7 giugno 2017

[recensione + intervista] Saving Sally di Avid Liongoren

Abbiamo fatto due chiacchiere con il regista filippino, che ci ha detto qualcosa in più sulla lirica storia d’amore sospesa tra realtà e animazione al centro del suo primo lungometraggio

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7 giugno 2017
saving sally

Incantevole viaggio in un mondo sospeso tra realtà e fantasia, Saving Sally del filippino Avid Liongoren (menzione speciale al 7° Orbit price al BIFFF di Bruxelles 2017) riesce con grande slancio inventivo a delineare, tra il dolce e l’amaro, una travagliata storia d’amore adolescenziale.

saving sally posterProtagonista di questo singolare Bildungsroman con una nota rosa è Marty (Enzo Marcos), un adolescente timido e impacciato che un giorno, a scuola, viene salvato dalle vessazioni di un gruppo di bulli dalla bella e volitiva Sally (Rhian Ramos), che mette in fuga uno di loro con uno strano arto meccanico. E’ ovviamente amore a primo sguardo per la vittima appena liberata dai suoi persecutori, ma il ragazzo è incapace di esprimere i suoi sentimenti. Intanto però i due diventano amici e vivono mille avventure, inseparabili in una città dove i palazzi e le persone assumono nuove forme, una nuova dimensione grafica, proiezione dello sguardo del protagonista, aspirante mangaka; così anche il gesto più comune diviene qualcosa di magico e irripetibile insieme alla sua diletta. D’altra parte l’Amore non è proprio questo? Romantico, dunque, in molti passaggi, sulle fiabesche vicende incombono altresì terribili ombre, tratteggiate con disarmante leggerezza e proprio per questo ancora più atre: i genitori adottivi di Sally, crudeli maniaci del controllo, la picchiano costantemente, ma lei non si fa abbattere facilmente. Succedaneo della classica matrigna, sdoppiata in un doppio genitoriale per l’occasione, i due vengono presentati in carne ed ossa, ma, geniale trovata visiva, le loro ombre sono quelle di mostri, concretizzazione del loro animo maligno.

Come nelle migliori favole esistono dunque i due perfidi carcerieri, e non solo, entra in scena anche un antagonista del nostro eroe; si tratta del palestrato e assai più vecchio Nick  (TJ Trinidad), ventottenne di cui Sally (diciassettenne) s’invaghisce, che se all’apparenza vorrebbe manifestarsi serio e innamorato, lascia seri dubbi più volte sulle sue reali intenzioni. Certo anche qui, il fatto che spesso la sua immagine da umana, concreta, viri a quella di un fumettesco alieno delle fattezze peniche, è rappresentazione evocativa dell’individuo… In tutto ciò, il povero Marty, incapace di dichiararsi all’amata, si trova nella triste situazione di far da tramite, una sorta di moderno Cirano che porta all’altro la corrispondenza di lei e riferisce messaggi di lui opportunamente rielaborati per renderli graditi alla ragazza, che è stata messa in punizione dai genitori e non può uscir di casa. Situazione non facile, invero, per il povero innamorato, che comunque vi si presta e frequenta pure il suo nemico, salvo poi schernirlo nei fumetti da lui disegnati.

saving sallyFulcro centrale dello svolgimento e al contempo della strutturazione a livello estetico di Saving Sally è infatti proprio il frammischiarsi di girato e animazione, senza però ricadere in inauspicabili stacchi tra i due emisferi. In perfetta armonia, anzi, i due mondi si fondono, si alternano senza che la perfetta continuità venga mai interrotta. I palazzi, la stanza di Marty, gli oggetti, la fosca magione di lei inerpicata su una rupe sospesa nel vuoto, nonché infinite comparse tratteggiate come mostriciattoli grotteschi, la componente grafica pare rivelare la vera natura delle cose e delle persone, o quantomeno la percezione che il ragazzo ha di ciò che lo circonda. Poi ci sono i voli pindarici, alcune sequenze in cui i personaggi passano da uno stato all’altro con incredibile fluidità: meravigliosa e poetica è la scena in cui il protagonista, dopo una terribile notizia, compie una sorta di harakiri immaginario e dal suo corpo fisico emerge un angelo con le sue fattezze, ma disegnato e candido che vola in cielo. D’altro canto la pellicola è incentrata su un aspirante disegnatore di comics, una eroe in età scolare un po’ alla Bakuman (バクマン) di Moritaka Mashiro e il suo intero universo ruota intorno alla sua passione, come il suo stesso modo di percepire la realtà. Dunque, si assiste a una originale scelta estetica, affine in qualche modo alla visionarietà di L’arte del sogno (La Science des rêves) di Michel Gondry, ma agli inserti in stop motion quivi viene sostituita una più invasiva animazione, decisamente preponderante rispetto alla componente “in presa reale”; eppure l’idea, la sensibilità stessa con cui è narrata la vicenda amorosa, non si discosta poi tanto dal film francese.

Racconto che, con estrema delicatezza nello sguardo, fa insieme sorridere e commuovere, Saving Sally ci conduce in un mondo fatato, innocente e fanciullesco come i suoi protagonisti, resi in maniera incredibilmente naturale da Marcos e dalla Ramos. Bello sarebbe vederlo nelle sale italiche …

Dopo aver visto la pellicola, abbiamo parlato con Liongoren, col quale ne abbiamo approfondito la lavorazione:

Come è nata l’idea di questo film?

Volevamo solo realizzare un film divertente e siamo stati abbastanza sciocchi da pensare che sarebbe stato facile :)

Saving SallyCome hai scoperto il racconto di Charlene Sawit-Esguerra da cui è stato tratto il film e che è anche una degli sceneggiatori con te e Carlo Ledesma? Come sei entrato in contatto con lei?

Charlene e io siamo andati alla stessa Università e entrambi siamo sempre stati appassionati di fumetti e animazioni. Abbiamo arruolato Carlo perché quando abbiamo cominciato, Charlene non era ancora sicura di poter redigere uno script completo.

Come mai hai deciso di fondere realtà e fumetti? Ti sei ispirato a qualche film in particolare?

Sono un grande fan del lavoro di Dave Mckean, che ha girato un film intitolato Mirror Mask. Questa è stata inizialmente la mia principale fonte d’ispirazione visiva.

Esistono altre influenze nel cinema, nei fumetti o nell’arte per lo scenario urbano e disegni in generale?

L’area urbana è grossomodo ispirata all’area metropolitana di Manila, dove io e il resto della squadra abbiamo realizzato la pellicola.

Come mai hai deciso di rappresentare molti degli abitanti come mostri?

E’ stato così sin dall’inizio, non è stata una vera e propria decisione, era proprio quello che intendevamo fare … raccontare una semplice storia d’amore con i mostri.

Saving SallyHai un nuovo progetto di cui ci vorresti parlare?

Abbiamo cominciato a lavorare su un dramma animato dalle tematiche seriose intitolato “You Son of A Bitch!” (parla di cani e gatti). Charlene è in procinto di uscire con un film di supereroi.

Puoi dirci qualcosa sull’attuale situazione dell’industria cinematografica nelle Filippine e per l’animazione in particolare?

Quella cinematografica è okay … ci sono molte persone che girano film. Per l’animazione la situazione non è però così buona. Non c’è alcun finanziamento per i contenuti originali locali. Abbiamo molti animatori che perlopiù lavorano in outsourcing per gli studi occidentali. Ecco perché abbiamo dovuto auto-produrre Saving Sally e ci sono voluti oltre dieci anni per completarlo con le risorse che avevamo a disposizione.

Di seguito il trailer originale:

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[recensione + intervista] Saving Sally di Avid Liongoren
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Abbiamo fatto due chiacchiere con il regista filippino, che ci ha detto qualcosa in più sulla lirica storia d'amore sospesa tra realtà e animazione al centro del suo primo lungometraggio
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Il Cineocchio
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