Horror & Thriller

budget: sconosciuto. Titolo originale: Compulsion, uscita: . Regista: Craig Goodwill.

Recensione | Compulsion di Craig Goodwill

di

Analeigh Tipton e Marta Gastini sono le misteriose amanti di un giallo venato di erotismo e feticismo sullo sfondo di un sanguinario rituale

Sensuale e ipnotico, Compulsion (precedentemente noto con il titolo di Sadie) di Craig Goodwill (Patch Town) proietta lo spettatore in una mondo denso di lusso e inquietudine, tra allucinazione ed erotismo.

Protagonista è Sadie (Analeigh Tipton), una scrittrice di romanzi erotici che, dopo essersi imbattuta nel tenebroso ex amante Alex (Jakob Cedergren) durante a un reading, decide di accettare il suo invito e seguire lui e una misteriosa  donna, Francesca (Marta Gastini), in una magnifica villa affrescata nel mezzo di un piccolo borgo isolato. Tuttavia l’evento, che dura l’intero weekend e di cui lei è l’ospite d’onore, è tutt’altro che convenzionale e cela una natura oscura e sacrificale, come la donna scoprirà ben presto. Impossibile è, tuttavia, lasciare la festa prima che sia conclusa …

Thriller affascinante proprio per quel senso di sospensione e incertezza che riesce a suscitare in chi guarda, Compulsion più che raccontare compiutamente una storia procede per suggestioni. Trascurabile è infatti la trama, gli eventi delineati sono anzi solamente un mero escamotage per edificare una realtà onirica, ossia il sogno a occhi aperti di Sadie, reso più vivido dalle sostanze psicotrope che assume. Assistiamo così insieme a lei a una teoria di personaggi eccentrici e sensuali, donne nude o in lingerie, uomini in abiti eleganti o svestiti, maschere di pelle nera e tempestate di gemme che brillano alla luce dei lampadari di cristallo e delle candele nelle enormi stanze che ospitano questo singolare ballo. Immediato, quasi scontato, è allora il rimando al carnevale erotico e fetish che dominava Eyes Wide Shut di Stanley Kubrick di cui, oltre all’atmosfera e all’idea di fondo, vengono qua e là ripresi alcuni particolari, come le piume e le maschere o alcune scenette particolarmente spinte in secondo piano nelle inquadrature. Sullo sfondo, a rendere però più grandiose le scene girate in interni (la maggior parte), ci sono poi le meravigliose location italiane, nella fattispecie piemontesi, tra cui il Castello Ducale d’Agliè, la Reggia di Venaria Reale e il Palazzo Madama.

Come nel film del 1999, d’altra parte, fondamentale è l’elemento thriller, l’indagine da parte del protagonista di un universo pericoloso e intrigante, di una società segreta ed elitaria i cui intrattenimenti sono certo assai dissimili da quelli comuni. In Compulsion, tuttavia, Sadie non è più solo mera spettatrice che segretamente osserva nell’ombra, ma partecipa in prima persona, anzi ne è epicentro, come mostra la scena surreale in cui viene accarezzata dall’amante, Francesca, alle sue spalle, e da un’infinità di altre mani, prima di sprofondare in una visionaria caduta nel vuoto e risvegliarsi nel suo letto. Non solo, il mero voyeurismo è sostituito dall’amore saffico tra le protagoniste ed è al centro dei diversi amplessi messi in scena senza veli e con dovizia di particolari. Cruciale e notevole è la performance in tale frangente delle attrici che interpretano i due complessi personaggi, la Tipton e la Gastini, capaci di trasmettere al proprio pubblico un’intensa tensione sessuale e al contempo di rimanere ambedue profondamente enigmatiche.

Non solo, altrettanto accattivante è la seconda anima del film di Goodwill, che in molto rimanda alle atmosfere del giallo alla Dario Argento. Dietro alla sfavillante danza di carni e labbra, si nasconde infatti un fosco rituale, per officiare il quale viene sacrificata anche una giovane e virginale vittima prescelta. Tra sesso e sangue, si susseguono così alcune immagini dalla epica e cruenta bellezza, in cui il corpo è al centro di una macabra e ammaliante danza tra Amore e Morte. Indiscutibilmente, la materializzazione visiva di questa surreale e tenebrosa realtà è oltremodo seducente. Purtroppo, però, la descrizione della setta, elemento forse più attraente dell’intero film, è fin troppo superficiale, volendo probabilmente in tal maniera lasciare indeterminati i contorni della minaccia e creare una maggiore tensione. Tuttavia proprio tale vaghezza, che in generale conferisce particolare attrattiva alla pellicola, in questo caso lo rende fin troppo confuso e indefinito, rivelando fin troppo poco, soprattutto nel finale, per concretizzare appieno gli spettri lungo lo svolgimento più volte vagheggia, lasciando così una sensazione di lata insoddisfazione e incompletezza.

Sebbene non del tutto esente da difetti dunque, Compulsion riesce perfettamente a controbilanciare con la magniloquenza estetica di cui è capace, negli ambienti, nelle scene di gruppo, nella pervasiva carnalità, riuscendo a incantare lo spettatore e facendogli dimenticare delle sue piccole mancanze.

Di seguito il trailer originale del thriller, presentato alla 34° edizione del Torino Film Festival nel 2016 e che ora, a due anni di distanza, è in procinto di debuttare sul mercato americano a partire dal 6 marzo (non si hanno notizie di distribuzione per l’Italia):

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