15 marzo 2017

[recensione] Attraction di Fedor Bondarchuk

Dalla Russia arriva un film di fantascienza che getta al vento le interessanti premesse e il sorprendente uso della CGI per colpa di una sceneggiatura lacunosa e improbabile

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15 marzo 2017
attraction Fedor Bondarchuk

C’è il regista Fedor Bondarchuk (Stalingrad) dietro ad Attraction, nuovo ambizioso progetto sci-fi proveniente dalla Russia. Come accaduto per il suo precedente dittico costituito da Dark Planet e Dark Planet: Rebellion, l’idea alla base del film è eccellente e vengono poste alcune interessanti questioni sull’umanità e il suo futuro, e circa il controllo paranoico da parte dei militari su questo tipo di eventi ‘straordinari’. Quando si tratta della narrazione e della regia però, la situazione non è altrettanto piacevole. Se da una parte è ammirevole il lavoro svolto con gli effetti speciali (considerato il budget di 5.5 milioni di euro), lo stesso non si può dire per trama, dialoghi o il montaggio convulso. Il problema principale è, poste le attenuanti del genere, quanto la storia risulti piena di lacune. E’ oltremodo frustrante infatto cercare di dare una spiegazione a come quegli stessi sceneggiatori, che hanno avuto una brillante intuizione da portare sullo schermo, abbiano poi infarcito di sciocchezze le oltre 2 ore di durata soltanto per spiegare come andare dal punto A al punto B . La maggior parte di quanto accade non ha infatti alcun senso logico.

attraction Fedor Bondarchuk posterIl titolo russo – Притяжение / Prityazhenie – ha un doppio significato e può essere tradotto sia come “attrazione” (gli alieni sono attratti dalla controversa razza umana o l’attrazione tra la protagonista Irina Starshenbaum e l’extraterreste) che come “gravità” (l’astronave che sperimenta un guasto e viene attirata dalla gravità terrestre nella nostra atmosfera).

L’inizio è molto promettente, con una navicella aliena di forma sferica che sfreccia nel cielo inseguita e quindi colpita da un missile da alcuni caccia dell’aviazione, che la fanno così precipitare nel bel mezzo di una zona densamente popolata di Mosca. Il coinvolgimento dei militari è fin da subito deciso con l’allestimento di un quartier generale di emergenza sul campo e un perimetro di sicurezza creato attorno al luogo dell’incidente. Come detto, i primi minuti sono incoraggianti e ambiziosi – e pertanto impegnativi – per una storia sul primo contatto alieno nella storia della razza umana.

Invece, da questo punto in poi le cose vanno sempre peggio. La pellicola diventa un un incrocio tra Independence Day, K-PAX – Da un altro mondo e District 9, ma proprio perché queste citate sono opere molto diverse tra loro (un’epopea gonfia di azione, un dramma filosofico e un reality show allestito in una baraccopoli degradata con violenza di strada e abusi su alieni inermi) nessuno dovrebbe mai tentare di incrociarle. Ebbene, Attraction cerca di essere tutto quanto allo stesso tempo: la vicenda di un primo epocale incontro infusa di filosofia e ricca di sparatorie riempita di armamenti militari e CGI, che però è anche scontri tra gang di strada e storia d’amore tra scolaretti … E proprio per questo motivo – come intuibile – non ha successo in nessuno dei sottogeneri a cui si ispira.

Provando a elaborare meglio, dopo qualche minuto questo contatto extraterrestre si trasforma ‘inspiegabilmente’ (aka “i pochi soldi li abbiamo investiti all’inizio e alla fine”) in un film su bande liceali composte da adolescenti scapestrati e ribelli. Più ci si avvicina alla conclusione e più modesta e sciocca si fa l’azione. Alla luce di questo, avrebbe potuto quindi tranquillamente diventare l’impertinente avventura di una ragazza del liceo che litiga più volte al giorno col padre – un colonnello dell’Armata Rossa (che naturalmente è a capo delle operazioni sul campo) – mentre prova a gestire una coppia di fidanzati, uno dei quali ‘casualmente’ è un alieno mentre l’altro è un delinquente violento, ma dal cuore tenero che cerca di uccidere il povero visitatore.

attraction-russia-film-alieniSorpresi? Come detto, la storia- e i trailer – sono un pochino fuorvianti, senza contare i nonsense, tra i molti: la possibilità da parte dei protagonisti di entrare e uscire o camminare inosservati nella zona di sicurezza presumibilmente più sorvegliata della Russia e gironzolare intorno alla navicella schiantata, arrivando addirittura a portare senza problemi un’enorme tuta bio-meccanica al di fuori dell’area; la liceale che guida una Range Rover nella suddetta zona e trasporta via un alieno ferito per portarlo in una stanza d’ospedale senza controlli ed eseguire da sola una trasfusione di sangue utilizzando sofisticate apparecchiature; o ancora, la creatura da un altro mondo che assomiglia proprio al nostro vicino di casa, parla fluentemente russo, viene arrestato e la ragazza si reca tranquillamente dentro la stazione di polizia e lo fa uscire senza troppi convenevoli. E si potrebbe continuare. Ok, si tratta di un film di fantascienza, quindi alcune stranezze e voli pindarici possono pure starci, ma nella misura in cui si cerca almeno in qualche modo di dargli una spiegazione, anche raffazzonata. Qui però gli sceneggiatori non ci hanno nemmeno provato.

Proprio alla fine tuttavia, Bondarchuk decide di premiare chi non è uscito a metà del primo tempo, riuscendo a toccare i tasti giusti e traghettando la vicenda verso un finale visivamente fulgido e anche emotivo, salvandolo da un completo disastro grazie a una visita all’interno dell’astronave e ad alcuni dialoghi che finalmente hanno un senso, ma che non risollevano comunque il giudizio complessivo su quanto visto fino a quel momento.

In definitiva, Attraction ha il solo pregio di avere alla base un’idea interessante ed effetti speciali più che dignitosi. Tutto il resto va dal mediocre al deludente (considerate le premesse promozionali). Vale la pena dargli un’occhiata solo se siete fan oltranzisti della fantascienza o siete curiosi verso una cinematografia, quella russa, che negli ultimi tempi sta provando a sollevare l’asticella delle proprie produzioni per cercare un posto all’interno del cinema di seria A. La strada è quella giusta, ma il cammino è ancora lungo.

Di seguito il trailer ufficiale:

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[recensione] Attraction di Fedor Bondarchuk
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Dalla Russia arriva un film di fantascienza che getta al vento le interessanti premesse e il sorprendente uso della CGI per colpa di una sceneggiatura lacunosa e improbabile
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Il Cineocchio
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