17 aprile 2017

[recensione BIFFF 35] The Chamber di Ben Parker

Il regista inglese esordisce con un thriller sottomarino troppo ambizioso per quella che è la limitatezza dei suoi mezzi

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17 aprile 2017
the chamber parker

Prendete quattro uomini (in realtà tre, più una donna), infilateli in uno spazio angusto, immergeteli nelle profondità marine alla ricerca di qualcosa e lasciateli sul fondo in seguito a un incidente che molto probabilmente li ha condannati per sempre e avrete grossomodo The Chamber, primo lungometraggio dell’inglese Ben Parker.

The Chamber locandinaIl mondo è sull’orlo della catastrofe (nucleare?), o almeno è quello che raccontano una serie di filmati reali nelle sequenze di apertura, mettendo così in evidenza la fragilità delle relazioni internazionali. La precaria situazione globale impatta anche sull’Aurora, un piccolo sottomarino per esplorazioni che si trova nel Mar Giallo per conto di una società privata che sta cercando il luogo migliore per realizzare nuove piattaforme petrolifere nella zona. Quando l’autorità sul mezzo navale – che teoricamente potrebbe contenere solo due persone – viene garantita completamente a una squadra speciale di tre elementi guidata da Edwards / Red (Charlotte Salt) che ha evidentemente una missione segretissima da svolgere, il civile Mats (Johannes Kuhnke) viene lasciato all’oscuro di tutto, sia dell’identità dei nuovi ‘colleghi’ che dei motivi che hanno permesso loro di esautorarlo in quella che considerava praticamente la sua casa. Finchè, in seguito a una potente esplosione, il sottomarino comincia a imbarcare acqua, costringendo l’equipaggio a dover affrontare la dura realtà che non tutti riusciranno a uscirne vivi.

Come facilmente intuibile, non appena la telecamera fa il suo ingresso nell’angusto abitacolo del sommergibile diventano cruciali le doti recitative dei quattro attori principali scelti (gli altri due sono Elliot Levey James McArdle), così come la capacità di Parker di saper costruire un’esperienza coinvolgente da un unico set decisamente minimalista. Questa ambientazione si presterebbe immediatamente alla creazione di uno stato di alta tensione, specie quando gli scricchiolii e i gemiti sordi del vecchio vascello vanno di pari passo coi movimenti dei corpi a bordo.

the chamber filmIn caso di budget ridotto all’osso, si deve fare di necessità virtù, e bisogna ammettere che le abilità tecniche qui non mancano. L’illuminazione e la fotografia sfruttano in modo intelligente le possibilità visive offerte dall’acqua e anche l’uso del sonoro è efficace, con la pulsante colonna sonora – composta dal frontman dei Manic Street Preachers James Dean Bradfield – che aiuta ad aggiungere un po’ di energia alle sequenze più concitate. Il problema principale resta però la sceneggiatura, che mescola cliché e archetipi decisamente familiari (Parker ha detto di essersi lontanamente ispirato a classici come Alien e The Abyss) in cicli di baruffe ripetitive e ampiamente annunciate e cameratismo spicciolo, con qualche punta di sessismo (naturalmente il capo della squadra è la Salt). Senza contare che se da un lato il film ci tiene a sottolineare a dovere le forze geopolitiche in gioco, allo spettatore non vengono invece dati elementi di alcun tipo per farsi un’idea precisa del background dei protagonisti (non che sia fondamentale, ma visto che il rapporto tra azione e dialoghi è di 1 a 10, un approfondimento delle psicologie meno prevedibile avrebbe potuto aiutare). Un altro punto che non gioca certo a favore di The Chamber è il suo voler dare l’idea di qualcosa che potrebbe tranquillamente avvenire nella realtà, salvo poi mettere in scena soluzioni assolutamente ‘fantascientifiche’ e implausibili anche per il più facilone tra gli spettatori (una scelta di cui Parker ci ha confidato essere stato tuttavia assolutamente consapevole …).

La pellicola dà il meglio nei rari momenti in cui si concentra sulla disperazione della sua premessa – soprattutto quando scivola nella claustrofobia spiccia, tra cali di corrente e l’acqua che sale inesorabilmente -, ma il suo non volersi lasciare andare e prendere una direzione precisa – B-movie caciarone e impossibile o thriller impegnato – non gioca certo a suo favore e il contesto e le ambigue rivelazioni sul vero scopo della missione finiscono così per passare in secondo piano, divenendo mero orpello di una storia che avrebbe avuto bisogno di ben altri fondi per poter diventare qualcosa di almeno divertente.

Di seguito il trailer originale:

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[recensione BIFFF 35] The Chamber di Ben Parker
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Il regista inglese esordisce con un thriller sottomarino troppo ambizioso per quella che è la limitatezza dei suoi mezzi
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Il Cineocchio
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