13 marzo 2017

[recensione] John Wick – Capitolo 2 di Chad Stahelski

Keanu Reeves ritorna in gioco per un sequel vincente, che preme il piede sull’acceleratore dell’azione senza mai prendersi troppo sul serio

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13 marzo 2017
john wick 2 keanu

Se avete visto John Wick, conoscete la leggenda: una volta, in un bar, il killer del titolo (Keanu Reeves) ha ucciso tre uomini con soltanto una matita. “Con una matita!”, ringhia un criminale russo interpretato da Peter Stormare nel prologo di John Wick – Capitolo 2, appena pochi momenti prima che la macchina inarrestabile di morte soprannominata “L’Uomo Nero” (o Il Fantasma) irrompa dalla sua porta. Prima che Stormare (una scelta appropriata per interpretare il fratello del personaggio di Michael Nyqvist del primo capitolo) possa terminare l’aneddoto, uno dei suoi lacchè lo interrompe. “Lo so,” dice. “Ho già sentito questa storia.”

john wick 2 locandinaAll’interno dell’universo action di JW, persino i cattivi sono fan del suo operato. E chi potrebbe biasimarli? Supervisionato dal team dietro all’originale, composto dal regista Chad Stahelski e dallo sceneggiatore Derek Kolstad, il nuovo film contiene gli ingredienti migliori della pellicola del 2014 cui vengono aggiunti altri violentissimi scontri corpo a corpo, riuscendo addirittura ad affinare il suo animo cartoonesco celato sotto una veste seriosa. Pur essendo un’opera(zione) che inesorabilmente è ansiosa di piacere, JW2 è uno di quei rari casi in cui l’abbondanza e l’eccesso risultano alla fine pregevoli.

John Wick non aveva posto l’asticella troppo in alto; era stato per lo più una scusa per Reeves di tornare a menare calci e pugni e riconquistare la sua aura  da eroe dark guadagnata con Matrix, con mosse di arti marziali e balletti a suon di proiettili sullo sfondo di fondali illuminati al neon. Eppure, per quello che vale, John Wick – Capitolo 2, mantiene l’essenza stessa di quella nobile missione in essere, ricollegandosi direttamente al finale della prima pellicola e senza togliere il piede dall’acceleratore, anzi.

In JW, il protagonista scendeva su un feroce sentiero di guerra alimentato dalla sete di vendetta per la morte del cucciolo che gli aveva regalato la sua defunta moglie; in JW2 lo troviamo costretto a prove di forza ancora più estreme per ragioni meno precise, ma qui la motivazione conta meno della trafila di scuse fatte perchè Reeves scateni le sue abilità. L’espediente del primo film è diventato una saga, e chi ha apprezzato l’originale troverà che il suo fascino non è ora diminuito.

john wick 2 scamarcioJohn pensava di essere uscito dal giro allora; adesso tutto quello che vuole fare è deprimersi nella sua casa vuota con un nuovo compagno a quattro zampe soffermando a lungo lo sguardo sulle foto della compagna scomparsa. Ma anche dopo aver debellato la minaccia tre anni fa, non è riuscito a trovare il tempo per rilassarsi. Quando l’erede di una potente famiglia della camorra, Santino D’Antonio (un Riccardo Scarmacio dal minutaggio sorprendentemente elevato, ma dal carisma non eccezionale) si presenta alla sua porta nel tentativo di assumerlo per un altro – ultimo – lavoro, i tentativi di resistere alla richiesta portano solo a ulteriore sofferenza nella sua triste e solitaria esistenza. I metodi di negoziazione piuttosto ruvidi di Santino obbligano infine John ad accettare l’incarico solo per toglierselo dai piedi, e così in poco tempo si ritrova in Italia – a Roma – in missione per assassinare Gianna (la femme fatale Claudia Gerini), la sorella del boss.

Molto di John Wick – Capitolo 2 appare e suona come il precedente, dagli umorali scambi tra John e Winston (Ian McShane), proprietario del Continental e garante delle regole d’onore tra gli assassini, alle criptiche interazioni con il misterioso portiere dell’hotel (Lance Reddick). Questo film ha però un parco giochi più ampio, passando da un’elaborata sequenza alla successiva con notevole incremento nella consapevolezza dei propri mezzi. Non si avvicina mai del tutto ai livelli di un Kill Bill Vol. 2 come idea di seguito esagerato, ma riesce comunque a evitare distrazioni nella trama puntando su uno stile esuberante. Stahelski eccelle nel garantire un flusso di scontri rabbiosi in cui ogni elemento contribuisce (più e più volte, a volte troppo ripetitivamente, altre quel tanto che basta) a una gloriosa sinfonia di caos.

john wick 2 fishburneAiuta il fatto che JW2 trabocchi di splendidi colori. Dan Lausten, direttore della fotografia, che recentemente ha lavorato al Crimson Peak di Guillermo del Toro, crea una sorprendente miscela espressionistica per completare il fantastico mondo sotterraneo in cui si muove John, tra discoteche intrise di neon e vaste silhouette. Mentre il protagonista affronta svariati cattivi che hanno il compito di eliminarlo (tra cui la muta Ruby Rose, in un altro ruolo piuttosto defilato che limita il suo potenziale), la musicalità del film emerge. Una scelta di montaggio vede Reeves scontrarsi con alcuni sicari in luoghi differenti, quasi come se ogni corpo a corpo si stesse svolgendo in concomitanza, e i regolamenti di conti si susseguono come una jam session rock ‘n’ roll. Alcune parti di John Wick – Capitolo 2 risultano più faticose (dura pur sempre quasi 2 ore), ma visivamente il risultato è sempre appagante. Anche l’uso deliberato di colpi di arma da fuoco alla testa per finire i nemici funge da punto esclamativo.

In definitiva, John Wick è una piattaforma per momenti esuberanti che prendono in prestito dai migliori. Una sontuosa uccisione intrisa di sangue negli interni barocchi di un antico edificio romano non può non far pensare ai migliori gialli all’italiana (c’è pure Franco Nero in una particina più significativa di quella avuta in Django Unchained), e una lunga prova di forza con un killer rivale (interpretato con intensità diabolica da Common) costruisce un anticlimax divertente: una scazzottata vede i due uomini sfondare la finestra di un bar dell’hotel, fermarsi per un drink nella zona neutrale, e ricominciare poco dopo nella metropolitana. Questo è precisamente il livello di assurdità – giocata allo scoperto, come se fosse perfettamente normale – che arriva all’essenza della formula alla base di John Wick.

john wick 2 ruby roseNon si tratta di una formula particolarmente innovativa, ma Stahelski e Kolstad hanno assemblato un remix sgargiante. Il montaggio elegante, caratterizzato dall’accumulo di armi da fuoco e proiettili possono stancare alla lunga, ma Reeves regge bene fino alla fine. La sua performance in sordina è perfettamente adatta per del materiale che ama le superfici luccicanti. In molti modi, i film di John Wick parlano di come l’attore sia diventato una creatura del cinema, e quando il sequel introduce la sua co-star di Matrix Lawrence Fishburne nei panni di un potente assassino evanescente di New York chiamato evocativamente Bowery King, ci si potrebbe chiedere in quale saga ci si trovi effettivamente. A dirla tutta, John Wick potrebbe addirittura esistere all’interno di Matrix, visto che la sua stramba trama lascia aperta la possibilità che tutto potrebbe succedere.

Il brillante climax del film, ambientato in una labirintica sala degli specchi che omaggia palesemente La signora di Shanghai di Orson Welles (o Agente 007 – L’uomo dalla pistola d’oroI tre dell’Operazione Drago, scegliete voi quello che preferite), dimostra la misura con cui i realizzatori sanno il fatto loro. Come detto, non siamo davanti a un concept particolarmente originale. Tuttavia, si tratta di una messa in scena dai riverberi così vertiginosi che è impossibile non venir trascinati nelle sue sofisticate coreografie, per non parlare dell’impegno a distribuire intrattenimento viscerale a ogni occasione.

Rispetto ai blockbuster multimilionari in CGI, John Wick e il suo sequel offrono dosi ben più coese di emozioni feroci – e l’inquietante finale pone le basi per un terzo capitolo che probabilmente è già stato progettato per fare la stessa cosa. Naturalmente, qualsiasi film pensato intorno a un premessa semplice rischia di perdere il suo fascino, ma qui viene dimostrato che alcuni ritmi non richiedono troppi aggiornamenti, se eseguiti nel modo giusto. Aderendo a tali regole, questo franchise può essere infallibile, non importa quanto John decida di perseverare nel ruolo. “Non sono più quell’uomo”, dice in JW2 quando viene richiamato di nuovo in azione. “Sei sempre quell’uomo, John,” gli dicono. Possiamo solo sperarlo.

Di seguito il trailer italiano ufficiale di John Wick – Capitolo 2, nei nostri cinema dal 16 marzo:

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[recensione] John Wick 2 di Chad Stahelski
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Keanu Reeves ritorna in gioco per un sequel vincente, che preme il piede sull'acceleratore dell'azione senza mai prendersi troppo sul serio
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