The Movie Db/10
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20 ottobre 2017

[recensione Sitges 50] Jeepers Creepers 3 di Victor Salva

A quasi 15 anni dal secondo capitolo, il regista riporta in sala la sua creatura, in un deludente terzo capitolo che punta tutto su humor e gore, perdendo ogni traccia di mistero

20 ottobre 2017

Terzo capitolo della saga scritta e diretta dal contestatissimo Victor Salva, Jeepers Creepers 3 è il seguito a distanza di anni dai primi due film di cui si percepiscono immediatamente diversi problemi a livello di produzione, che lo rendono decisamente non all’altezza dei suoi predecessori, di cui pare anzi più che altro una ripresa camp in chiave latamente parodistica.

jeepers-creepers-3-posterEra infatti il 2001 quando fece il suo debutto al cinema il terrificante Jeepers Creepers – Il canto del diavolo, in cui un demone alato e antropofago si aggirava per le campestri strade americane annusando le proprie vittime per scegliere, in base all’odore della loro paura, quelle da mangiare e quale pezzo divorarne, così da rigenerare il suo corpo. Passarono un paio di anni e fu girato un sequel altrettanto valido (con un budget più alto, circa 17 milioni di dollari), incentrato su un gruppo di sfortunati studenti attaccati dalla creatura durante una gita con il loro scuolabus. Infine, annunciato già nel 2006, le riprese del terzo capitolo sono però iniziate soltanto nel 2016 e tale ritardo sembra aver spento la verve del suo autore, tanto che il risultato non sembra nemmeno opera sua.

Sin dalle prime sequenze di JC3 che in principio avrebbe dovuto intitolarsi Jeepers Creepers: Cathedral – difatti, si percepisce che quell’atmosfera orrorifica che aleggiava sulle strade deserte e le chiese sconsacrate dell’America rurale del primo film, o di quella minaccia che si celava nelle distese di grano nel secondo, è andata ora perduta per sempre. A sostituirli, purtroppo per i fan, è un mix tra grottesco, esagerazione e autocitazionismo, che si addicono più all’ennesimo seguito di una serie ormai spolpata e rivolto solo ai fan più sfegatati, teso a monetizzare fino all’ultimo un franchise di successo. Per farla breve, ci troviamo davanti a un prodotto di dubbia qualità, che i più fedeli potrebbero ancora provare ad apprezzare se e quando arriverà straight to video (l’uscita nei cinema americani è stata boicottata, così si è optato per distribuirlo in alcune sale soltanto per una notte, il 26 settembre scorso). Ogni elemento riprende la mitologia e l’iconografia dipanata nei precedenti capitoli, persino l’orizzonte temporale e la chiusura vi rimandano, ma qui non c’è nessun ulteriore approfondimento e/o evoluzione, tutto si ferma a una pirotecnica e insanguinata superficie, virando all’estremo trash & gore, ma perdendo completamente la tensione che prima contraddistinguevano la serie.

jeepers-creepers-3Collocata tra il capostipite e il secondo film, la narrazione si apre a 23 anni dagli eventi del primo: il furgone del Creeper (Jonathan Breck) pieno di cadaveri viene ritrovato dalla polizia e subito scorrono fiumi di sangue: alcuni sono infilzati dal veicolo, che sembra godere di vita propria, altri sono attaccati dal mostro stesso, tutti sono sgomenti e terrorizzati, soprattutto l’ufficiale al comando, il sergente Davis Tubbs (Brandon Smith); deus ex machina oltremodo opportuno, arriva nel frattempo lo sceriffo Dan Tashtego (Stan Shaw), che conosce e bracca il misterioso serial killer soprannaturale da tempo, ma che non riesce a fermare la carneficina né il suo autore, che riesce a scappare appollaiato sul tetto del suo fosco furgone. Principiano qui le peripezie dei due poliziotti, a cui si accoda un team di cacciatori di demoni armati fino ai denti, perfino di mitragliatrici, che approdano a una cittadina rurale nel mezzo del nulla. Quivi, caso vuole, si trova una fattoria sull’orlo del fallimento, in cui vive l’allucinata Gaylen Brandon (una rugosissima e psicolabile Meg Foster) insieme alla nipote Addie (Gabrielle Haugh); la donna però, non è affatto pazza, ma solo visionaria, e ha seppellito in giardino la mano del Creeper, consegnatale dal figlio morente più di vent’anni prima; il moncherino ha incredibili poteri e, se toccato, rivela le origini e la vera natura del mostro stesso. Ovviamente quest’ultimo è lì diretto, come i creeper hunters che lo inseguono, e, altrettanto ovviamente, non si fa problemi a smembrare chiunque incroci la sua strada.

jeepers creepers 3Innumerevoli sono le mancanze di quest’horror, che declina più allo slasher sequenziale tinto di paranormale, ma è in primis – e più d’ogni altra cosa – la sceneggiatura a vacillare. Anzitutto, dettaglio tutt’altro che trascurabile, l’arto reciso dell’essere sembrerebbe uno dei nuclei centrali della diegesi: diversi personaggi lo brandiscono per scoprire i segreti del passato del suo possessore, tutti sprofondano in una strana trance, in cui sospesi per aria hanno la chiara visione di cosa il Creeper sia veramente, e svariate volte viene ripetuto perfino che grazie a tali scoperte sapranno finalmente come ucciderlo per sempre. Eppure, dopo tanta suspense e tante attenzioni, non solo non ci viene comunicato assolutamente nulla della chiave di cotanto mistero, che resta lì solo millantato all’orizzonte, ma tutti i suoi detentori non se ne fanno un bel niente, anzi i più se la portano nella tomba … Altro grande bluff, che finisce ugualmente in fumo, è il gruppo di cacciatori di demoni; presentati come una squadra organizzata, con un addestramento e strumenti paramilitari, che per anni hanno studiato ogni aspetto dell’inarrestabile squartatore volante, una volta entrati in azione sembrano dei dilettanti e vengono sgominati alla velocità della luce.

Jeepers creeper 3 -3D’altra parte, viene molto più rimarcata la forza sovrumana del Creeper, che da cacciatore nell’ombra diviene adesso vero e proprio protagonista ed è assai più presente – anche alla luce del sole – di prima. Così facendo, viene però mostrata fin troppo in dettaglio la creatura, ogni sua espressione e ogni suo gesto (il make-up tra l’altro risente molto delle luci di scena, risultando parecchio posticcio); si perde in tal maniera del tutto quel mistero che l’aveva avvolta e che, proprio per la nebulosità dei suoi contorni, ne faceva un terrificante predatore di cui spesso erano catturati dalla mdp solo alcuni agghiaccianti dettagli, quali gli occhi, le narici che annusano le sue vittime, la figura avvolta dalle tenebre, gli artigli e così via. Ora, fin troppo antropomorfizzato e sarcastico, si aggira con arpioni alla mano all’inseguimento di ragazzini indisponenti in pieno giorno, finendo per divenire grottesco più che spaventoso. D’altronde la parabola del Creeper segue quella dei villain di molte altre celebri saghe del terrore, su tutte Nightmare, che inizialmente puntavano sul terrorizzare davvero gli spettatori, gettando nella mischia solamente qualche lata nota ironica per stemperare la tensione, e a un certo momento invece hanno deciso di ripiegare su sé stesse, in una parodia non richiesta del proprio immaginario e, per compensazione, accrescendo in maniera esponenziale la componente ilare, ematica e truculenta. In chiusura, c’è inoltre, sullo stile degli ultimi capitole di Chucky / La Bambola Assassina, un ritorno ‘a sorpresa’, che apre la strada a possibili ulteriori seguiti.

In definitiva, vista la lunga attesa e le aspettative, Jeepers Creepers 3 rappresenterà probabilmente una delusione per gli estimatori della saga, essendosi fin troppo distanziato dal mood dei suoi antecedenti, seppur potrà trovare una qualche redenzione nella sua nota smaccatamente truculenta.

Di seguito trovate il trailer originale e un clip:

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[recensione Sitges 50] Jeepers Creepers 3 di Victor Salva
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[recensione Sitges 50] Jeepers Creepers 3 di Victor Salva
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A quasi 15 anni dal secondo capitolo, il regista riporta in sala la sua creatura, in un deludente terzo capitolo che punta tutto su humor e gore, perdendo ogni traccia di mistero
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