30 ottobre 2016

[recensione] La Ragazza del Treno di Tate Taylor

Il regista dirige un adattamento a tratti superiore al best seller scritto da Paula Hawkins, merito non solo della protagonista Emily Blunt

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30 ottobre 2016
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Cosa succederebbe se scoprissimo che anche ciò su cui fantastichiamo nasconde un lato oscuro?

la-ragazza-del-treno-libro“Tutte le famiglie felici si assomigliano tra loro, ogni famiglia infelice è infelice a suo modo”. Recita così l’incipit di Anna Karenina di Lev Tolstoj, frase che viene subito in mente leggendo La Ragazza del Treno di Paula Hawkins. Con la sua scorrevole narrazione, grazie anche ai capitoli brevi e al discorso diretto, l’autrice ci porta a togliere la patina di perfezione, che ricopre le vite di due delle tre donne protagoniste del libro. Il punto di vista principale è quello di Rachel, una donna con alle spalle un matrimonio fallito per l’impossibilità di concepire, trauma che l’ha colpita nel profondo tanto da portarla all’alcolismo. Si ritrova sola, intrappolata nei ricordi del suo passato, ossessionata da quella vita che avrebbe potuto avere ma che ora appartiene ad un’altra. Tutte le mattine prende il treno per arrivare a Londra, lungo il tragitto passa davanti al viale in cui abitava con il marito Tom, ora felicemente sposato con Anna e padre di una bambina. La violenza psicologica che lei stessa si impone nel guardare la sua vecchia casa al di la dei binari è a tratti angosciante, guarda impassibile attraverso le finestre chiuse, oltre a vetri che sembrano confini invalicabili e proibiti. La sua attenzione però è rivolta soprattutto ad un’altra casa, qualche numero più in la, in cui abita una coppietta che lei ritiene perfetta e felice. Nella sua mente lei ha già tracciato un chiaro profilo delle loro vite e personalità. Questa sua malsana e disturbante quotidianità viene sconvolta quando un giorno vede una scena a cui non avrebbe dovuto assistere sulla veranda della casa di Jess e Jason, nomi fittizi che lei ha attribuito alla coppia, che infrange per sempre la sua idea di perfezione. Rachel non riesce ad accettare il fatto, turbata si ubriaca e al ritorno commette un’avventatezza. Scende dal treno a quella stessa fermata da cui osserva le vite degli altri, per seguire un suo senso personale di giustizia. I suoi ricordi purtroppo si fermano al sottopassaggio buio, e mentre si sveglia nella sua stanza ricoperta di sangue, cerca senza successo di ricomporre i pezzi della sera prima. Leggendo il giornale scopre che la sua Jess in realtà si chiama Megan, ed è scomparsa proprio nelle ore che lei non riesce a ricordare. Da qui la tensione sale, con flashback raccontati dal punto di vista delle tre donne, mentre la detective Riley indaga sulla vicenda. Rachel si ritroverà coinvolta nei fatti, trovando finalmente uno scopo nella vita: salvare Megan per redimere anche un po’ se stessa. Un thriller intenso che tocca punti molti forti come l’abuso fisico ed emotivo, la dipendenza e l’infedeltà. Nell’era dei social network, la realtà non potrebbe essere più lontana da come viene mostrata nelle foto sorridenti dei vari profili telematici. Questo voyerismo, questa violazione della privacy che tanto caratterizzano la società moderna, sono ben espressi dall’autrice, che ci spinge a riflettere sulla superficialità delle nostre interazioni sociali. Unica pecca è la semplicità della trama, i personaggi anche se tormentati, risultano come cristallizzati nei loro ruoli di stereotipi femminili. Il finale risulta quasi scontato e si evince abbastanza in fretta, mancando un vero colpo di scena.

poster-la-ragazza-del-trenoMagistrale invece l’adattamento cinematografico, grazie ad una abilissima sceneggiatrice Erin Cressida Wilson. Ha fatto suo il concetto di dramma al femminile, riuscendo a rendere perfettamente le caratteristiche di ogni personaggio. Merito anche del regista Tate Taylor, già conosciuto per The Help, tutta la pellicola infatti è impregnata in una sorta di ebbrezza, come se avesse ubriacato la telecamera, per rendere al meglio il disagio della protagonista. L’interpretazione superlativa di Emily Blunt (Rachel) ci porta direttamente su quel treno, nonostante non sia un personaggio facile in cui immedesimarsi. La parte dell’ex marito Tom è stata affidata a Justine Theroux, già attore riconosciuto (Mulholland Drive, The Leftovers). A dare il volto alla moglie Anna è Rebecca Ferguson, lanciatissima attrice svedese azzeccata per la parte grazie al suo viso pulito e alla sua aria di innocenza. La coppia “perfetta” è invece portata sullo schermo da Haley Bennet (Megan) e Luke Evans (Scott). Mentre esploriamo la vita di Megan, conosciamo il suo psichiatra il dott. Kamal Abdic, interpretato da Edgar Ramirez, che lei ama provocare sessualmente. La ragazza, per colpa di un passato traumatico, si relaziona agli uomini solo in senso superficiale e fisico, non riuscendo a creare un legame emotivo. La Bennet riesce ad essere molto sensuale e fragile al tempo stesso. Allison Janney, attrice dalla bravura indiscutibile e dalla versatilità impressionante, interpreta la detective Riley. A completare questo gineceo disturbante troviamo Laura Prepon, che veste i panni di Cathy, unica amica e padrona di casa di Rachel, e Lisa Kudrov (Martha) che interpreta la moglie dell’ex capo di Tom. La stessa Paula Hawkins appare in un cameo nel film.

Erin Cressida Wilson ha definito La Ragazza del Treno come “La Finestra sul Cortile in movimento”, paragone a mio avviso molto azzardato. Se si trascura il fatto che la pellicola è ambientata a New York lungo la Metro-North invece che a Londra, troviamo uno dei pochi casi ben riusciti di adattamenti cinematografici di best seller internazionali. Direi quasi che, con l’aggiunta del ritmo incalzante delle musiche di Danny Elfman, il film riesce anche a rendere quella crescente suspanse che a tratti si perde nel manoscritto.

Di seguito il trailer ufficiale italiano di La Ragazza del Treno, nei cinema dal 3 novembre:

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[recensione] La Ragazza del Treno di Tate Taylor
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Il regista dirige un adattamento a tratti superiore al best seller scritto da Paula Hawkins, merito non solo della protagonista Emily Blunt
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Il Cineocchio
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