20 marzo 2017

[recensione] The Devil’s Candy di Sean Byrne

Il regista australiano riemerge dall’oblio con un horror intriso di metal di cui il protagonista Ethan Embry è il perfetto frontman

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20 marzo 2017
The Devil's Candy film 1

Se siete tra gli appassionati che prestano molta attenzione ai film indipendenti e / o horror australiani, allora probabilmente avrete visto The Loved Ones, il debutto cinematografico di Sean Byrne premiato in molti festival di settore nel 2009 e poi confinato senza tante cerimonie a un’uscita direttamente in DVD dalla Paramount. Il film avrebbe meritato senza dubbio miglior sorte, ma la buona notizia è che è ora approdato su alcune piattaforme il nuovo horror del regista – anch’esso dopo due anni di quasi-oblio, visto che è del 2015 … – ed è altrettanto interessante.

The-Devils-Candy-PosterThe Devil’s Candy gira intorno a una tensione ribollente, mentre Byrne costruisce una storia demoniaca che chiede solo di esplodere in una furia infuocata di orrori infernali ed heavy metal (che lo accomuna vagamente all’altrettanto meritevole Deathgasm). Tuttavia, a impressionare ancora di più è la sua capacità di controllo. Si tratta di uno di quegli horror che vi afferrano alla gola e amano guardarvi contorcere, trascinandovi lentamente ma inesorabilmente verso l’abisso, mentre risuonano dalla casse i riff pesanti dei Metallica.

Ethan Embry interpreta Jesse Hellman, grande appassionato di musica metal e amorevole padre di famiglia (che ricorda molto Matthew McConaughey). E’ un pittore di professione, ma per badare al meglio ai suoi cari è dovuto scendere a compromessi, mettendo da parte il macabro estro personale per realizzare opere su commissione che raffigurano più rassicuranti farfalle. Jesse è però realista e sopporta felicemente queste richieste mediocri, così che sua figlia Zooey (Kiara Glasco) e sua moglie Astrid (Shiri Appleby) possano vivere la vita confortevole che meritano. Sappiamo tutti che i lavori creativi non pagano molto bene, quindi Jesse deve ripiegare su una casa in super sconto e dal passato oscuro – molto più sinistro rispetto alla ‘semplice’ morte di marito e moglie che gli sono stati comunicati al momento della firma. Appena Jesse entra nella nuova casa (corredata da un ampio studio dove può lavorare indisturbato), una sinistra voce – che non è esattamente quella di una Musa – inizia a risuonare nella sua testa, spingendolo a black-out che si traducono tuttavia nelle sue opere più brillanti e allo stesso tempo più inquietanti. Poi Jesse incontra Ray, e il vero male prende forma.

Il non-così-misterioso Ray è interpretato da Pruitt Taylor Vince, che si presenta come la vera forza maligna del film e che anche fisicamente è tutto l’opposto del protagonista, estremamente – e insolitamente per un ruolo del genere – tonico e muscoloso. Vestito perennemente di una tuta rosso acceso, i suoi genitori erano i precedenti proprietari della casa di Jesse – alias i deceduti. Si scopre che l’uomo aveva udito le stesse voci che ora tormentano il pittore, che però nel caso del primo lo avevano spinto a fare “cose ​​cattive”. Ray tuttavia ha provato a opporsi, strimpellando accordi ritmici sulla sua chitarra Gibson Flying V rossa per combattere la cantilena ipnotica trasmessa dalla frequenze del Diavolo in persona (gentilmente concesse dal gruppo di drone doom metal dei Sunn O))))). Se da un lato abbiamo quindi quella che dovrebbe essere la figura centrale della pellicola, dall’altra la performance di Taylor Vince è, come giusto che sia, terribilmente minacciosa – anche se in un qualche modo innocente.

The Devil's CandyLa musica ha poi un ruolo di primo piano in The Devil’s Candy, e non mancano brani importanti licenziati da Slayer e dalla band di James Hetfield e soci. Quando “Killing Inside” dei Cavalera Conspiracy parte sui titoli di testa, l’head-banging sfrenato è quindi un pensiero che potrebbe sfiorare fin da subito lo spettatore più smaliziato. Ray si avvale di esplosioni soniche di brutalità non indifferente per scongiurare il ronzio del Diavolo, mentre per Jesse è l’amore per il metal a formare un importante legame indissolubile con la figlia. Il più delle volte, questo genere viene visto come qualcosa di oscuro – la resurrezione di tutto ciò che è diabolico, se volete – ma diventa anche la linfa vitale pulsante che scorre attraverso tutto ciò che è buono in The Devil’s Candy, incorniciato dalla pittoresca distruzione di una chitarra perpetrata da un infuriato Embry nel più opportuno dei momenti.

Dopo Cheap Thrills, Late Phases e The Guest, l’attore porta a compimento una crescita costante, dimostrando qui tutto il suo potenziale. Sia che stia dipingendo ipnoticamente o cercando ferocemente di proteggere la sua famiglia, l’intensità – e la fisicità – di Embry fanno continuamente capolino da dietro le scompigliate ciocche di capelli inzuppate di sudore. Sulla sua maglietta si legge “Trova ciò che ami e lascia che ti uccida” e la lenta discesa nella lacerante follia che lo attanaglia è palpabile a ogni sua inquadratura. Niente da dire nemmeno sulla Glasco, che interpreta con sorprendente maturità una ragazzina rockettara tosta, ma pur sempre spaventata, e sulla Appleby, che arrotonda la famiglia imprimendo una forte natura materna al personaggio, ma resta Embry l’incarnazione del guerriero metal che non ha la benché minima simpatia per il diavolo.

The Devil's Candy filmBisogna dare ancora una volta a Byrne il credito che merita, perché The Devil’s Candy, nei suoi 80′ scarsi, dimostra che il suo talento non è sparito. Siamo di fronte a un moderno home invasion con protagonisti inconsueti, ma anche a una rivisitazione dei film sulle case infestate che pulsa di energia musicale e in definitiva al ritratto di un serial killer siroluto. Byrne è un artista, e, proprio come gli agghiaccianti dipinti che Jesse trasogna, le sue opere sono gemme che meriterebbero l’apprezzamento di un pubblico più ampio, specie in un periodo come questo, in cui al cinema arrivano quasi esclusivamente prodotti miseri.

Purtroppo, come detto in apertura, la storia sembra volersi ancora una volta ripetere, visto che sono passati già due anni dall’effettiva presentazione di The Devil’s Candy e il regista non sembra aver iniziato alcun nuovo progetto nel frattempo … Auguriamoci solo non debbano passare altri sette anni.

Di seguito il trailer ufficiale di The Devil’s Candy:

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[recensione] The Devil's Candy di Sean Byrne
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Il regista australiano riemerge dall'oblio con un horror intriso di metal di cui il protagonista Ethan Embry è il perfetto frontman
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