The Movie Db/10
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24 aprile 2017

[recensione] Guardiani della Galassia Vol. 2 di James Gunn

Il ritorno – fin troppo – atteso del gruppo di antieroi capitanati da Chris Pratt è un coloratissimo passo indietro rispetto al predecessore

24 aprile 2017

A tre anni dal primo capitolo e dalla corsa a recuperare i vecchi walkman per ballare sulle note di Hooked on a feeling dei Blue Swede, c’erano grandi aspettative per questa ennesima produzione appartenente all’Universo Cinematografico Marvel, ma come sempre più spesso purtroppo accade, si viene investiti da una pioggia di meteoriti di realtà, non importa quanti milioni di dollari siano stati spesi in coloratissimi effetti speciali e inutile 3D.

guardiani galassia 2 posterDi premesse per una trama avvincente ce ne sarebbero tante in Guardiani della Galassia Vol. 2 (Guardians of the Galaxy Vol. 2), il materiale cartaceo a cui attingere sarebbe oltremodo vasto … e invece il buonismo becero e una sequela infinita di gag forzate spingono il pilota automatico dell’autocelebrazione. Come nelle più comuni afasie fluenti ritroviamo una serie di contenuti, citazioni degli anni ‘80 e camei celebri che si susseguono a raffica senza un filo logico, il cui unico scopo è quello di risvegliare le coscienze dei nostalgici. Questa anomalia al lobo temporale del connubio Disney & Marvel risulta in una pletora di siparietti a volte eccessivamente stupidi che culmina con ben cinque (non necessarie visto cosa raccontano) scene post credits.

La trama è fin troppo semplice, non aiutata dalla presenza di un villain (?) dal dubbio background, che per utilità ricorda molto il Dormammu di Doctor Strange. Per non ricadere nei facili spoiler di cui i 136′ sono costellati, sostanzialmente il film riprende pochi mesi dopo gli eventi del primo, coi nostri eroi/mercenari che vengono prima ingaggiati e poi cacciati da Ayesha (Elizabeth Debicki), Grande Sacerdotessa dorata regina dell’inutile popolo dei Sovereign. In fuga per la galassia, si imbattono in Ego (Kurt Russel), creatura decisamente ricca di sorprese.

I protagonisti, se nel 2014 portavano una ventata di freschezza e novità nel cinema supereroistico, ora sono cristallizzati nei loro ruoli, unica eccezione Baby Groot, che già dalle sequenze iniziali regala l’ampiamente anticipata ilarità che ci si aspetta da lui. Il tema centrale è sicuramente quello della famiglia (anche qui c’è pur sempre Vin Diesel …), in senso esteso, non semplicemente definita dai legami di sangue. Se gli Avengers di questa timeline stanno combattendo una Guerra Civile, i Guardiani invece si sentono più uniti che mai. Star Lord (Chris Pratt) ritrova infatti il padre mai conosciuto, Ego, scoprendo che è addirittura uno degli immortali Celestiali. Come i più attenti ed esperti sapranno, notiamo subito un’enorme differenza rispetto ai fumetti, in cui il padre di Peter è invece J’son di Spartax, che in ogni caso non vinceva certo la coppa di genitore dell’anno … La verde Gamora (Zoe Saldana) intanto approfondisce il suo rapporto con la sorella blu e biomeccanica Nebula (Karen Gillan) e le due figlie adottive di Thanos riescono a comprendersi meglio dopo un passato di rivalità coatta. Risulta tuttavia difficile decifrare il motivo del loro armistizio, visto che ci si aspetterebbe una lotta all’ultimo sangue tra la brutale mercenaria pirata e la più spietata assassina della galassia … Invece sotto l’effetto stordente del “volemose bene” imperante la ritroveremo tra non molto in Infinity War come fidata alleata della nostra ciurma di antieroi. Rocket Raccon (con la voce di Bradley Cooper) sembra aver subìto la stessa tortura di Mercoledi Addams al campo Chippewa, dove la costringono a guardare tutti i classici Disney per farle abbozzare un sorriso. Come risultato viene colto da sprazzi di pseudo analisi introspettiva che risulta oltremodo stereotipata, tanto che non si capisce (aka si capisce benissimo …) perché vogliano conferire umanità persino a un procione geneticamente modificato. Drax (Dave Bautista) potrebbe invece benissimo seguire il vecchio copione dato che non evolve minimamente in termini di caratterizzazione del personaggio. Le scene in compagnia della svampita ai limiti dell’irritante new entry Mantis (Pom Klementieff), ragazza/insetto dai poteri empatici che in origine sarebbe un’esperta di arti marziali e addirittura membro dei Vendicatori, potrebbero addirittura far pensare a una sua involuzione, visto che diventa un bestione ossimoricamente incline allo scherzo. Yondu (Michael Rooker) è l’unico che segue un percorso definito e che svela un lato di sé – ovviamente quello più umano – che nel primo film rimaneva inespresso, finendo a sorpresa per diventare il vero eroe della situazione.

Guardiani della Galassia Vol. 2In un’intervista recente, il regista James Gunn ha dichiarato di aver preferito inserire Mantis a scapito di quello di Adam Warlock: “Abbiamo creato qualcosa di unico e originale inserendo Adam. Ma forse era un personaggio di troppo e non volevo perdere Mantis, che comunque era stata da subito parte integrante del film. Così ho deciso di tenere lui per il futuro.” Piccola nota: Warlock è un essere umano artificiale creato dagli scienziati dell’Enclave. L’Alto Evoluzionario gli consegna una delle Gemme dell’Infinito (specificatamente quella dell’Anima) e ad un certo punto ottiene la custodia del Guanto dell’Infinito e di tutte e sei le gemme. Per gli smemorati, nella prima pellicola appariva sotto forma di bozzolo all’interno del palazzo del Collezionista. Da non sottovalutare il fatto che Ayesha faccia parte di una razza geneticamente superiore creata dalla stessa Enclave (fate due più due …). Grandi assenti ingiustificate, che scollegano ulteriormente questo secondo capitolo da tutti gli altri film del MCU, sono però proprio le Gemme dell’Infinito. Avevamo rifatto l’appello qualche tempo fa, ma Gunn non ne fa menzione e non si sa ancora dove sia l’ultima, lasciando così un velo di mistero sul completamento del potente Guanto.

guardiani galassia 2 sovereign

A chiudere il cerchio delle nuove entrate nel cast dei comprimari c’è Sylvester Stallone nei panni di Stakar Ogord/Starhawk, che come la controparte cartacea è un membro dei Guardiani originali, ora Ravager che ha esiliato Yondu a causa del commercio di bambini. Il suo personaggio permette di introdurre sul finale anche altri ex Guardiani, tra cui Mainframe, la cui voce è niente meno che quella della popstar Miley Cyrus. Tutto lascia insomma presagire che nel terzo episodio ritroveremo le vecchie glorie. C’è anche Rob Zombie, feticcio di Gunn, nel ruolo di un altro Ravager non ben identificato, mentre immancabile è ovviamente la comparsata di Stan Lee, che confermerebbe una vecchia teoria dei fan circa il suo ruolo all’interno del MCU, collegamento intrinseco nella storia che racconta, dove parla di quando si è trovato sulla Terra in veste di fattorino della FedEx (si veda Captain America: Civil War). Infine, neanche fossimo in Ted di Seth MacFarlane, per non farci mancare proprio nulla, la presenza mitica di David Hasselhoff – che canta tra l’altro Guardians Inferno con gli Sneepers nella colonna sonora – aleggia per tutto GDG2, ennesima estrema forzatura di una sceneggiatura preoccupata soltanto di infarcire l’esilissima trama di sketch contini – che neanche dopo troppo stancano proprio per la loro visibile artificialità – per coprire sviluppi scontati e assenza di colpi di scena.

Se molti saranno prevedibilmente abbagliati dalla CGI e dalla ‘simpatia’ dei protagonisti – anche se non è chiarissimo a quale pubblico intenda rivolgersi vista la presenza di parolacce e doppisensi a sfondo sessuale al fianco di battute palesemente per bambini – Guardiani della Galassia Vol. 2 resta ugualmente un passo indietro rispetto al predecessore, a cui non aggiunge proprio nulla, risultandone grossomodo una gargantuesca copia conforme, dove quelli che dovevano essere i suoi punti di forza si rivelano scelte ben poco coraggiose.

Di seguito il trailer italiano:

Articolo
[recensione] Guardiani della Galassia Vol. 2 di James Gunn
Titolo
[recensione] Guardiani della Galassia Vol. 2 di James Gunn
Descrizione
Il ritorno - fin troppo - atteso del gruppo di antieroi capitanati da Chris Pratt è un coloratissimo passo indietro rispetto al predecessore
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Il Cineocchio
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