23 maggio 2017

[recensione] 2night di Ivan Silvestrini

Matilde Gioli e Matteo Martari sono i protagonisti di un remake che nel complesso convince e affascina

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23 maggio 2017
2night silvestrini film

Quando l’attimo non fugge

Una sera di tarda primavera, forse nell’aria già qualche grillo. Una ragazza molto bella (Matilde Gioli) e un ragazzo definibile come figo (Matteo Martari) incrociano il loro desiderio in un locale alla moda della Capitale. La libertà della loro indole li spinge l’uno verso l’altra per bruciarlo insieme quella notte stessa. Lei ha la casa, lui una macchina a disposizione. Il tragitto verso quell’intimità fugace e bramata sarà però più lungo del previsto, e non per il traffico. Per il parcheggio. Ma che importa. Lei, nella sua strafottenza e disinibizione, non è mica così antipatica, ci si può certo scambiare qualche chiacchiera scherzosa prima di andarci a letto. E poi è bella davvero, magnetica. E Lui, sotto quella sua aria paternalistica un po’ noiosa, cosa nasconderà, come mai è sempre così pacato? Ma soprattutto cosa cerca di dire dall’inizio senza mai riuscirci? Ma poi, perché dovrebbe per forza dire quel qualcosa… L’incontro è occasionale, senza impegno. Non è questo il vantaggio della liberazione sessuale?

locandina 2nightNell’abitacolo di una station wagon, Matilde Gioli e Matteo Martari svolazzano nel labirinto notturno dei loro sentimenti ricreando un ecosistema che in quanto tale basta a se stesso. Codesta notte potrebbe durare in eterno come la ricerca di parcheggio, ma non si tratterebbe di contrappasso dantesco alla ricerca compulsiva del piacere dei due millennials. Nell’intimità accelerata di un abitacolo, Matilde e Matteo danno forma a due perfette e indipendenti solitudini della contemporaneità liquida. La pretesa leggerezza del sesso fra due sconosciuti diventa però viatico per un contatto profondo, come può essere solo quello generato in assenza del tatto conformista proprio dell’abitudinarietà. La noia non si insinua mai nello spettatore, e il rischio di virate su una recitazione da fiction, che pure all’inizio incombe, viene sempre scongiurato. Questa sorta di imperfezione del film quasi lo fa piacere di più, simile com’è a quanto spesso accade nelle prime degli spettacoli di teatro, quando al di là della bravura degli attori, nelle battute iniziali se ne avverte l’umana tensione. La pellicola è in effetti quasi teatrale, limitata com’è nei personaggi e nella scene e incentrata sul puro lavoro attoriale. 2night è il remake dell’omonimo, fortunato film israeliano di Roi Werner del 2011, riscritto per l’Italia da Marco Danieli, Antonio Manca, Antonella Lattanzi. Non è dunque nell’originalità del soggetto che sta il suo valore. E’ nella vita che ci sanno mettere gli attori e il regista Ivan Silvestrini (Monolith).

Il racconto non si dilunga e non si dilegua, e non è solo per questo che tiene incollati. I due protagonisti, seppur “belli belli”, evitano di bamboleggiare. Donano a chi li osserva un sentire intimo, partecipe della bolla rischiarata dalle luci zafferano del cuore. Ci perdoni Milano.

Di seguito il trailer ufficiale di 2night, nei cinema dal 25 maggio:

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[recensione] 2night di Ivan Silvestrini
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Matilde Gioli e Matteo Martari sono i protagonisti di un remake che nel complesso convince e affascina
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Il Cineocchio
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