10 gennaio 2017

[recensione] The Founder di John Lee Hancock

Michael Keaton cavalca trionfalmente i panni di quello che fu l’usurpatore dei veri McDonald’s

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10 gennaio 2017
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Succede solo dai McDonald

Chiariamo subito una cosa. The Founder ossia Ray Kroc (Michael Keaton) non è il fondatore di McDonald’s. “Founders” ad onor del vero furono i due ingenui fratelli Dick e Mac McDonald (Nick Offerman e John Carrol Lynch), alias i Pinco Panco e Panco Pinco della situazione, titolari di una fiorente panineria per commessi viaggiatori a San Bernardino, nel bel mezzo dell’aridità californiana.

locandina-the-founderFra i suoi tanti avventori, un giorno capita per consegnarne al negozio di hamburger ben otto, un venditore di frullatori cinquantaduenne. Ray Kroc per l’appunto. Illuminato sulla via del Tabasco, il nostro carpisce immediatamente le potenzialità di quegli hamburger prodotti in catena di montaggio, e inizia a sedurre i due morigerati paninari: l’alternativa sarebbe passare il tempo con la moglie Ethel (Laura Dern), eccitante quanto una gita parrocchiale a ferragosto. Kroc infila il piedino di porco nell’affare con discrezione, si propone ai due McDonald per entrarci in società con una percentuale risibile, e soprattutto lasciando ai due diritto di veto assoluto su ogni sua proposta di modifica all’assetto commerciale del fast food. Sembrerebbe un accordo blindato a favore dei due rosticcieri, ma la Storia suggerisce che qualcosa deve essere andato diversamente. E forse quel momento passa per le mani della civettuola Joan Smith (Linda Cardellini) che mescola maliziosa in un bicchiere davanti a Cric Kroc la magica e dolciastra schiumetta bianca del milk shake alla vaniglia, la quale avrebbe tagliato una volta per tutte gli enormi costi di refrigerazione del gelato: perché congelarlo, se puoi riprodurlo all’istante chimicamente?

Il film di John Lee Hancock è un’apologia del capitalismo americano più becero, quasi un documentario su come uno squalo possa al pari del sangue fiutare un filone aurifero e costruirci un impero, passando sopra a tutto. Correttezza, tradizione, famiglia, amicizia, affetti, sentimenti, qualità del cibo, salute vengono sistematicamente spazzati via col sorrisetto umido di Kroc. La sceneggiatura di Robert D. Siegel dal canto suo rasenta la perfezione: spietata e lineare, galoppa fino alla fine senza regalare allo spettatore la soddisfazione di uno straccio di caduta del protagonista; le ali posticce della “M” che figurano dietro di lui sulla locandina evidentemente lo preservano dal Male (a se stesso). Birdman si è messo a beccare le miche di un pane finto, e ci è riuscito benissimo.

Di seguito il trailer ufficiale italiano di The Founder, nei cinema dal 12 gennaio:

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[recensione] The Founder di John Lee Hancock
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Michael Keaton cavalca trionfalmente i panni di quello che fu l’usurpatore dei veri McDonald's
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Il Cineocchio
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