The Movie Db/10
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20 novembre 2017

Recensione | In Questo Angolo di Mondo di Sunao Katabuchi

Il giovane regista giapponese raccoglie l’eredità dei maestri dello Studio Ghibli per un meraviglioso e struggente squarcio sulla vita nella Seconda Guerra Mondiale

20 novembre 2017

Sunao Katabuchi riesce a delineare, nel suo In Questo Angolo di Mondo (この世界の片隅に), un ritratto struggente e al contempo incantevole del terribile periodo bellico dalla prospettiva di una semplice ragazza che abbandona la sua famiglia e casa natia.

In Questo Angolo Di Mondo POSTERNarrazione oltremodo lirica, si apre con la fanciullezza della fantasiosa Suzu Urano, una bambina che ama disegnare e vive in un mondo incantato, in cui realtà e immaginazione si fondono e prendono vita nei suoi schizzi. In un rapido svolgersi degli eventi, quasi episodi appena vagheggiati di una storia raccontata assecondando il cursus oscuro e discontinuo della memoria, la protagonista cresce in un instante. Compare un misterioso giovane da un differente villaggio, Shusaku, che chiede la sua mano e lei accetta lei accetta. Dalla natale Hiroshima la giovane sposa si trova quindi a trasferirsi a Kure, presso la famiglia di lui e pian piano si trova ad affrontare tutte le piccole difficoltà della vita coniugale, quali cucinare o cucire. La descrizione con tenera ironia delle nugae domestiche, dell’amore tra i due sposi, pian piano però assume i contorni drammatici della nipponica corsa agli armamenti, della seconda guerra mondiale con i suoi continui bombardamenti aerei, delle fughe, del terrore e dei morti, in un crescendo di atrocità che resero la quotidianità insopportabile e mostruosa, fino alla bomba atomica.

Difficile è raffigurare tanto indicibile orrore con naturalezza e insieme sufficiente forza, spesso l’afflato eroistico o un eccessivo patetismo depauperano in qualche modo la portata dell’inferno di quei terribili anni, di quei terribili giorni. In questo angolo di mondo, invece, abbandona la cronaca e la storia ufficiali, quelle epica e magniloquenti, per una registrazione dei fatti in chiave minore, più ordinaria, attraverso gli occhi della  protagonista e della sua famiglia, che attoniti assistono al mondo che rapidamente cambia, con lo sgomento di chi non sa coprendere ciò che sta accadendo. Dapprima si tratta di stupore, quello con cui Suzu e la nipotina Harumi rimirano le portaerei che si affastellano nella baia sottostante, poi si tramuta in puro terrore che alla prima incursione aerea del nemico invade i loro animi, infine, quasi perdita dell’innocenza, diviene rassegnazione e apatico disincanto, nel trascinarsi nei rifugi all’eco delle sirene. Forse, più che in ogni altro aspetto è in tale spaventosa e totale accettazione che risiede il lato più oscuro e terrificante della guerra: la sua descrizione più truce, non è negli effetti, nel reale, ma nell’intimo di un animo puro e ingenuo come quello della protagonista che lentamente smarrisce ogni gioia di vivere, soprattutto dopo un atroce incidente di cui si ritiene responsabile. Proprio in tale disperazione, però, emerge una tormentosa poesia visiva, i disegni della ragazza che invadono il tangibile, quasi ad emendarne e riscattarne le peggiori mostruosità.

In quest'angolo di mondoVisionaria fuga dalla materia, se la componente narrativa, tratta dal meraviglioso manga Kono Sekai no Katasumi ni di Fumiyo Kouno, fornisce senza dubbio lo scheletro alla storia, a renderla vivida e sublime è il disegno, sono le scelte estetiche che traducono la parola in immagini. Anzitutto c’è quella maestria, quell’incanto davanti alla natura, ai fiori, agli uccelli, all’acqua e al vento, importantissimo insegnamento appreso da Katabuchi nel suo lavoro all’interno dello Studio Ghibli, al fianco di Hayao Miyazaki, per Kiki – Consegne a domicilio (魔女の宅急便 ) e non solo. Tuttavia non è l’unico influsso che proviene da tale nobile sorgente: anche la seconda anima, l’altro fondatore del mitico studio d’animazione nipponico, Isao Takahata sembra aver lasciato un segno nell’immaginario e nella sensibilità katabuchiana. Il suo inequivocabile ascendente è duplice: da un lato si percepisce nell’estrema delicatezza dello sguardo, della prospettiva sulla guerra che subito riporta alla mente quel capolavoro che è Una tomba per le lucciole (火垂るの墓), di cui viene ripreso il punto di vista innocente e sconvolto di chi osserva il disfacersi del mondo (erano lì due bambini orfani, qui una giovane donna), straziante fino alle lacrime; dall’altro, anche la forma, oltre alla sostanza, è debitrice al corpus takahatiano, in particolare alla sua più audace opera, La storia della principessa splendente (かぐや姫の物語), che fornisce la materia visiva per i voli pindarici di Suzu. Così, l’inserimento del puro segno grafico in netto stacco con un più corposo disegno a colori concretizza i sogni, gli incubi e le paure, l’impalpabile universo parallelo nutrito dall’interiorità della protagonista.

Sublime e malinconico, disarmante nella capacità con un tocco leggero e allo stesso tempo profondissimo di tratteggiare uno dei peggiori momenti nella storia del Giappone e dell’umanità intera, In questo angolo di mondo è un piccolo grande gioiello dell’animazione nipponica, imperdibile per chi ne è estimatore e non solo.

Di seguito trovate il trailer ufficiale italiano:

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Recensione | In Questo Angolo di Mondo di Sunao Katabuchi
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Recensione | In Questo Angolo di Mondo di Sunao Katabuchi
Descrizione
Il giovane regista giapponese raccoglie l'eredità dei maestri dello Studio Ghibli per un meraviglioso e struggente squarcio sulla vita nella Seconda Guerra Mondiale
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Il Cineocchio
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