20 ottobre 2016

[recensione] Le perle del cinema di genere nascoste in Netflix: The Silenced di Hae-young Lee

Dalla Corea arriva una ghost story che solo in apparenza è qualcosa di già visto

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20 ottobre 2016
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Può il genere superoistico essere trattato in modo completamente differente, in una chiave di lettura psico-horror o paranormale? A darci una risposta in tal senso è la nuova perla di cinema di genere nascosta di Netflix: il coreano The Silenced (경성학교: 사라진 소녀들, 2015), diretto da Hae-young Lee (Je-bool-chal-ssi I-ya-gi).

the-silenced-posterPresentato quest’anno a Udine durante il FEFF18, il film è un peculiare drama con sfumature sovrannaturali, ambientato nella Corea del Sud degli anni ’30 in un istituto per ragazze affette da malattie gravi, durante la dominazione giapponese. Al centro della vicenda c’è Joo-ran (Park Bo-yeong), che viene lasciata dal padre e dalla nuova moglie di lui in un collegio femminile disperso in mezzo ai boschi, luogo sinistro e misterioso, dove le ragazze sono istruite da una benevola direttrice (Eom Ji-won) e da una severissima istitutrica (Park Seong-yeon), mentre vengono curate con un’indefinita medicina.

I primi fotogrammi traggono certo in inganno, in principio si assiste alle tipiche atmosfere e iconografia da horror asiatico, in particolare giapponese – o coreano che spesso trae ispirazione da quest’ultimo. La storia segue un gruppo di adolescenti, con le solite amicizie, gelosie e piccole soverchierie, a cui si sommano i tipici elementi sinistri, le stanzone vuote e scricchiolanti di un convitto infestato, le visioni inquietanti e l’apparizione di spiriti minacciosi negli angoli bui (un po’ alla The Grudge o alla The Ring). In un gioco di ambigui richiami, allora, la nuova arrivata – secondo convenzione poco gradita alle compagne – sostituisce una studentessa che ha abbandonato poco prima la scuola da un giorno all’altro, in circostanze decisamente poco chiare. Intanto le sparizioni si susseguo, in una sorta di climax claustrofobico, e Joo-ran inizia a cercare di fuggire, sempre più consapevole che l’istituto nasconda un terribile segreto.

the-silenced-2Tuttavia è solo una parte di The Silenced, quella iniziale, poi la narrazione devia d’improvviso dall’aspettato all’inaspettato ed evolve in modo decisamente peculiare, assai lungi dalla solita ghost story. Il fantasmatico si tramuta in superomistico, sebbene con quella nota sempre oscura, disperata, che domina nelle prima metà della pellicola. Si arriva così a una paradossale rilettura dei supereroi, dove vigono il femminile e l’adolescenziale e i combattimenti, i superpoteri sono relegati in una lotta senza speranza e senza possibilità di vittoria, l’unica possibile per delle ragazze abbandonate, dimenticate. Sullo sfondo, in ultimo, compare il tema della dispotica e crudele dominazione nipponica, che impone i propri costumi e non solo…

Un film tanto particolare e inaspettato, che vale la pena scoprire per le sue mille sfumature, seppur l’unica sensazione che incombe fino ai titoli di coda sia quella di un’incredibile tristezza.

Di seguito il trailer originale:

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[recensione] Le perle del cinema di genere nascoste in Netflix: The Silenced di Hae-young Lee
Descrizione
Dalla Corea arriva una ghost story che solo in apparenza è qualcosa di già visto
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Il Cineocchio
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