The Movie Db/10
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20 ottobre 2017

Recensione Sitges 50 | The Disaster Artist di James Franco

Nel celebrare ‘The Room’, il peggior film della storia, il regista e attore scrive una lettera d’amore sentita a chi crede nei propri sogni e non molla mai, senza curarsi delle conseguenze

20 ottobre 2017

The Disaster Artist è stato uno dei film più chiacchierati dell’ultimo SXSW Film Festival. L’indaffaratissimo James Franco da tempo si diceva estremamente interessato a portare questa storia vera sul grande schermo e, nonostante i suoi precedenti tentativi alla regia non si possano certo dire memorabili, era indubbia la curiosità in merito a come avrebbe gestito l’incredibile vicenda di Tommy Wiseau e Greg Sestero, artefici della realizzazione del ‘peggior film della storia’, The Room, nel 2003.

the disaster artist poster

Vedere Franco trasformarsi letteralmente – non solo fisicamente, ma anche nella parlata – in Wiseau è di primo acchito sorprendente, anche se la sensazione che stia recitando si affaccia in più di un’occasione. Una prova comunque notevole, ma non uno di quei ruoli in cui l’attore diventa completamente qualcun altro. Lo stesso si può dire di Dave Franco, che veste i panni del miglior amico di Tommy, Greg. Proprio come James, Dave offre una performance solida, divenendo Sestero – specialmente nei capelli – e interpretando la sua parte con grande passione. E’ naturale pensare che il fatto che i due siano effettivamente fratelli nella vita reale abbia favorito il fausto esito, visto quanto è probabilmente stato più semplice in tal modo creare per entrambi un legame credibile tra i due personaggi sullo schermo. A condire la visione ci sono inoltre una tonnellata di camei e tutti funzionano incredibilmente bene. Senza svelare chi si presenti e in quale modo (alcuni si vedono nel trailer comunque), diciamo soltanto che è abbastanza pazzesco che tanti attori noti siano apparsi per qualche secondo nel corso dei 100 minuti di durata. Ci sono anche diverse celebrità che a sorpresa aprono il film come parte dell’introduzione.

Per quanto riguarda gli aspetti tecnici, Franco dirige qui con discreta padronanza e, considerando che ci troviamo davanti a un’opera basata sostanzialmente sul making of di un film la cui sinossi non è affatto importante e con valori di produzione prossimi allo zero, peraltro girato con la mano sinistra e montato peggio, la sua tecnica – non esattamente da maestro, ma qui funzionale – non toglie nulla al genuino godimento complessivo. Anzi, va dato atto al regista/attore di aver investito tantissimo tempo ed energie in questo progetto, un vero e proprio atto d’amore sentito, paragonabile in qualche modo a quello espresso da Tim Burton con il suo Ed Wood nel 1994 (tanto che, a dimostrazione, sui titoli di coda di TDA vengono mostrate fianco a fianco alcune scene di The Room e del rifacimento). Traspare proprio da ogni fotogramma quanto fosse importante per Franco inscenare nel modo più corretto possibile la drammatica vicenda di Tommy e Greg, non soltanto per loro due, ma anche in quanto sicuramente colpito personalmente come artista lui stesso.

The Disaster Artist è fondamentalmente un inno ai sognatori, attraverso la celebrazione dell’amicizia, dell’unità e della passione, che vincono sopra a ogni cosa. Il fatto che Wiseau non sia un grande regista non importa, quando in realtà ha creato qualcosa che ha reso – e continuerà a rendere – felici migliaia di persone, sebbene ci sia voluto più tempo del previsto. La forza del film sta proprio nel non voler prendere di mira The Room – costato la considerevole somma di 6 milioni di dollari e incassandone solo 1.800 all’uscita nelle sale – per essere orrendo, ma piuttosto decidendo di concentrarsi sulle umanissime relazioni che lo hanno portato in vita e mostrare il complesso e doloroso processo della sua produzione.

the disaster artist franco 2017Parte del merito va dato anche alla sceneggiatura scritta da Scott Neustadter e Michael H. Weber, coppia già dietro a successi delicati come (500) giorni insieme e Colpa delle Stelle, che riesce a catturare il trasporto emanato dalle pagine del romanzo alla base The Disaster Artist: My Life Inside The Room, The Greatest Bad Movie Ever Made di Sestero e Tom Bissell. Focalizzandosi molto sul rapporto tra Greg e Tommy, TDA ne acquista in schietto sentimentalismo, soprattutto verso la fine.

In definitiva, TDA, proprio come The Room, è una visione che intrattiene e diverte e il fatto che a ancora oggi nessuno sappia nulla delle origini di Wiseau, la sua età, o come abbia ottenuto i soldi per finanziare il suo film è totalmente affascinante. TDA è una pellicola che celebra il processo della produzione cinematografica, dimostrando che fino a quando si hanno la passione, la forza di volontà e il denaro per farlo, chiunque può girare un film secondo le sue regole e vedere che, per una volta, sceneggiatori, cast e troupe non abbiano semplicemente avuto paura di lodare la bellezza che sta nel realizzare un lungometraggio invece che limitarsi a farsi beffe di una vicenda che avrebbe potuto benissimo prestarsi a tale alternativa, è qualcosa che da sola vale il prezzo del biglietto.

Di seguito il full trailer originale The Disaster Artist:

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[recensione Sitges 50] The Disaster Artist di James Franco
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[recensione Sitges 50] The Disaster Artist di James Franco
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Nel celebrare 'The Room', il peggior film della storia, il regista e attore scrive una lettera d'amore sentita a chi crede nei propri sogni e non molla mai, senza curarsi delle conseguenze
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