1 novembre 2016

[recensione] Sausage Party – Vita Segreta di una Salsiccia di Greg Tiernan e Conrad Vernon

Seth Rogen e soci pasteggiano a base di umorismo alimentare di grana grossa ed esistenzialismo

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1 novembre 2016
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Follemente volgare, e, occasionalmente, molto divertente, Sausage Party non è certo un film per tutti. Ma questo si potrebbe dire di ogni pellicola che vedesse come cattivo principale una lavanda vaginale… senza contare un preservativo usato parlante con una dolorosa storia da raccontare; una quantità esagerata di parolacce, di sesso spinto e di discorsi esistenziali grezzi; e un’orgia come punto culminante, durante la quale i prodotti alimentari di un negozio chiamato Shopwell escono dai loro imballaggi e fanno finalmente festa.

poster-sausage-party-vita-segreta-di-una-salsicciaCosì, giusto per non essere scambiato per Il Drago Invisibile o Pets. Si ride molto nel primo tempo, prima che la martellante stimolazione pneumatica del film cominci a riavvolgersi su se stessa, iniziando a remare contro i suoi istinti migliori, che non è certo l’ideale per qualsiasi tipo di commedia. Tuttavia, la sceneggiatura di Seth Rogen, Evan Goldberg, Kyle Hunter e Ariel Shaffir contiene un’ispirata stupida idea e nervi saldi, così come pure un interesse legittimo verso il dibattito teologico. Davvero. Contemporaneamente a battute su un wurstel che si infila dentro a un morbido panino e a una taco lesbica doppiata in originale da Salma Hayek.

E’ una pellicola avventurosa, che vede protagoniste cibarie animate digitalmente che vestono etichette. Rogen doppia Frank, un salsicciotto bloccato da tutta la sua vita all’interno di un sacchetto di plastica termoretraibile assieme ad altri suoi simili. Lui desidera ardentemente la sua perfetta controparte, una panina di nome Brenda (Kristen Wiig). Tutte le merci dello store salutano ogni nuovo giorno con una canzone (musicata da Alan Menken), lodando gli dei e in attesa di tutto ciò che si trova nel Grande Oltre, che raggiungono quando i clienti pongono alcuni eletti in un carrello della spesa spingendoli verso un destino … beh, di cui non sono del tutto sicuri. Poi un giorno apprendono l’orribile verità. Una bottiglia di senape al miele (Danny McBride) viene rispedito al negozio, e lui appare traumatizzato, balbettando qualcosa su come gli dei (umani) là fuori taglino e facciano a cubetti e sbuccino e poi mangino quello che comprano. Le immagini che vediamo ricordano i migliori film splatter. Già all’interno di un carrello ‘del destino’, Frank e Brenda progettano una fuga veloce, ma la senape si uccide saltando di sotto, provocando un disastro nella corsia e facendo scoppiare un sacchetto di farina (chiaro riferimento visivo alle nubi di polvere dell’11 settembre, giusto per un’idea del livello di sensibilità di Sausage Party). Molto dell’umorismo a sfondo sessuale poi si basa su situazioni che rimandano allo stupro e certo non lasciano un grande retrogusto alla fine.

sausage-party-filmTra l’altro, hot dog, condimenti, frutta e verdura possono parlare, e hanno braccia e gambe, ma non possono essere capiti dagli esseri umani, a meno che gli esseri umani non si ‘facciano’ parecchio di sali da bagno. C’è una scena che lo spiega bene. Sausage Party ha più senso se lo guardate piuttosto che leggendo un qualche tipo di resoconto. E’ essenzialmente Treasury of Atrocious Puns mescolato con Zap Comix e filtrato attraverso la sensibilità adolescenziale di Rogen e Goldberg.

Quando Frank e i suoi compagni scoprono che il loro intero sistema di credenze è una menzogna, la pellicola si ferma per una conversazione sorprendentemente seria tra wurstel e panino sulla religione, la filosofia e le relazioni. Facciamola finita, un’altra commedia targata Rogen & Goldberg, che contava sul talento di Jonah Hill, James Franco, Michael Cera e altri, era stata allo stesso modo particolarmente riflessiva su queste domande nel 2013, ma i risultati erano stati allora ben più divertenti e stranianti. Sausage Party trova il modo di aggiustare anche il conflitto arabo / israeliano, almeno nello Shopwell, suggerendo che i sanguinosi scontri potrebbero essere risolti da un bagel (Edward Norton) e una focaccia lavash (David Krumholtz) lavorando sulla loro reciproca diffidenza…

Gli stereotipi razziali ed etnici non si fermano mai, al punto che Frank/Rogen stesso osserva la sua tendenza a “prendere in giro le nostre differenze in modi immaturi e obsoleti.” E’ qui che gli eccessi di Sausage Party sono meno vicini a quelli di Facciamola Finita e più simili a quelli del non proprio memorabile The Interview, un’opera che ha causato tanti problemi per un risultato tanto sottotono. Ad alcuni comunque potrà piacere senz’altro, ma Sausage Party vira dalle incessanti invenzioni alle care vecchie situazioni un po’ stantie e, quando si è fortunati, ricomincia daccapo.

Di seguito il trailer italiano ufficiale di Sausage Party, nei cinema dal 31 ottobre:

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Titolo
[recensione] Sausage Party di Greg Tiernan e Conrad Vernon
Descrizione
Seth Rogen e soci pasteggiano a base di umorismo alimentare di grana grossa ed esistenzialismo
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Il Cineocchio
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