25 maggio 2017

[recensione] Satanic di Jeffrey Hunt

Dalla storia ai personaggi, dai dialoghi alla recitazione, questo maldestro teen horror riesce solo a irritare lo spettatore per la sua demenzialità

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25 maggio 2017
Satanic 3

L’horror, non è una novità, da lungo tempo attira stuoli di spettatori in età tardo-scolare in cerca di qualche brivido per poter serrare a sé la fidanzata o il fidanzato di turno nelle serate in compagnia, ma, di questi tempi, pare che il sottogenere teen, quello che non necessita censura, poiché già pensato per spettatori adolescenti o poco più, sia particolarmente tanto prolifico quanto deludente.

Satanic PosterSatanic di Jeffrey Hunt (disponibile su Netflix) è l’ultimo esempio di questa riflessione, contenendo tutti quei fastidiosi elementi che affliggono la suddetta categoria. Visto i destinatari disegnati, il film non può permettersi di avere problemi di rating troppo alto, un V.M. 18 potrebbe avere effetti selettivi indesiderati, così ogni aspetto davvero scabroso, sanguinolento e orrorifico viene tagliato ex ante, salvo un’insoddisfacente spruzzatina di gore, giusto per far avere la percezione che siamo effettivamente in una pellicola del terrore. Questo però non è certo l’aspetto peggiore, esistono casi, di qualità e natura ben diversa, in cui pur non mostrando quasi nulla di violento il risultato è altrettanto inquietante, si pensi all’ottimo Wolves at the Door di John R. Leonetti (la nostra recensione). Il problema quivi è al contrario un diffuso presappochismo su praticamente ogni aspetto relativo all’horror: da reiterate falle nella storia alla performance degli attori, alle battute del copione, all’atmosfera generale per nulla costruita con cura, al colpo di scena finale, tutto è davvero malriuscito.

Anzitutto, preambolo piuttosto banale, un gruppo di ragazzi alla volta di Coachella è attratto dal luciferino. Guida il manipolo la dark della compagnia, Elise (Clara Mamet), che convince tutti gli altri a compiere un macabro tour dei luoghi in cui scabrosità di vario titolo sono state compiute da un qualche adoratore del diavolo. La ragazza, seguita a ruota nell’avventura dal fidanzato, Seth (Justin Chon), convince anche la più recalcitrante e assai petulante cugina Chloe (Sarah Hyland) e il partner di lei, David (Steven Krueger). Qui si presentano i primi non trascurabili difetti: da una parte viene ancora una volta riproposta l’irrefrenabile attrazione della gioventù moderna verso il macabro, la stessa che aveva portato egli studenti a visitare i boschi maledetti di The Blair Witch Project – Il mistero della strega di Blair (di Daniel Myrick ed Eduardo Sanchez), anche se qui è declinato al contrario ai luoghi culto del satanismo, ma nemmeno uno di questi funesti templi del male ha una vera aura oscura, dalla casa di Cielo Drive vista dall’esterno, ad un celebre negozio dell’occulto, alla stanza in cui si suicidò una satanista, dove decidono peraltro di pernottare, non c’è alcuna atmosfera, tutto sa di posticcio e poco credibile, più che di sinistro. L’unica che forse potrebbe in qualche modo salvarsi è la bottega degli orrori, la cui connotazione oscura è però fornita soprattutto dalla descrizione degli oggetti – cliché da collezionista di cimeli demoniaci e criminali, quali un libro d’incantesimi, una bambola vudù con la bocca cucita e la mano di un pedofilo mummificata (?!).

Satanic 2La stessa dozzinale descrizione è destinata alle psicologie dei personaggi, fastidiose maschere giovanili che suscitano un tale senso di fastidio da arrivare a auspicarne la morte per mano di qualche sacerdote di Belzebù quanto prima. Ne abbiamo infatti uno per tipo, e nessuno è ben delineato, ma tutti sono altrettanto irritanti; se grotteschi – e non volutamente- sono la falsa goth e compare (Elise e Seth), che ad un certo punto decidono di inseguire il singolare negoziante occultista, altrettanto ridicolo, dopo aver scorto uno strano rito nel retrobottega, il primato in quanto a fastidiosità è certo detenuto dalla buonista del gruppetto Chloe. Una insopportabile commistione tra un grillo parlante completamente privo di cerebro e un’adolescente isterica e seccantissima, passa il tempo a frignare o moraleggiare, e il suo meglio lo da quando convince i compagni di viaggio a tirare su e portare a casa una balorda appena conosciuta che – sembrerebbe – stava per essere sacrificata dal succitato venditore. Non solo, una volta che, ovviamente, le cose degenerano e per colpa sua, inizia un piagnisteo infinito, con la solita spocchia del demente che l’ha contraddistinta prima; sebbene in effetti i personaggi non proprio geniali siano funzionali all’horror, non essendo presente in questo caso alcun tipo di ironia (alla Quella casa nel bosco per intenderci), il risultato è davvero snervante. L’unico all’apparenza normodotato, forse perché più silenzioso, è David, la cui caratterizzazione si esaurisce però pressoché con una croce che ne palesa il credo religioso e che viene perennemente zittito. A ciò si somma che tutti, nessuno escluso, perfino le comparse danno vita ad una recitazione tanto affettata da risultare caricaturale…

Satanic 2Se dunque la definizione dei soggetti in scena non è di sicuro delle più auspicabili, lo sviluppo se possibile è ancora peggio. In ordine sparso, per darne un’idea senza troppi spoiler, si assiste a un grosso satanista, dotato di doppietta che scappa davanti a 4 ragazzini, di cui uno lo prende pure a pugni, l’invito di una possibile tossica vagabonda nella propria magione come unica scelta auspicabile essendo “spiriti liberi”, brindisi con la birra improvvisati in onore di defunti adoratori del diavolo e così via, insomma un inno al demenziale, che tuttavia si prende sul serio; e lo stesso vale per i dialoghi … A coronamento del tutto, la diegesi viene risolta con un loop temporale che lascia, semplicemente, basiti e che ricorda quella presente in un film turco di qualche tempo fa decisamente più riuscito.

Brutto in mille modi diversi, noioso poiché, oltre alla storia in sé inqualificabile e agli scambi verbali indegni (Anthony Jaswinski avrebbe potuto sforzarsi un altro po’), manca anche di quel minimo sangue che avrebbe risollevato un po’ gli animi dei più curiosi. In conclusione, Satanic rappresenta uno spreco di tempo per chi guarda e di supporto filmico per chi produce.

Di seguito il trailer originale:

Articolo
Titolo
[recensione] Satanic di Jeffrey Hunt
Descrizione
Dalla storia ai personaggi, dai dialoghi alla recitazione, questo maldestro teen horror riesce solo a irritare lo spettatore per la sua demenzialità
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Il Cineocchio
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