The Movie Db
The Movie Db
7 dicembre 2016

[recensione] Mercy di Chris Sparling

Il regista dà vita a una peculiare home invasion, che in uno svolgimento troppo cerebrale perde di vista l’azione

7 dicembre 2016

Home invasion peculiare e dalla narrazione un po’ confusa, Mercy di Chris Sparling riesce a regalarci un twist finale davvero inaspettato, ma al contempo si ha la sensazione che ci sia qualcosa di incoerente nello sviluppo  a piani temporali multipli, una forzatura tesa solo a sorprendere.

mercy-chris-sparling-posterLa vicenda è ambientata in una casa nell’entroterra americano, dispersa in mezzo al nulla. Subito ci viene introdotto uno dei personaggi centrali, George (Dan Ziskie), uomo duro, avanti con l’età, che apre la porta a quello che capiamo essere un medico, il Dr. Turner (Dion Graham), questi gli dà una borsa e insiste perché la usi: la moglie, Grace (Constance Barron) è una malata terminale, sta soffrendo e il farmaco è sicuro. Inconsciamente ci viene da pensare all’eutanasia, a cui l’uomo è contrario, ma accetta di pensarci. Come in molti altri casi nel corso del film, ciò che appare si discosta nettamente da ciò che è realmente e Sparling, che è anche sceneggiatore, gioca con lo spettatore creando falsi indizi per poi condurre la storia molto lontano da quanto suggerito, in una lenta scoperta di verità del tutto inaspettate. Ogni elemento, è vero, ex post è funzionale all’epilogo, al quadro completo, la peculiare icona cruciforme in casa ad esempio, ci fa pensare che George sia cattolico, ma in realtà rimanda ad altro, lo stesso vale per tutto il resto, è un continuo gioco degli inganni, meccanismo diegetico avvincente, certo, ma la sua concretizzazione è farraginosa e il risultato finale ne risente.

La storia procede, l’antefatto prima dell’assalto notturno è piuttosto esteso, ci sono quattro figli, Ronnie (Michael Godere) e TJ Mitchell (Michael Vincent Donovan) anche dell’uomo, Brad (James Wolk) e Travis (Tom Lipinski) di primo matrimonio solo della consorte. I primi due appaiono in scena quasi subito, parlano con il padre di soldi, che vuole tenersi l’eredità tutta e lasciare fuori i figliastri. Successivamente arrivano gli altri due, uno è un ex galeotto appena uscito di prigione, l’altro, accompagnato da una donna, l’unico che pare essere riuscito a costruirsi una vita migliore e meno squallida ed essere dotato di un qualche senso morale. Lo squallore sembra dilagare, nella casa spoglia, come nell’etica e nelle priorità dei membri della famiglia disfunzionale, dopo poco scopriamo che George è molto meno legato alla moglie in coma di quanto appariva in apertura e molto più ai suoi possedimenti, lo stesso vale per Ronnie e TJ Mitchell. I tre più volte ci vengono presentati come disposti a tutto per l’eredità e così ci viene fornita una seconda chiave di lettura degli eventi che seguiranno, un movente per ciò che accadrà dopo, ma sarà davvero così?

mercy-chris-sparling-2Dunque, dopo un capitolo introduttivo dai toni drammaticheggianti e incentrato sulle dinamiche e sugli attriti famigliari, d’improvviso si ha un netto stacco e inizia l’assalto di un gruppo di misteriosi uomini a volto coperto. Travis, Brad e accompagnatrice sono gli unici ad essere rimasti in casa con la madre, gli altri paiono scomparsi, così quando si vedono attaccati dai malintenzionati, immediato è il sospetto, loro e nostro di conseguenza, che i perfidi parenti c’entrino qualcosa… Certo tutto nella caratterizzazione precedente e poco lusinghiera dei fratellastri calcolatori e del viscido patrigno ce lo fa supporre! Ci pare allora di assistere a una versione più decadente, almeno nelle ambientazioni, di You’re Next di Adam Wingard, il concept alla base sembra il medesimo: la premeditata strage dei propri consanguinei per denaro. Così ci apprestiamo ad assistere alle solite dinamiche, saltano le luci, gli invasori penetrano all’interno, alcuni sono sopraffatti e vinti, tutti combattono per sopravvivere.

Tuttavia se la speranza è  quella di imbatterci in uno slasher e in una buona dose di gore, la quasi totale assenza di sangue deluderà alquanto. Si tratta di un thriller piuttosto celebraloide, non ha tutta quella balocchevole fisicità che intrattiene gli amanti dello sgozzamento filmico. Si tratta invece di un racconto molto stratificato, strutturato in tre sezioni, l’iniziale presentazione dei personaggi, delle loro intenzioni e dei fatti, poi l’incursione degli uomini incappucciati vista da parte di alcuni di essi, infine gli stessi eventi, il medesimo lasso di tempo meglio approfondito, dove è mostrato un risvolto finale inatteso; il tutto è inframezzato da flash back e flash forward, giusto per aumentare ancora un po’ la complessità. I piani temporali diversi sono tesi a ricostruire quello che è davvero successo e se il modus è intelligente è proprio l’eccessivo indulgere nel manierismo, dimenticando tutto il resto, che lascia perplessi. E’ l’arrovellarsi in un montaggio non certo narrativo né rispondente a una logica cronologica che portato all’estremo, implica però in qualche modo il perdere di vista l’azione, di conseguenza quest’ultima è meno coinvolgente. Quest’ultima consiste perlopiù in un continuo girare in tondo senza meta, a cui si aggiungono un minimalismo dialettico non trascurabile e le riprese in gran parte in notturna o in ambienti bui, che aiutano a mantenere il mistero, ma concorrono anche a creare un eccesso di confusione visiva come nell’evoluzione della storia.

mercy-chris-sparling-3Disseminato dunque di colpi di scena – in fondo anche riusciti- Mercy fallisce invece nell’intrattenere e, dietro a un manto di intellettualismo, si cela poi una certa sciatteria narrativa per ciò che concerne il particolare, la diegesi stessa vuole essere solo oscura. Se il fine ultimo di Sparling sembra voler insinuare il dubbio che il colpevole non sempre sia quello più ovvio, che non sempre coloro che appaiono malvagi lo siano realmente, dopo 90 minuti di film (che sembrano decisamente di più) l’unica sensazione che abbiamo è che manchi qualcosa, che gli eventi, incompleti, siano stati affastellati lì per impressionare. D’altra parte non tutti sono Christopher Nolan e sono capaci di portare a compimento uno svolgimento alla Inception!

Articolo
[recensione] Mercy di Chris Sparling
Titolo
[recensione] Mercy di Chris Sparling
Descrizione
Il regista dà vita a una peculiare home invasion, che in uno svolgimento troppo cerebrale perde di vista l'azione
Autore
Nome del publisher
Il Cineocchio
Logo del publisher
CAST

Articoli correlati

Inserisci un commento