The Movie Db/10
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11 ottobre 2017

[recensione Sitges 50] Mom and Dad di Brian Taylor

Selma Blair e Nicolas Cage sarcastici e violentissimi nella geniale nella dark comedy horror che massacra lo stereotipo della famiglia perfetta

11 ottobre 2017

Semplicemente geniale! Solo così si potrebbe definire Mom and Dad di Brian Taylor (Crank), in cui la perfetta famigliola tipica del sogno americano viene attaccata con tanta sagacia da eliminare ogni falsificazione e mostrare ciò che nessuno dice, ma che tutti sanno …

Protagonista della storia sono i Ryan, i genitori Kendall (Selma Blair) e Brent (Nicolas Cage), la sedicenne Carly (Anne Winters) e l’ultimogenito Josh (Zackary Arthur). E’ un giorno come un altro, i quattro fanno insieme colazione nella cucina della loro adorabile villetta, il bambino si reca a scuola in bus, la ragazzina in macchina con la genitrice con cui discute perché quest’ultima vorrebbe avere un maggiore dialogo, ma l’altra, più interessata a Facebook, replica con telegrafici “come ti pare!” (o in lingua “whatever …”). La mattinata procede, una va in classe, l’altra in palestra finché strani eventi iniziano a manifestarsi: prima fuori dal liceo di Carly un gruppo di genitori letteralmente assalta i propri figli, poi gli attacchi si diffondono ovunque, infine Brent e Kendall tornano a casa, decisissimi a eliminare la propria amata progenie.

Mom and Dad PosterPresupposto iniziale dei sinistri eventi è un’onda radio – o meglio televisiva in questo caso – alla The Cell, che sblocca un qualche meccanismo di autocontrollo e porta coloro a cui sono sottoposti verso un irreprimibile istinto omicida, ma quivi direzionato solo verso i propri diretti discendenti, contro cui i genitori iniziano a sfogare una ferocia psicopatica, animalesca. Uno stimolo esterno, dunque, che obbliga ad agire contro la propria volontà, compiendo opere indicibili, ma essendo infondo incolpevoli in qualche modo… D’altra parte è inaccettabile bramare la morte dei propri pargoli, non è forse un postulato irrefutabile? Ebbene Mom and Dad, con una notevole dose di cinismo e di’ironia osa interrogarsi proprio su ciò … Anzitutto, la maternità e la paternità sono poi così idilliache? Dietro a una cortina comica si possono nascondere le peggiori e più scomode verità, senza che facciano troppa paura o creino eccessive reazioni nei benpensanti, e una di queste è che alla fine non è poi tanto certo che l’essere genitori sia speciale. Ad affermarlo è Kendall stessa, mentre è seduta a terra nello scantinato a fianco di Brent, dopo aver avuto una tremenda discussione perché lui ha comprato un biliardo senza interpellarla; lui, represso dall’insostenibile quotidianità, replica con un attacco di nervi, poi spacca tutto. Parodia d’una litigata piena d’amarezza, la donna, in lacrime, afferma che alla fine ha rinunciato a tutto per quella che comunemente è considerata un’esperienza unica nella vita muliebre, ma invece è semplicemente tutto capitato. Si tratta di un flashback, uno dei molti che frammezzano i tentativi d’infanticidio scaturiti dalla pazzia, mostrando quanto il ruolo genitoriale non sia poi così allettante come il senso comune professa come un mantra, e mettendo in dubbio con il sorriso se tale raptus sia poi davvero così gratuito o psicotico. Ancor più, le nefandezze e la fastidiosità dei due ragazzini sono contrapposti a più lieti ricordi giovanili, con scorrazzate e sgommate in auto e attimi di spensierato divertimento. Ma anche se a volte non ci si sopporta, ci si deve amare l’un l’altro perché si è una famiglia…

mom and dad cage filmIl grottesco allora è lo strumento con cui a un primo livello si smonta l’ipocrisia diffusa, ma non solo, attraverso di esso si svela insieme il dramma della mezza età, ambedue magistralmente resi dalla coppia di protagonisti. Un’eccezionale Selma Blair è capace di esasperare i sentimenti femminei tanto da risultare farsesca, ma al contempo da mantenere un’innegabile tragicità, un crudele patetismo; è una vittima comica alla Charlot, che cerca di affrontare la sua esistenza di casalinga estremamente frustrata, trascurata da tutti, in tal maniera il cliché sociale viene reso paradossale. Poi c’è Cage a cui si appunta sovente una recitazione solitamente un po’ troppo affettata, manierista, qui invece quello che poteva risultare un difetto è sfruttato alla perfezione; continuamente sopra le righe, la sua calcata espressività diviene lo strumento satirico che colpisce il pater familias, svogliato e depresso, che vive nel ricordo di un passato spensierato e si forza a fingere di essere felice nell’opprimente e noioso status quo. Se eccezionale è il duo nella fasi iniziale, ossia quando sono ancora “normali”, il meglio lo danno però quando si trasformano in killer: l’una ha quel black humor alla Chucky di La bambola assassina, l’altro riesce ad alternare momenti di estrema, quasi inespressiva, stasi a esposioni di brutalità, palesando uno sguardo folle all’altezza di Jack Nicholson in Shining. D’altra parte anche in quel caso, seppur per altri e più paranormali motivi, un uomo non impazziva forse e cercava di eliminare i suoi cari…

Dark comedy da un lato, anche la componente horror è più che riuscita: brillante è in primis l’idea di un qualche stimolo al cervello che sovverte il naturale istinto alla protezione della prole nella sua eliminazione, come d’altra parte accade in certi casi di cattività nel mondo animale. L’escamotage narrativo apre la strada a un livello di violenza da pandemia alla 28 giorni dopo, come nella scena fuori dalla scuola in cui un gruppo di genitori entrano a viva forza dai cancelli e iniziano a inseguire ciascuno il proprio rampollo con ferino slancio, come gli infetti con i superstiti; uno salta addosso la propria vittima come in un placcaggio, l’altro la soffoca con un sacchetto di plastica, l’altro la strozza, il tutto in un girato ipercinetico di cui sarebbe fiero Danny Boyle. Ancor più, è esaltante la parte ambientata in casa, una volta che tutti i Ryan sono riuniti insieme sotto le mura domestiche. In una fantasiosa rassegna di tutti i modi per uccidere, si susseguono battute caustiche a inseguimenti con un pesta carne, tentativi di produrre asfissia con il gas, a sonore coltellate; non sono lesinati peraltro spassosissimi colpi di scena. Infine la sinfonia classica in sottofondo stride assai con le sue note eroiche con gli eventi e, insieme alle battute, acuisce il senso del comico.

Attacco aperto al più condiviso e radicato dei tabù sociali, la famiglia, Taylor ha con Mom and Dad superato sé stesso, mostrando un eccezionale piglio critico e satirico e dando vita a un film esilarante e imperdibile.

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[recensione Sitges 50] Mom and Dad di Brian Taylor
Titolo
[recensione Sitges 50] Mom and Dad di Brian Taylor
Descrizione
Selma Blair e Nicolas Cage sarcastici e violentissimi nella geniale nella dark comedy horror che massacra lo stereotipo della famiglia perfetta
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Il Cineocchio
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