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26 giugno 2017

[recensione] Le Ardenne – Oltre i confini dell’amore di Robin Pront

Fotografia e regia magistrali per un’opera prima che racconta la circolarità inesorabile di certe vite lontane dal Sole

26 giugno 2017

Ardenne ardenti

Le Ardenne sono una regione collinare e boschiva che si estende fra Belgio, Lussemburgo e Francia. Le foreste che la ricoprono sono spesso meta di gite estive da parte delle famiglie di quelle terre franco fiamminghe. Non è raro dunque che quei ricordi estivi di spensieratezza restino indelebili nella mente dei bambini. Le Ardenne – Oltre i confini dell’amore (D’Ardennen) è l’opera prima del regista fiammingo Robin Pront. Ed è anche il film che il Belgio aveva candidato per gli Oscar 2017.

Poster Le Ardenne - Oltre i confini dell'amorLe Ardenne del titolo sono il felice ricordo d’infanzia del protagonista Kenneth (Kevin Janssens), probabilmente l’unico, origine e destinazione di una vita che ad un certo punto ha iniziato a girare storto. Ancora una volta, il titolo originale sarebbe bastato a se stesso, senza la consueta fuorviante aggiunta dell’adattamento italico. Nella sua vita “storta” Kenneth ha portato con sé, almeno per un po’, la sua ragazza Sylvie (Veerle Baetens) e il di lui fratello Dave (Jeroen Perceval). La pellicola di Robin Pront si incastona perfettamente nel filone cupo e asfittico del cinema belga contemporaneo. Il sole non lo si vede mai, in nessun senso, nemmeno per sbaglio. Le piovose e concitate sequenze iniziali immettono subito lo spettatore nel vivo dell’azione drammatica. Di là a poco si capirà cos’è accaduto. Dave e Sylvie, complici di Kenneth in una rapina, riusciranno a farla franca grazie al sacrificio generoso di quest’ultimo. Kenneth infatti sarà il solo a pagare con il carcere la sua mala educazione. Alla sua scarcerazione però, quattro anni dopo, il ragazzo scoprirà che il mondo è andato avanti, e non esattamente nella direzione da lui sperata.

Fotograficamente bellissimo, Ardenne è un film che si vorrebbe divorare fermo immagine per fermo immagine. Ogni suo frame è un quadro, per composizione e pienezza della situazione. La regia è sintetica e tagliente: affida a dettagli minuti lo svolgersi della storia, senza troppe storie, tenendo sempre desta l’attenzione di chi guarda. Il film è di quelli che non spreca nulla. E’ costruito con precisione e chiarezza quasi fosse un quadro di Bruegel, ma senza quella vita brulicante d’operosità fiamminga e preziosità alcuna degli elementi. Gli unici bagliori sono dati dalle stazioni di polizia, dai neon del carcere, dai fari delle auto che sbucano in mezzo a piloni di cemento. La presa di coscienza che la periferia possa essere “al centro”, è disturbante. Ai confini della Mitteleuropa delle banche e delle istituzioni comunitarie, rantolano vite stentate come quelle ritratte in una foto di Alexander Gronsky . Vite ai margini senza possibilità di salvazione, esistenze in cui l’inferno è ciò che resta per chi rimane in vita.

Di seguito il trailer ufficiale italiano di Le Ardenne – Oltre i confini dell’amore, nei cinema dal 29 giugno:

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[recensione] Le Ardenne – Oltre i confini dell’amore di Robin Pront
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[recensione] Le Ardenne – Oltre i confini dell’amore di Robin Pront
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Fotografia e regia magistrali per un’opera prima che racconta la circolarità inesorabile di certe vite lontane dal Sole
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