The Movie Db/10
The Movie Db/10
23 febbraio 2017

[recensione] Gimme Danger di Jim Jarmusch

Il cineasta americano omaggia gli adorati Stooges attraverso gli occhi vivaci e composti di Iggy Pop, al secolo James Newell Osterberg Jr.

23 febbraio 2017

Essere oppure essere

Presentato fuori concorso all’ultimo Festival di Cannes, Gimme Danger è un docufilm autentico. Jim Jarmush, icona meritatissima del cinema indipendente americano, dice di voler dedicare questo documentario a quella che per lui è la “più grande rock band di tutti i tempi”. Lo si intravede un attimo, all’inizio del film, mentre lo afferma. La sicurezza nel giudizio è sempre apprezzabile, che lo si condivida o meno. Qui siamo davanti ai padri del punk: l’entusiasmo di Jim, musicista e compositore anche lui, è giustificato.

Jim Jarmush gimme danger locandinaDavanti alla telecamera, flessuosamente attorcigliato sul suo trono, sta lo statuario Iggy, impassibile, elegante e magnetico come una sacerdotessa cui non manchi un lampo di consapevolezza onesta negli occhi. Questa pantera fatta nel 1947, bella da svenire in gioventù e ancora attraente, colpisce per carisma e regalità. Non è la prima volta che la rockstar si lascia dirigere da Jarmusch, avendo già recitato per lui in Dead Man (1995) e Coffee & Cigarettes (2003). Da “un posto segreto” (una grande roulotte gialla parcheggiata chissà in quale foresta) Jarmush conduce l’intervista a Mr. Osterberg, che risponde lucidamente e pacatamente a ogni domanda. La costruzione del documentario è cronologica, pulita e sentimentale. Le immagini di repertorio delle interviste e dei concerti si alternano a disegni animati, parole scritte, testimonianze dei famigliari e dei collaboratori della band. La forza iconoclasta del gruppo, che nel suo primo lustro di attività aveva già prodotto tre album da considerarsi pietre miliari del punk e anche del rock, veniva snobbata dalla critica perché ritenuta “spazzatura”: scandalosa, confusionaria, musicalmente povera. Iggy Pop, creatore dello stage diving, è il solo sopravvissuto alla formazione iniziale del 1967 (i due fratelli Scott e Ron Asheton, chitarra e batteria, sono scomparsi rispettivamente nel 2014 e nel 2009, e il bassista Dave Alexander nel 1975, a 27 anni). La sua limpidezza e lucidità mentale nel racconto mostrano una volta di più come l’equilibrio mentale e la realizzazione del potenziale di vita umano stiano molto più nelle “maledette” rockstar che altrove, anche quando il loro passato è stato funestato dall’uso massiccio di stupefacenti, come fu per gli Stooges.

Gimme Danger si concentra volutamente sulla band, sul loro legame interpersonale fortissimo al di là dei decenni, lo stesso che ne avrebbe consentito la riunificazione addirittura nel 2003 al Coachella, prima della dipartita di Ron e Scott. Il percorso solista dell’Iguana dopo la rottura del gruppo (1974) e la sua collaborazione con David Bowie lambisce il racconto solo funzionalmente. “Non voglio far parte di quelli glam, dell’hip pop, di nessun altro; della gente di televisione, degli alternativi, non voglio essere punk. Voglio solo essere”.

Di seguito il trailer ufficiale (sottotitolato) di Gimme Danger:

Articolo
[recensione] Gimme Danger di Jim Jarmusch
Titolo
[recensione] Gimme Danger di Jim Jarmusch
Descrizione
Il cineasta americano omaggia gli adorati Stooges attraverso gli occhi vivaci e composti di Iggy Pop, al secolo James Newell Osterberg Jr.
Autore
Nome del publisher
Il Cineocchio
Logo del publisher
CAST

Articoli correlati

Inserisci un commento