11 settembre 2017

La campagna lussemburghese è violenta e conturbante nel trailer di Gutland

Il regista Govinda Van Maele esordisce con un thriller ipnotico dal retrogusto polanskiano

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11 settembre 2017
Gutland film Govinda Van Maele

C’è qualcosa di inquietante che bolle nelle pentole del Lussemburgo e che arriverà sugli schermi cinematografici con la première del thriller Gutland dell’esordiente Govinda Van Maele al Toronto International Film Festival. Per l’occasione, sono stati diffusi lo splendido poster di Gilles Vranckx e il teaser trailer internazionale di questa storia gotica rurale.

Gutland poster Govinda Van MaeleQuesta la sinossi ufficiale del film:

Gutland inizia con l’arrivo di un outsider nella comunità agricola di Schandelsmillen. La stagione della vendemmia è già in corso, ma Jens (Frederick Lau), un vagabondo tedesco, sta cercando lavoro. Viene assoldato come bracciante – e portato a letto da Lucy (Vicky Krieps), una madre single che lo adesca nella birreria del villaggio. Taciturno e solitario per natura, Jens non si lega alla gente del posto, tuttavia loro ci mettono pochissimo a farselo piacere, portandolo alle feste, dandogli una tromba e invitandolo ad unirsi alla banda del villaggio. I primi giorni di Jens nella sua nuova casa scorrono con tranquillità bucolica, ma nel corso del tempo comincerà a scoprire indizi sul lato oscuro di Schandelsmillen – proprio come gli abitanti del villaggio cominceranno lentamente a scoprire qualcosa di ombroso nel passato dell’uomo.

Girato in 35 millimetri, Gutland presenta echi del Roman Polanski d’annata, tra sesso violento, una casa abbandonata e una possibile cospirazione, che si fondono per creare un racconto trasognante e malizioso di giustizia da vigilanti e di imprevisto auto-rinnovamento.

Di seguito il teaser trailer originale (sottotitolato) di Gutland, che al momento non ha ancora una data di uscita:

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La campagna lussemburghese è violenta e conturbante nel trailer di Gutland
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Il regista Govinda Van Maele esordisce con un thriller ipnotico dal retrogusto polanskiano
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Il Cineocchio
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