3 marzo 2017

L’Implacabile: Steven E. de Souza parla delle versioni alternative che abbiamo quasi visto

Lo sceneggiatore ha svelato le idee dei 4 registi presi in considerazione prima che l’adattamento venisse affidato a Paul Michael Glaser

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3 marzo 2017
L'implacabile

Prima che Paul Michael Glaser dirigesse L’implacabile (The Running Man), altri quattro registi si sono cimentati nel tentativo di adattare per il grande schermo L’uomo in fuga, romanzo sci-fi di Richard Bachman (aka Stephen King). Con l’avvicinarsi del trentennale del cult del 1987 (per l’esattezza l’anniversario cade il prossimo novembre), lo sceneggiatore Steven E. de Souza ha rivelato alcune curiosità sul film.

Distopia quantomai vicina alla realtà odierna, l’opera pare quasi prevedere il dilagare attuale della mania per i reality show, peraltro il Presidente degli Stati Uniti era anche in quel caso il presentatore di uno di essi. Vi sembra familiare? Tornando alla trama, era incentrata su un gioco in cui ad alcuni detenuti veniva data la possibilità di trovare la libertà, qualora fossero sopravvissuti a una sorta di maratona inseguiti da assassini ossessivi ed eccentrici, gettati alle loro calcagna. Ben Richards (Arnold Schwarzenegger) era tra questi, costretto ingiustamente e suo malgrado a partecipare allo show.

The Running Man - L'implacabile posterDe Souza si è dunque concentrato sulle versioni mai portate a compimento precedenti a quella definitiva di Glaser. Anzitutto ha parlato di quella di George Pan Cosmatos, fresco di Rambo 2 – La vendetta, che aveva visto in L’implacabile un’allegoria dell’Olocausto.

“La sua famiglia era stata vittima dell’occupazione nazista in Grecia”, ha detto lo sceneggiatore “Nel progetto che ho stilato per George, c’erano rastrellamenti, c’erano campi di concentramento. Si concentrò in quello. La sua visione era che l’1% della popolazione vivesse in una Bio-cupola completa di tutto. Voleva girare tutte le scene nello scenario lussuoso dell’Edmonton Mall, il più grande centro commerciale del mondo in quel momento. Così siamo andati in Canada con l’idea di girare e abbiamo esplorato [tale idea]. Durante la fuga dalla città, ci sarebbe stato un inseguimento sul fiume con una zattera. Credo che stesse solo cercando di tornare nelle zone selvagge in cui aveva realizzato Rambo. Desiderava poi che tutto l’inseguimento avvenisse in mezzo alla natura”. Purtroppo Cosmatos abbandonò il progetto per problemi di budget; il regista aveva infatti richiesto per la produzione “27 milioni di dollari“, ma gliene avevano concessi solo 18. Il costo finale si è attestò poi a metà strada, a 24 milioni. Un vero peccato.

Venne preso in considerazione anche Alex Cox, ma era troppo impegnato su Walker – Una storia vera; Carl Schenkel è stato in trattative per due settimane, ma non se ne fece nulla. Dalla sua, anche Ferdinand Fairfax aveva una sua proposta per L’implacabile, che però difficilmente avrebbe funzionato in fase esecutiva.

“Aveva un’idea interessante che il film avrebbe dovuto essere una trasmissione televisiva vera e propria, il che avrebbe causato alcuni problemi narrativi, del tipo come avrebbe fatto [Ben Richards] a mettersi nei guai e cose del genere?”, ha spiegato de Souza. “Mirava a farne qualcosa di molto britannico. Fairfax voleva un team inglese, prevedeva una signora che si occupava del tè che si sarebbe aggirata con un carrello di tè e biscotti. Quando la signora del tè fosse passata, lo show si sarebbe fermato e la troupe pure, gli inseguitori si sarebbero fermato e i concorrenti si sarebbero fermati e tutti avrebbero fatto una pausa, poi avrebbero ricominciato di nuovo. Era un po’ troppo vicino a uno sketch dei Monty Python“. Tuttavia, forse ritenuta troppo concettuale o grottesca, tale declinazione è stata accantonata assai velocemente.

La produzione di L’implacabile si è aperta invero sotto l’egida di Andrew Davis, che avrebbe poi diretto classici dell’action come Il fuggitivo e Trappola in alto mare. Tuttavia, anche in tal caso non andò a buon fine, un ritardo nella prima settimana, alcuni disaccordi con de Souza e con il produttore Rob Cohen portarono infatti a bandire anche lui dalla riprese.

L'impalcabile 2“Ricevetti una chiamata da Rob Cohen che disse: ‘Senti, ho bisogno che tu venga ai giornalieri in questo momento. Abbiamo un problema vero’ “, ha raccontato de Souza. “Ho dovuto passare a prendere mia figlia al corso di danza o di ginnastica e portarla con me nella sala di proiezione. Arnold è arrivato dal set e indossava la tuta gialla. Il regista non c’era. Era la sequenza di pattinaggio su ghiaccio con Subzero. Sentii una voce che diceva, ‘Ew, che schifo! Signore, può lasciar fuori il suo sigaro puzzolente?’ Era mia figlia. Arnold, pose molto cavallerescamente il sigaro. Poi si addormentò in braccio a lui”.

Tornando alla sequenza in questione, il problema fu chiarissimo subito dopo averla vista:

“In un incontro precedente, Andy aveva detto: ‘Senti, ho una grande idea. Alla fine del film, quando irrompono nello studio, sono con le spalle al muro. Sono intrappolati. Poi Arnold mette le mani in tasca e tira fuori uno dei dischetti da hockey esplosivi, lo lancia e uccide le guardie. Rob e io ci siamo guardati a vicenda e lui ha affermato: ‘Questo rende Arnold abbastanza una merdaccia. Ha avuto questa cosa in tasca per tutto il film in cui l’intero cast di supporto è stato ucciso e la usa per salvarsi il culo. Non lo vogliamo fare’. A quel punto era in ritardo di diversi giorni. Ha girato e improvvisato quella scena e aveva Arnold con in tasca uno dei dischetti da hockey “.

In realtà fu Michael Mann a suggerire Glaser per il compito, basandosi sul lavoro fatto in diversi episodi della serie Miami Vice. “E’ riuscito a tornare in pari coi tempi e finire il film”, ha rivelato lo sceneggiatore, “Ha davvero girato solo la sequenza di hockey e alcune delle altre con i ragazzi con le moto, quando vengono buttati nell’arena dal picador”. Il resto era più o meno simile a quanto pensato da Davis.

Questa è quindi la storia della lunga epopea dietro alla realizzazione di L’implacabile, in cui non sono certo mancati passaggi di testimone, ma il risultato finale è stato comunque più che apprezzabile! Di seguito per voi un’incursione nel mondo dei ricordi, con il trailer:

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L'Implacabile: Steven E. de Souza parla delle versioni alternative che abbiamo quasi visto
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Lo sceneggiatore ha svelato le idee dei 4 registi presi in considerazione prima che l'adattamento venisse affidato a Paul Michael Glaser
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