17 ottobre 2016

[recensione da Sitges 49] Terra Formars di Takashi Miike

Il regista giapponese adatta il manga sci-fi di Yu Sasuga e Kenichi Tachibana senza convinzione, sprecando il discreto materiale di partenza

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17 ottobre 2016
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Mesi fa, quando il primo trailer di Terra Formars aveva lascito intuire che il film live action avesse toni spiccatamente da commedia, in molti avevano cominciato a presagire il peggio. E più o meno il risultato è quello, ma non nel modo che ci si aspettava.

La saga Terra Formars in generale segue alcuni gruppi di umani inviati su un Marte che è stato in gran parte ‘terraformato’ da scarafaggi inviati generazioni prima sul Pianeta Rosso. Il problema è che questi scarafaggi si sono evoluti in umanoidi che posseggono l’istintiva volontà di schiacciare gli esseri umani (simile al modo in cui la maggior parte delle persone provano per questi insetti). Così, per combattere tali scarafaggi super-forti, super-veloci e super-difficili da uccidere, gli astronauti inviati su Marte sono geneticamente modificati in modo da poter attingere a poteri creati per affrontare i temibili insetti.

terra formars miikeIl live action mantiene la premessa di base, ma in qualche modo riesce a rendere il tutto noioso…

Nella pellicola, i nostri eroi sono un gruppo di malviventi e malfattori che vanno su Marte per la promessa di vedere i loro crimini assolti e un bel mucchio di soldi come bonus. Reclutati dall’eccentrico miliardario Ko Honda, ai nostri viene solo detto che dovranno uccidere gli scarafaggi, nulla sanno del fatto che questi si sono nel frattempo evoluti in macchine di morte su due zampe/gambe. Si tratta chiaramente di una missione suicida, ma nessuno dei protagonisti è abbastanza intelligente per capirlo. Infatti, nessuno sa nemmeno di poter usufruire di superpoteri – indotti da una fiala – fino a che alcuni non vengono uccisi brutalmente durante incontri inaspettati con gli autoctoni.

E qui sta uno degli aspetti più problematici del film. Ci sono 14 personaggi su Marte. Diversi pronunciano solamente una frase o due prima di morire, senza lasciare il tempo o un motivo per formare un legame emotivo con essi (e considerate che vale anche per due star internazionali come Rinko Kikuchi e Rila Fukushima). Grazie a questo, la loro morte non ha alcun significato nel disegno generale. Il resto dei protagonisti sono in gran parte monocordi e possono praticamente essere descritti con poche parole a testa: cercatori di brivido, soldati caduti in disgrazia, raccapriccianti assassini, terroristi falliti, ex yakuza, ecc. Solo il personaggio principale, Shokichi Komachi, e l’hacker della squadra, Ichiro Hiruma, si guadagnano qualcosa di simile a un vero e proprio background.

miike-terra-formarsIl problema più grande con il film di Terra Formars è che non sembra sapere bene ciò che vuole essere: un’opera seria di fantascienza oppure una commedia. Per questo motivo il tono del film è spiazzante spesso e volentieri. Da un lato abbiamo la violenza stilizzata con persone che vengono uccise in svariati orribili modi e scene di lotta da film di supereroi. D’altra abbiamo più di qualche istante da slapstick, mentre un narratore che compare all’improvviso per spiegare i poteri di ognuno o semplicemente per sminuire gli eroi.

E poi abbiamo Shun Oguri nei panni di Honda. Ora, non fraintendiamo, Oguri è un attore drammatico di buon livello. Tuttavia, l’unico modo per spiegare la sua prova in Terra Formars è immaginare che il regista Takashi Miike gli abbia fatti guardare il Gary Oldman di Il Quinto Elemento e chiesto di enfatizzarlo almeno di tre volte tanto. Il risultato è così sopra le righe che confina con il surreale, ma è anche l’unico aspetto del film che risulta un po’ accattivante (anche se per ragioni sbagliate).

terra-formars-miikeTerra Formars, pur con tutte le attenuanti di un budget limitato, non è nemmeno all’altezza di altre opere di Miike per quanto riguarda l’aspetto visivo. Mentre i set e i costumi (cioè le tute/armatura spaziali) sono piuttosto ben fatti, il resto è una miscela di make-up alla Power Rangers e della CGI più finta dai tempi del live action americano di Dragon Ball. Gli scarafaggi – pur dall’aspetto simpatico e fedele al manga di Yu Sasuga e Kenichi Tachibana – sono quasi interamente realizzati in computer graphic, mentre gli eroi sono tutti filmati su green screen e truccati. Si può dire che gli attori non interagiscano mai con i mostri coi quali stanno presumibilmente combattendo.

Sarebbe bello poter dire che Terra Formars è un buon prodotto, o addirittura che sia tanto brutto da risultare per questo godibile, ma non è così. E’ semplicemente poverissimo, affetto da una CGI di bassa lega e da una dissonanza di tono nella storia (per non parlare delle molte cose assurde, che non citiamo per evitare spoiler ma che risultano palesi a chiunque lo guardi), finendo per diventare terribilmente tedioso e oltremodo lungo.

Terra Formars è uscito nelle sale giapponesi il 29 aprile scorso. Miike nel frattempo è già passato a mille altri nuovi progetti, voi aspettate tranquillamente e senza patemi qualcosa di meglio, che sappiamo bene il regista nipponico ci regalerà presto o tardi.

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[recensione da Sitges 49]: Terra Formars di Takashi Miike
Descrizione
Il regista giapponese adatta il manga sci-fi di Yu Sasuga e Kenichi Tachibana senza convinzione, sprecando il discreto materiale di partenza
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Il Cineocchio
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