24 novembre 2015

J.J. Abrams ammette di non aver avuto pienamente il controllo della storia di Into Darkness – Star Trek

Il regista ha però sottolineato di aver imparato dagli errori del passato per la realizzazione dell’imminente Star Wars: Il Risveglio della Forza

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24 novembre 2015
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In passato J.J. Abrams ha rivelato che alcuni aspetti di Into Darkness – Star Trek avrebbero dovuto essere realizzati in modo diverso: dall’eccessivo uso dell’effetto lens flares (ovvero una fotografia in controluce dove l’immagine inquadrata è circondata da aloni luminosi), alla -troppo- sbrigativa incursione nel passato di John Harris (Benedict Cumberbatch).

Durante la Celebrity Nerd-Off con Stephen Colbert, questo fine settimana, ha palesato ulteriori problemi nell’elaborazione della suddetta pellicola. “Col secondo film di Star Trek ci siamo messi nei pasticci con alcuni dei fan”, ha ammesso. “Ci sono stati troppi riferimenti a L’ira di Khan. Lo capisco”.

Il punto più importante è che John Harris è davvero Khan, e il solo fatto di usare quel nome istituisce immediatamente una serie di possibili paralleli; un esempio include il paradigmatico “perché i bisogni del singolo sono più importanti dei bisogni dei molti” di Spock, l’urlo di Khan, l’inclusione di Carol Marcus (interpretata da Alice Eve in Into Darkness) e infine l’inversione delle sorti col sacrificio di Kirk.

Tale approccio citazionista, tuttavia, non ha funzionato e accostandosi troppo con la mitica saga ha solo avuto l’effetto di indisporre lo zoccolo duro di nerd-fanatici della serie fantascientifica, che a una convention di Las Vegas di Star Trek lo hanno votato come il peggior film dell’intero corpus. Abrams, dalla sua, sta cercando in ogni modo di porvi rimedio e riconquistare i fan.

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In un’intervista rilasciata a Wired all’inizio di quest’anno, il regista ha perfino spiegato come ha utilizzato la sua passata esperienza per rendere al meglio Star Wars: Episodio VII: “Non voglio iniziare un film dove non siamo davvero in controllo della storia. Mi sembra di averlo già fatto un paio di volte nella mia carriera. Ciò non significa che non sia fiero del mio lavoro, ma il punto nodale è che ricordo che ho iniziato a girare Super 8 e Into Darkness: Star Trek percependo di non aver davvero risolto alcuni problemi fondamentali della storia”.

Pare dunque che il regista stia mettendo le mani avanti…O forse è solo preoccupato di non aver sviluppato come si deve la trama anche questa volta. Ne saremo certi solo quando il 16 dicembre potremo fugare ogni dubbio nelle italiche sale cinematografiche.

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