The Movie Db/10
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24 luglio 2017

[recensione] Science Fiction Volume One: The Osiris Child di Shane Abbess

Quando i migliori cliché del fanta-horror alla Alien e Resident Evil declinano a dialoghi demenziali e assenza totale di coerenza

24 luglio 2017

Prodotto fantascientifico a budget limitato, l’australiano Science Fiction Volume One: The Osiris Child di Shane Abbess (Infini) è connotato da un’estrema singolarità in molte scelte narrative e tecniche, che nella maggior parte dei casi genera solo risultati di una stramberia fastidiosa, che perplimono chiunque guardi, soprattutto chi abbia almeno un’infarinatura di elementi di regia, montaggio e sceneggiatura.

Science Fiction Volume OneLo stesso concept iniziale è farraginoso e confuso; si parte dall’idea di terraformazione di pianeti simili, processo riportato in auge dal recente Alien: Covenant di Ridley Scott, quivi però non in fieri, ma ormai già realizzato con successo da una compagnia terrestre e dai suoi coloni. Poco conta, a quanto pare, come il tutto sia stato realizzato e allo stesso modo lo status quo: in una descrizione tanto stereotipata quanto superficiale e insoddisfacente, la – ovviamente – maligna compagnia e gli insediamenti umani, di cui ci vengono fornite solo panoramiche sbrigative tra una fuga, una rissa e una sparatoria. Tale aspetto avrebbe potuto conferire più pienezza alla narrazione, delineando un panorama più credibile alle spalle dell’azione, ma non è certo l’unico fattore che determini la mancanza di coerenza e quella sensazione di incompletezza che vige in tutto lo svolgimento; l’assenza di linearità risale in primis alle scelte formali, in particolare alla suddivisione in capitoli, che spesso non rispettano una normale consequenzialità temporale, e che approfondiscono determinati mementi topici che porteranno alla disastrosa diffusione di creature sanguinarie e al degenerare degli eventi.

Andando più a fondo nel merito, il sci-fi si apre con un lacrimevole e problematico rapporto padre e figlia: il tenente Kane Sommerville (Daniel MacPherson) porta Indi (Teagan Croft) nelle lande vergini del pianeta a sparare, poi la riporta in citta, dove lei vive da sola, lui torna invece alla base fluttuante dove è costretto a risiedere con gli altri militari. Una lunga tirata in voice over della ragazzina che accompagna l’overtour fa presagire sin da principio funesti sviluppi e un tocco di drammaticità della serie “viale del ricordo”. L’uomo fa ritorno alla facility dell’esercito, si addormenta solo per essere svegliato poco dopo per una terribile crisi in atto, che, dopo vari e sconnessi dialoghi (caratterizzati da un’enfasi che potrebbe competere tranquillamente con il mitico “per un cucchiaio di minestra” della La corazzata Potëmkin di Sergej Michajlovič Ėjzenštejn), si rivela essere un esperimento andato male, un po’ come in Resident Evil. A questo punto Kane parte, disubbidendo agli ordini, nel tentativo di salvare la figlia.

Science Fiction Volume One: The Osiris Child di Shane AbbessUna rescue mission piuttosto convenzionale dunque, il coraggioso genitore affronta una traversata pericolosissima delle pianure ormai infestate, accompagnandosi a strani individui, tra cui il galeotto redento Sy Lombrok (Kellan Lutz) e una coppia di eccentrici sballoni violenti (Luke Ford e Isabel Lucas) arruolati in una bettola per recuperare le armi necessarie alla difesa; la selezione e gli scambi dialettici che precedono la loro affiliazione alla missione sono talmente strampalati da rasentare la farsa, passando dalle minacce con coltello ai baci alla francese con una repentinità da bipolarismo allo stadio terminale. Un crogiolo di accessi e cliché, i finti cattivi giustamente si rivelano in fondo nobili, eroi che infine sono pronti al sacrificio estremo per un’adolescente che mai hanno visto in vita loro, mentre 24 ore prima lanciavano coltelli, attaccavano rissa con chiunque e sniffavano ignote droghe futuriste nei postriboli; per qual motivo questa celere “illuminazione sulla via di Damasco” sia avvenuta, non c’è dato saperlo, solo appena saliti sul mezzo di trasporto scelto per gli spostamenti, abbandonano sconvolgentemente versi ferini e pestaggi per dedicarsi a discorsi ben più impegnati sulla società e sulle sue iniquità.

Science Fiction Volume OneTali singolari e schizofreniche spalle del protagonista, però, non sono l’elemento più improbabile del film, come non lo sono le conversazioni che vorrebbero essere pure tragiche o impegnate, ma non hanno alcuna sequenzialità logica, il meglio è toccato dalla fiera mutante, anzi dalle fiere mutanti, che li inseguono. L’arma biologica è creata dalla maligna compagnia che gestisce la colonia in vista di possibili epurazioni di altri pianeti da colonizzare (insomma una perfidia degna della Umbrella o della Weiland – Yutani), ma a ben vederla sembra un incrocio malriuscito e dilettantesco tra il Licker, il mostro di Doom (che già non brillava per effetti speciali), il kaiju Gamera e i Velociraptor di Jurassic Park, di cui riprende la caccia in gruppo osservando la preda dalle sterpaglie prima di un attacco sincronizzato. Arcano resta il perché un gruppo di sparute e – all’apparenza non troppo – difficilmente eliminabili mutazioni rappresentino un tale pericolo da dover far saltare tutto il pianeta, come si prospetta inizialmente, se non giusto per dar vita a una corsa contro il tempo per la serie La città verrà distrutta all’alba, ma estesa a spazi molto pù ampi e molto meno motivata. A ledere ulteriormente l’insieme, in ultimo, esistono diversi sconnessi flashback e digressioni, come il capitolo dedicato alla prigione, che però invece di rendere il tutto più comprensibile, lo rendono solo più lento.

Se l’idea di suddividere la diegesi in capitoli sfasati per linea temporale, il design della base militare sospesa e qualche dettaglio dell’ambientazione australiana e desolante possono anche aggiudicarsi un certo plauso, non sono sufficienti a controbilanciare il copione, le psicologie dei personaggi, le creature e i combattimenti in generale sono privi di mordente e d’attrattiva, facendoci solo sperare che a questo Science Fiction Volume One non segua un Volume Two!

Di seguito il trailer originale:

Articolo
[recensione] Science Fiction Volume One: The Osiris Child di Shane Abbess
Titolo
[recensione] Science Fiction Volume One: The Osiris Child di Shane Abbess
Descrizione
Quando i migliori cliché del fanta-horror alla Alien e Resident Evil declinano a dialoghi demenziali e assenza totale di coerenza
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Il Cineocchio
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