27 aprile 2017

[recensione BIFFF 35] The Night Watchmen di Mitchell Altieri

Una horror comedy scurrile e spassosa che vede un quintetto d’improvvisati eroi lottare contro dei terribili vampiri clown

FacebookTwitterPocketInstapaperEmailPrint
27 aprile 2017
The Night Watchmen 2

Scanzonato, truculento e decisamente politicamente scorretto su ogni fronte, The Night Watchmen di Mitchell Altieri (The Hamiltons) intrattiene con uno humor demenziale, senza grandi pretese a livello di trama, ma con diverse trovate che alla fine risultano esilaranti, quanto farsesche.

The Night Watchmen posterLa storia si apre con l’annuncio della misteriosa morte di un gruppo di Clown in Romania. Una delle bare, riportate in patria a Baltimora come le altre, viene parcheggiato nel magazzino di un edificio, dove si trova anche la redazione di un giornale e dove per una infausta coincidenza Rajeeve (Max Gray Wilbur), ex cantante di un gruppo metal alla disperata ricerca di un impiego, inizia a lavorare come guardiano notturno (da qui il titolo stesso). Primo giorno piuttosto faticoso, il poverino non solo si trova ad affiancare tre singolari e ruvidi individui, ma dovrà affrontare una crisi imprevedibile. Da una parte a vessare il novellino goliardicamente ci sono i tre colleghi, delineati all’insegna dello stereotipo caricaturale, ossia Ken (Ken Arnold), ex soldato che non sa sparare con una cotta per un’avvenente giornalista, Karen (Kara Luiz), Luca (Dan DeLuca), italo-americano scurrilissimo che impreca in idioma nostrano e parla con accento marcata, e Jiggetts (Kevin Jiggetts), afroamericano di religione giudaica. Dall’altra, l’ambientazione per il nuovo arrivato è resa decisamente più complessa dal risveglio di uno dei suddetti pagliacci, ovviamente un nosferatu, che  comincia immediatamente dopo mordere tutti quelli in cui si imbatte, creando un’epidemia vampirica alla velocità della luce.

Anzitutto, è necessario premettere che, per chi cerchi un film che si prenda sul serio, che realmente spaventi con un crescendo di suspense, questa comedy horror non è la scelta più adatta. Un mix tra nonsense e azione frenetica, la narrazione senza particolare crescendo orrorifico, getta invece i suoi personaggi in piena crisi, dopo la breve e abbozzata premessa. Un attimo prima Karen sta andando a prendere un caffé, al suo ritorno sono già tutti morti, anzi non-morti; la diffusione del male è del tutto trascurabile e le creature sono solo lo spunto per una combinazione di sequenze farsesche, seni al vento a suon di camicie strappate a caso e battute decisamente scurrili. Si tratta di un mix tra slapstick e scabroso in una successione delirante, ma certo inventiva: tra le sequenze più eccentriche quella che vede un impiegato viscidissimo che si scatta selfie con il cadavere del clown infettato, che poi si risveglia e lo dissangua, o quella con i vampiri sballati da una fumaglia densa proveniente dalla canna dell’areazione, che altro non è che marijuana a cui Rajeeve da fuoco in un rocambolesco – e sconvolgentemente funzionante – piano di fuga. A ciò si somma il dettaglio farsesco che ogni volta che decede uno dei mostruosi aggressori, una volta trafitto con il “cavicchio puntuto” di legno, è annunciato da una sonora e olezzosa scorreggia. E questo è solo un assaggio del tipo di umorismo che vige in gran parte dello svolgimento.

The Night Watchmen 1Poi c’è il gore, a profusione, più di una volta si assiste alla doccia di sangue in faccia, rigurgitata da uno dei vampiri trapassati da tergo con la sopracitata arma, mentre sono sdraiati addosso al protagonista di turno, oppure lo spruzzo di liquido rossastro che dal buco nella testa di uno dei nosferatu, eletto a cavia per trovare i punti deboli dell’infausta schiatta, lava tutti quanti a getto continuo, o ancora quando i rocamboleschi eroi si spalmano addosso il proprio fluido vitale, per attirare il nemico in una trappola, un po’ come il Dutch di Arnold Schwarzenegger, quando si ricopre di fango per sferrare l’ultimo attacco al Predator. In tal senso, non malvagi sono anche gli effetti pratici, tutto ciò che viene realizzato fisicamente è di buona qualità, come ai vecchi tempi, da ferite e squartamenti, al trucco dei succhiasangue. Allo stesso modo il make-up biancastro dei pagliacci assassini, con i denti alla Pennywise e l’aspetto minacciosamente grottesco alla Killer Klowns from Outer Space, combina in giuste dosi paura e ridicolo. Meno eccelsa è invece la parentesi in CGI, per fortuna limitatissima, che mostra ancora una volta come le fiamme senza un budget adeguato non riescano per nulla bene.

Tirando quindi le somme, The Night Watchmen non è certo un film per i palati fini, è un prodotto inadatto a chi è affascinato da intellettualismo o cinema impegnato. Ciò non toglie che l’horror di Altieri sia altresì fruibilissimo da tutti gli appassionati di B-movie senza troppe pretese, ma che intrattengono in maniera elementare, alla American Pie. Ancor più, il film troverà un suo pubblico tra coloro che amano il gore cosparso di umorismo parecchio irriverente e a tratti scorretto (senza però mai eccedere), con un tocco di trivialità qua e là. 

Di seguito trovate il trailer ufficiale:

Articolo
Titolo
[recensione BIFFF 35] The Night Watchmen di Mitchell Altieri
Descrizione
Una horror comedy scurrile e spassosa che vede un quintetto d'improvvisati eroi lottare contro dei terribili vampiri clown
Autore
Nome del publisher
Il Cineocchio
Logo del publisher

Articoli correlati

Inserisci un commento