato. Lo “Shanda’s River” è in realtà il torrente Staffora che attraversa Voghera. Ci piaceva l’idea di creare un falso mito. L’Oltrepò per me è una terra meravigliosa che si presta molto bene alle riprese cinematografiche in generale. Il territorio ha dei paesaggi molto belli che si prestano si molto bene per questi tipi di racconti.

shanda's river esclusivaDalle immagini e dal trailer sembra che nel film scorrerà del sangue … Come hai gestito questo aspetto? Ti sei ispirato a qualche scena che ti ha colpito di qualche film? Chi si è occupato del trucco e/o degli effetti speciali?

Gli effetti speciali e il trucco sono stati completamente gestiti da Eleonorita Acquaviva, che ha ricreato fiotti di sangue, gole tagliate e interiora varie. Grazie al suo know-how e alla sua esperienza nel campo siamo riusciti a creare effetti splatter come si faceva una volta: è tutto materiale reale ricostruito ad hoc. Come insegnava il maestro Sergio Stivaletti nei film cult degli anni ’70 e ’80. Anche le maschere degli adepti alla setta sono state studiate, disegnate e quindi realizzate con l’utilizzo di lattice da Eleonorita. Una grande influenza per quanto riguarda la fase di realizzazione dell’effettistica puramente splatter ci è stata fornita riguardando i primi due film di La casa di Sam Raimi. Con i pochi mezzi, il pochissimo budget e il tempo che avevamo a disposizione, riguardare quel film e in particolare alcune delle scene più cruente è stata grande fonte di ispirazione per noi.

Il loop temporale negli horror è già stato affrontato diverse volte (non ultimo in Auguri per la tua morte, proprio ora nei cinema). Come ti sei rapportato a queste pellicole precedenti e in cosa hai eventualmente voluto differire?

Si abbiamo notato anche noi che sono usciti tanti film “simili a Shanda” con il loop temporale e una donna che muore e continua a risvegliarsi nel proprio letto, come ad esempio Auguri per la tua morte. Noi ovviamente nel 2016 quando siamo partiti con questo progetto non lo sapevamo e a dire il vero non c’è l’aspettavamo neanche. Diciamo che noi abbiamo preso spunto dal ‘giorno della marmotta’ con Bill Murray [Ricomincio da Capo]. Il loop temporale era perfetto per un progetto low budget ci avrebbe aiutato ad abbassare le spese di produzione e i costi del film, riutilizzando molte scene in montaggio. Conta che Shanda è stato girato in soli 9 giorni di riprese (88 scene in 9 giorni). Volevamo però dare un senso alla storia e qui Nicola Pizzi, lo sceneggiatore del film, ha avuto l’idea dei simboli che imprigionano la nostra protagonista. Spesso nei film dei loop temporali non viene mai spiegato in vero motivo del loop, noi ci abbiamo provato a modo nostro.

shanda's river esclusiva 2Pensi che ci sia pubblico in Italia per questo tipo di cinema o meglio puntare direttamente all’America/Europa (visto che lo hai girato in inglese la risposta sembra scontata, ma …)? E in questo caso, dargli connotazioni troppo ‘locali’ può essere un vantaggio oppure no?

In Italia penso che ci sia un grandissimo pubblico per questo tipo di film, il problema grosso è trovare una distribuzione che ti possa fare uscire. La cosa più assurda che in Italia ci sono persone molto brave a fare questo genere, ma spesso sono relegate in produzioni indipendenti molto low budget. Praticamente in Italia non si produce più horror ad alti livelli … chi fa horror fa il vero cinema indipendente. Anche se sembra un po’ assurdo, è molto più facile vendere un film in America rispetto all’Italia. Conta che noi abbiamo girato e venduto due film fatti a Voghera in America. In Italia se non conosci le persone giuste puoi essere anche Steven Spielberg ma i tuoi film non usciranno mai. Purtroppo finché non riusciremo a cambiare questo tipo di mentalità non ci sarà mai spazio per gli autori emergenti.

Che percorso seguirà ora Shanda’s River?

Stiamo chiudendo il contratto di distribuzione per gli Stati Uniti e stiamo cercando contatti per l’Asia. Si sta muovendo anche qualcosa nell’home video qui in Italia e come già anticipato sarebbe bello poter vedere Shanda’s River in sala prima o poi!

Di seguito il trailer ufficiale di Shanda’s River:

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Esclusivo | Intervista a Marco Rosson su Shanda's River, l'horror con loop che tinge di mistero l'Oltrepò
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Esclusivo | Intervista a Marco Rosson su Shanda's River, l'horror con loop che tinge di mistero l'Oltrepò
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Il giovane regista pavese ci ha parlato della sua ultima fatica, tra le difficoltà del mercato italiano e le soddisfazioni internazionali
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Il Cineocchio
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