13 settembre 2016

Paul Verhoeven spiega gli errori di RoboCop 2014 e parla di un nuovo capitolo

Il sovversivo regista olandese ha detto la sua sul remake e anticipato qualcosa sul futuro della saga

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13 settembre 2016
robocop paul

Intervistato recentemente durante la promozione della sua ultima opera dal sapore rape & revenge, Elle, con Isabelle Huppert, il regista olandese Paul Verhoeven, autore di una manciata di titoli sovversivi che tra la fine degli anni ’80 e la metà dei ’90 lo hanno catapultato in cima ai box-office mondiali e incoronato maestro della sci-fi politica e del thriller erotico come Atto di Forza, Basic Instinct e Starship Troopers, ha parlato anche del valore dei sequel e dei remake – anche dei suoi film – soffermando in particolare sul remake/reboot di Robocop (1987), che negli Stati Uniti è andato piuttosto male a incassi (58 milioni di dollari a fronte dei 100 di budget).

robocopMesso davanti al fatto che, a parte Showgirls tutti i suoi film girati a Hollywood hanno avuto sequel, remake o entrambi, gli è stato chiesto se li avesse guardati e quale fosse la sua opinione in merito:

Oh, certo, li guardo. In qualche modo sembrano pensare che la leggerezza nel dire Atto di Forza (Total Recall) e Robocop sia un ostacolo. Così prendono queste storie un po’ assurde e le rendono troppo serie. Credo che questo sia un errore. Soprattutto in Robocop, quando si sveglia gli hanno messo lo stesso cervello. Lui è una vittima orrendamente ferita e amputata, una cosa orribile e tragica fin dall’inizio. Quindi non abbiamo fatto così in Robocop. Il suo cervello è andato e lui ha solo dei lampi di memoria e ha bisogno di andare a un computer per scoprire chi è ancora. Credo che non possedendo il cervello di un robot, si realizzi un film molto più pesante e non credo che questo aiuti il film in ogni caso. Diventa più sciocco o assurdo, ma nel modo sbagliato. Entrambi questi film necessitano della distanza data dalla satira o dalla commedia per arrivare al pubblico. Puntando dritto alla mancanza di humor è un problema e non un miglioramento.

Incalzato quindi sul perchè non ritorni a fare questo genere di film, che nessun altro sembra in grado di realizzare nel modo giusto, Verhoeven ha risposto:

robocop 2014E’ interessante, ho appena sentito che vorrebbero… quando ho girato Robocop hanno immediatamente voluto fare un sequel l’anno successivo. Poi è stata la Orion ad andare in bancarotta, ma va bene così. Quindi ero interessato. Negli Stati Uniti fanno sequel. Lo capisco. Così io e Michael Miner abbiamo iniziato a lavorare su alcune idee. Ci stavamo davvero pensando, perché ritengo che un sequel debba andare oltre. Credo che uno dei migliori sequel sia Star Wars 2, probabilmente. Quello è un sequel buono. Normalmente non sono buoni perché è così difficile trovare l’ispirazione. Così ho veramente voluto prendermi un po’ di tempo e sviluppare qualcosa che meritava di esistere e fosse diverso. Ma la Orion non ha voluto aspettare, quindi hanno utilizzato altre persone. Ma ho appena sentito che la MGM sta pensando di raccogliere le idee a cui stavamo lavorando nell’87 [ride]. Non so se lo faranno, ma ne stanno parlando.

C’è da augurarsi soltanto che questa volta abbiano pazienza e aspettino Verhoeven, perchè sarebbe davvero interessante capire quanto saprebbe e potrebbe spingersi oltre di questi tempi.

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Paul Verhoeven spiega gli errori di RoboCop 2014 e parla di un nuovo capitolo
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Il sovversivo regista olandese ha detto la sua sul remake e anticipato qualcosa sul futuro della saga
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