17 agosto 2017

[recensione] Jukai – La Foresta dei Suicidi di Jason Zada

Natalie Dormer è la protagonista di un horror che spreca tutto il potenziale delle intriganti idee alla base rifiutando inspiegabilmente di approfondirle

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17 agosto 2017
Jukai – La Foresta dei Suicidi dormer

Dopo aver visto Jukai – La Foresta dei Suicidi (The Forest) dell’esordiente Jason Zada, ci si domanda come un’idea piuttosto affascinante possa essere sprecata in modo tanto ignavo puntando esclusivamente sulla fama dell’ambientazione e sul richiamo della protagonista Natalie Dormer (Hunger Games, Il Trono di Spade) per provare ad accalappiare il pubblico.

Jukai - La Foresta dei Suicidi posterIl film si sviluppa nella tristemente nota foresta di Aokigahara, situata alle pendici del sacro Monte Fuji in Giappone. Si tratta di una distesa di alberi che una volta era conosciuta come il luogo in cui i membri della famiglia abbandonavano i proprio cari malati, storpi o disabili a morire durante i periodi di carestia e di guerra, e ancora ai giorni nostri è un popolare luogo dove i disperati vanno a togliersi la vita. Nello specifico, seguiamo la storia di Sara Price (Dormer), una giovane donna che riceve una telefonata dalla polizia giapponese che le dice che la sua sorella gemella Jess (sempre la Dormer) è morta dopo che è stata vista addentrarsi proprio nella foresta di Aokigahara. Conoscendo bene la sorella e sapendo che è instabile, ma senza tendenze al suicidio, Sara decide di recarsi sul posto di persona per cercarla, visto che una parte di lei crede fortemente che sia ancora viva. Le speranze di Sara vengono poi rafforzate quando vede che il corpo ritrovato non è quello di Jess, portandola a ritenere che sua sorella sia ancora dispersa in qualche luogo nelle profondità dei boschi. Una sera al bar incontra un giornalista australiano di nome Aiden (Taylor Kinney), che decide di scrivere una storia su di lei e sulla sua indagine privata. Gli racconta che Jess era sempre quella che guardava verso il pericolo, non appena si voltava, ricordando come quando i loro genitori vennero uccisi da un autista ubriaco Jess non aveva avuto problemi, al contrario suo, a guardare i corpi esanimi. La mattina successiva, i due si avventurano quindi dentro Aokigahara assieme a un ranger del parco, Michi (Yukiyoshi Ozawa), nel tentativo di scoprire che fine ha fatto Jess.

L’idea della foresta, come spiegato in maniera molto sconnessa e vaga in più momenti da parte della popolazione locale per tutto il corso della pellicola, è che se è presente anche solo un accenno di tristezza nel vostro cuore mentre entrate ad Aokigahara, questa verrà strumentalizzata attraverso le cose che vedrete tra gli alberi, fino a portarvi al punto di credere che l’unica via d’uscita sia appunto il suicidio. Michi spiega a Sara entrando nel folto della vegetazione che tutto ciò che vedrà da lì in aventi sarà il risultato di allucinazioni e della sua mente che le sta giocando brutti scherzi. Il mondo reale si allontana non appena si abbandona il sentiero principale.

Jukai - La Foresta dei Suicidi dormerJLFDS è solo marginalmente efficace nella creazione dell’atmosfera, soprattutto durante le tenebre e le prime ore del mattino, quando la foresta si fa altro rispetto a un insieme di alberi, rami e foglie, più vicina a un impenetrabile labirinto astratto. Il problema del film è tuttavia radicato nella sua sceneggiatura, scritta a sei mani da Nick Antosca (Channel Zero), Sarah Cornwell e Ben Ketai. Affinché le relazioni personali e la location siano simultaneamente riuscite, o almeno armoniose, dovrebbero essere ugualmente sviluppate. Inizialmente, il trio di sceneggiatori riesce nell’intento, dando a Sara abbastanza tempo prima decollare per la sua indagine, permettendo così alla sua personalità di svelarsi quel tanto che basta perchè lo spettatore possa comprendere le sua azioni. Scopriamo dettagli sulla sua vita precedente e su quella della sorella dopo l’incontro con Aiden e questo permette di legarsi in qualche modo alle due.

Il problema è che una volta che Sara, Aiden e Michi varcano la soglia dell’atra selva, il fuoco dovrebbe spostarsi sul territorio come personaggio stesso del film, cosa che però in realtà non succede. Nulla di questo luogo appare terribile, tranne che per le musiche di sottofondo e per i consueti jumpscare improvvisi che sperimentiamo quando siamo immersi in esso. La sensazione di essere intrappolati lì con i personaggi è presente, dal momento che non ci sono salti di montaggio sulla squadra di ricerca o sul fidanzato di Sara, ma non si prova alcun reale coinvolgimento o peggio non si avverte alcuna caratteristica particolare di questa foresta a parte qualche sobbalzo occasionale riuscito.

Jukai – La Foresta dei SuicidiA causa di questo, la pellicola di Zada incede ripetitiva fino a una conclusione che non risponde a nessuna delle domande sorte lungo la strada, prime tra tutti chi fosse davvero Jess e perché mai avrebbe voluto addentrarsi in questi boschi. Una situazione particolarmente frustrante poiché, fin dall’inizio, il regista ​dà l’idea che intenda sviluppare la storia concentrandosi sui personaggi, salvo poi lasciare l’anima più intrigante dell’intero film non eviscerata nelle sue motivazioni e nelle sue intenzioni. Per alcuni questa arcana irrisolutezza potrà pure risultare un punto a favore di JLFDS, ma suona invece più come un’inadeguatezza nel gestire il materiale di partenza e una mancanza di idee.

Girato con gusto, ma privo di grazia e coesione, The Forest è in definitiva un horror mediocre, anche se il suo divieto PG-13 lo rende perfettamente accettabile a uno spettatore para-liceale voglioso di spaventi a buon mercato da venerdì sera. Fa sorridere pensare che il percorso scelto dal film sia lo stesso che i suoi protagonisti hanno imboccato per entrare ad Aokigahara. Invece di seguire la strada che li avrebbe tenuti al sicuro (per il regista, tenere a mente i personaggi e l’ambientazione), hanno scelto avventatamente di compiere una deviazione, finendo per perdersi in un intrico di circostanze sfortunate.

Di seguito il trailer originale di Jukai – La Foresta dei Suicidi, nei nostri cinema dal 28 settembre:

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Titolo
[recensione] Jukai – La Foresta dei Suicidi di Jason Zada
Descrizione
Natalie Dormer è la protagonista di un horror che spreca tutto il potenziale delle intriganti idee alla base rifiutando inspiegabilmente di approfondirle
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Il Cineocchio
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