12 aprile 2017

[recensione BIFFF 35] The Void – Il Vuoto di Jeremy Gillespie e Steven Kostanski

I due registi mettono in scena una riuscita fusione tra tangibile e incubo in una lunga e spaventosa discesa infernale

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12 aprile 2017
the void film

Un’auspicabile incursione in un orrore tattile e al contempo straniante, The Void – Il Vuoto di Jeremy Gillespie e Steven Kostanski riesce rinunciando alla CGI a a concretizzare il luciferino e l’incubo davanti agli occhi esterrefatti di un gruppo di sfortunati che si imbattono nell’apertura d’un passaggio infernale, abitato da una pletora di cadaveri putrefacenti e oscure creature tentacolari.

The Void PosterÈ notte, in una campagna sperduta, una donna grida a squarciagola, poco innanzi un uomo fugge verso il bosco, due sconosciuti sparano a entrambi, colpiscono lei che ferita cade a terra, le danno fuoco viva, tra grida strazianti. Le fiamme divampare davanti ad una casa desolata mentre un misterioso spettatore, con una lunga tela bianca che gli copre perfino il volto, osserva immobile e silenzioso la scena. L’horror britannico si apre così, in medias res e in maniera decisamente ad effetto, segue un breve stacco, momento di quiete in cui è presentato l’agente di una tranquilla zona di provincia, Daniel Carter (Aaron Poole), che sta dormendo nella sua volante; questi è destato da una chiamata, risponde un po’ scocciato di esser stato svegliato, quando vede un individuo che si trascina a terra ai margini della strada, davanti a lui. Inizialmente pensa che sia il solito ragazzo ubriaco o drogato, ma appena si avvicina scopre che si tratta di qualcosa di molto più grave e lo porta d’emergenza al pronto soccorso più vicino in cui, caso vuole, lavora la moglie Allison (Kathleen Munroe).

La struttura è semivuota, le sale e i corridoi sono deserti eccezion fatta per qualche sparuta presenza, ne evidenzia il concetto una concisa rassegna degli ospiti della struttura: oltre al poliziotto, alla consorte e al misterioso individuo malandato, ci sono una ragazza incinta accompagnata dal padre, una praticante sfaccendata, un’infermiera e un degente, poco dopo arriva il medico di turno, il Dr. Richard Powell (Kenneth Welsh). La camera si sofferma su ognuno dei personaggi, preambolo visivo e computa dei protagonisti dell’azione, si alternano campi lunghissimi sulla struttura dall’esterno a ribadire quanto sia isolata, a dare la sensazione che la notte incomba, o quiete totale, contrappunto all’imminente fulmineo precipitare della situazione. Intanto alcuni dettagli fanno presagire la minaccia che incombe: un calo di luci improvviso, una sinistra creatura che fa capolino da una bocca, poi l’infermiera che colta da inaspettata follia ficca nell’occhio di un paziente delle affilate forbici, poi cerca di staccarsi brandelli di pelle dal viso e assale Daniel, che la fissa sconvolto. Si tratta in principio di alcuni eventi fulminei, poi con un procedimento di continua aggiunta tutto degenera sempre più. A ciò si alternano, quali improvvise visioni di lidi inferi, delle immagini di paesaggi surreali e deserti, sovrastati da nuvole atre, e dettagli d’una sorta di palpitante muscolo cardiaco. La distorsione visiva non si limita però a tali ambiti, invade il tangibile, le stanze stesse, con inserti allucinati e sfocature.

the void filmÈ una somma di circostanze sempre più sinistre accompagnata da un vorticare di note sintetiche, i telefoni non funzionano, fuori nell’oscurità compare l’individuo completamente coperto di bianco con un triangolo sul volto visto in apertura, ma non è solo, sono molti e circondano il perimetro, attendendo un fosco avvento. Intanto arriva lo sceriffo, nel mentre da un cadavere fuoriesce un’entità deforme, sembra quasi un alieno, realizzata ottimamente con effetti pratici. Il mostro, saggiamente, viene mostrato solo a sprazzi, nella penombra, ne sono inquadrati alcuni dettagli, come nel primo Alien di Ridley Scott si suggerisce più che catturare la sua fisicità nel complesso e ciò concorre a creare un senso di paura, sarà lo spettatore a completare i dettagli mancanti. Al contempo l’occhio della camera indulge parecchio sui particolari scabrosi, una sostanza giallastra esce dai tessuti repellenti, il sangue coloro con copiosi schizzi le pareti, tutto è così concreto, per questo molto più disgustoso. A tali stomachevoli forme biomorfe, dall’estetica in un certo modo extraterrestre, Gillespie e Kostanski fondono una componente più demoniaca, che prende piede lentamente, discesa in un Tartaro oscuro attraverso un’interminabile scalinata che porta nei sotterranei, seguendo i passi dell’agente, di un ex membro della setta in fuga e dei suoi inseguitori, una coppia padre e figlio, giunti in seguito sulle sue tracce. I quattro si trovano immersi in un universo tetro, popolato di redivivi cadaveri semi-decomposti, alcuni privati di arti, altri con gli organi esposti, una rivisitazione più cruda dei personaggi che abitano il sottosuolo nel Silent Hill di Christophe Gans; in quest’ultimo, infatti, l’astrazione data dagli effetti speciali, dall’aspetto da videogioco toglie in verisimiglianza, in The Void invece le entità sono più tangibili, mostruose e realistiche al contempo non sembrano solo entità demoniache, ma salme che riprendono vita in uno scricchiolare di ossa e trascinarsi di membra straziate.

Film altamente disturbante poiché mostra con somma dovizia dettagli stomachevoli, tra elementi umani e non, è altresì capace di emanciparsi dal mero gore, combinando il demoniaco, l’immateriale, ma rimanendo esente dai cliché reiterati nel sottogenere, fornendo una prospettiva nuova e incredibilmente fisica della tenebra, densa di variegate suggestioni.

Di seguito il trailer originale di The Void – Il Vuoto, nei cinema italiani da fine settembre:

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Titolo
[recensione BIFFF 35] The Void - Il Vuoto di Jeremy Gillespie e Steven Kostanski
Descrizione
I due registi mettono in scena una riuscita fusione tra tangibile e incubo in una lunga e spaventosa discesa infernale
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Il Cineocchio
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