The Movie Db
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11 luglio 2017

[recensione] The War – Il Pianeta delle Scimmie di Matt Reeves

Una conclusione che lascia l’amaro in bocca, tra gli eccessivi omaggi a classici del passato e un terzo atto ridicolo

11 luglio 2017

Moderati SPOILER

Se non vi pesa vedere l’ennesima variazione dell’abusato meccanismo del protagonista buono e giusto, una figura praticamente cristologica, un po’ Mosè e un po’ Gesù, che perde la testa e rivede il suo credo nel momento in cui gli ammazzano qualche membro della famiglia, mettendosi sul piede di guerra e giurando vendetta all’autore dello scellerato gesto, ma poi quando è il momento della resa dei conti si ricorda ovviamente di avere sani principi, perché lui non è certo uguale a chi gli ha fatto del male, ovvero un cattivissimo sadico e spietato, che però in realtà fa quello che fa perché il destino è stato crudele con i suoi cari, solo che al posto di due classici umani qui ci sono un uomo e una scimmia parlante e super intelligente, allora The War – Il Pianeta delle Scimmie di Matt Reeves (le 22 cose da sapere) è il film che fa per voi.

The War – Il Pianeta delle Scimmie posterOk, siete degli guaribili romantici, degli amanti oltranzisti delle trame dagli sviluppi ultraclassici e del citazionismo sfrenato non supportato dall’adeguata profondità drammatica che ci si aspetterebbe. Ci sono però decine di altri cliché e leggerezze di sceneggiatura di Reeves e Mark Bomback, come il passaggio repentino nel giro di una scena – letteralmente – dalla battigia sabbiosa e assolata all’inverno nevoso dei monti, o una bambina che sta per giorni all’addiaccio senza mangiare né dormire, oppure un’inettitudine da parte delle guardie di sicurezza del campo di concentramento dove vengono imprigionate le scimmie che nemmeno in Sturmtruppen, o una fuga da cartone animato peraltro pervasa dalle invasivamente comiche musiche di Michael Giacchino – che comunque applica la par condicio sottolineando nel più patetico dei modi possibile anche le sequenze drammatiche. E se l’epico scontro che deciderà il futuro del mondo – e auspicabile climax della pellicola – si riduce a 15′ di sparatorie ed esplosioni caotiche e militarmente insensate (per farvi un’idea dell’effetto, pensate alla scena in cui Diana Prince nel recente Wonder Woman decide uscire dalla trincea e caricare da sola i nazisti …), se vi sembra credibile che l’umanità sopravvissuta al pestifero virus diffusosi senza freni nel mondo si senta minacciata e non sia riuscita ad eliminare dopo ben 15 anni – e pur avendo a disposizione batterie di missili e addirittura elicotteri d’assalto – una popolazione di scimmie che a stento raggiunge i 500 esemplari complessivi (facciamo anche 1.000 dai), allora The War è proprio il film esaltante che in molti van narrando.

In ogni caso, ritroviamo Cesare (Andy Serkis) che sta cercando di mantenere la sua tribù al sicuro nei boschi della California settentrionale, ma deve vedersela con gli ultimi rimasugli dell’esercito americano, tra imboscate e contro-imboscate che generano massacri da ambo le parti. Ci sono scimmie che aiutano gli esseri umani, a metà tra i collaborazionisti dei lungometraggi sulla seconda guerra mondiale e gli scout nativi americani che lavorano per la cavalleria nei western. Cesare però continua a credere che la violenza non sia la soluzione e che la pace sia possibile. Mostra quindi misericordia verso alcuni prigionieri, rispedendoli dal loro Colonnello fanatico e disperato (Woody Harrelson) per convincerlo a cambiare la sua visione delle scimmie, la cui rivolta ha innescato la fine del mondo. Naturalmente il piano non ha successo, perché il Colonnello McCullough è ormai troppo consumato dall’ossessione e dalle tenebre della sua guerra santa (ebbene sì) per ravvedersi. Vuole a tutti i costi la testa di “King Kong” (già …), il nome in codice per Cesare, tanto da spingersi a compiere un’azione tanto avventata quanto spietata, che porta il leader dei primati a dimenticare il suo mantra ‘scimmie … insieme … forti’ e partire per una missione di vendetta assieme a uno sparutissimo gruppo di fedelissimi, credendo in questo modo di aiutare il suo popolo. Arrivato a destinazione dopo lungo peregrinare, scopre però che le scimmie sono state fatte prigioniere e costrette ai lavori forzati, una scoperta che lo porta naturalmente a cambiare il suo piano.

war pianetaA una prima occhiata superficiale, e considerata la natura sci-fi del film, Cesare potrebbe condividere dei valori con supereroi come Batman o Spider-Man (la tragedia familiare che porta alla volontà di vendicarsi, ma il senso di giustizia/pietà che impedisce di compier fino in fondo il proposito), tuttavia, per chi riesce ad andare oltre i cinecomics, The War ricorda molto di più pellicole western come Gli Spietati e Il texano dagli occhi di ghiaccio. Come Clint Eastwood nel film del 1992, Cesare lotta infatti per trascendere l’oscurità dentro di sé in un modo che Koba (suo rivale in Apes Revolution – Il pianeta delle scimmie) non era riuscito a fare, mentre i punti di contatto con l’opera del 1976 sono addirittura molteplici, dalla morte dei familiari al viaggio con una banda improbabile di compagni, tra cui c’è una ragazza ‘diversa’. Non solo. Come ammesso dallo stesso Reeves, Cesare si evolve in “una figura seminale per la storia delle scimmie e diventa quasi il loro Mosè, per quella che si potrebbe definire una sorta di ascensione mitica”. Curiosamente, in I Dieci Comandamenti del 1956, a cui si allude, la biblica guida era interpretata da quel Charlton Heston protagonista qualche anno dopo del primo capitolo della saga delle scimmie. Ci sono poi chiari riferimenti anche a un altro film biblico/avventuroso, Ben Hur, che seguiva un eroe scacciato con l’inganno e il disprezzo dalla sua vita agiata che ritornava per vendicarsi delle persone che gli avevano fatto del male e che riteneva avessero ucciso la sua famiglia (ricordate chi lo interpretava … ?). E non è finita qui la lotteria degli omaggi. Evidentissimi – a volte proprio palesi – sono i riferimenti anche ad alcuni dei maggiori film di guerra della storia, da Il ponte sul fiume Kwai per il rapporto tra Cesare e il Colonnello ad Apocalypse Now, da La sottile linea rossa per l’approccio più filosofico all’insensatezza della guerra a Platoon, per l’interesse verso l’orrore del conflitto piuttosto che al suo lato eroico. Meglio non pensare invece che il regista abbia davvero preso ispirazione da La grande fuga per l’organizzazione dell’evasione. Immaginate invece qualcosa di simile a Galline in fuga … Tutto molto lodevole nelle intenzioni, ma un chiaro segno di una mancanza di idee originali che si limita a riciclare e rimescolare archetipi di vario genere, affastellando immaginari differenti a scapito di uno sviluppo compatto.

The War – Il Pianeta delle Scimmie 5Matt Reeves e il suo team provano a confezionare una rappresentazione credibile – quasi sicuramente allegorica – di un’America post-pandemica, regredita all’utilizzo di legno e pietre, con scimmie/Apache che viaggiano a cavallo mentre gli ultimi mezzi a benzina vengono usati dai militari. Nessuno però si preoccupa minimamente di raccontare cosa sia successo/stia succedendo al di fuori della California, che diventa così un surrogato dell’intero mondo stesso, o di accennare a come abbia vissuto la popolazione umana nel frattempo (esistono ancora dei civili?). È un film dalla fotografia cupa e ancora più cupo nei toni (almeno nelle intenzioni), alleviato comunque dalla linea comica (è pur sempre PG-13) affidata alla ‘Scimmia Cattiva’ (Steve Zahn) e dall’innocenza della piccola e indifesa Nova (Amiah Miller). L’originale del 1968 – e il libro di Pierre Boulle su cui si basava – era sostanzialmente un’intelligente metafora delle divisioni razziali e, sebbene questa tematica rimanga, Reeves sceglie di appesantire inutilmente la sua storia di elementi fascistoidi, schiavitù e campi di lavoro, tragiche separazioni familiari e non contento ci mette anche la costruzione di un muro … Ci sono poi naturalmente le ulteriori strizzate d’occhio dirette ai capitoli precedenti, dai nomi Cornelius e Maurice (Evans, che ha interpretato il dottor Zaius in due pellicole della serie), alle stravaganti sequenze di personaggi a cavallo lungo una spiaggia deserta, fino alla bambola e a una ragazzina che si chiama come l’interesse amoroso muto di Heston. Ambizioso e filologico, ma in 143′ a qualcuno potrebbe pure venire la voglia di qualcosa di fresco, o almeno di farsi frastornare dalla Guerra di cui si parla nel titolo. Invece bisogna accontentarsi della guerriglia iniziale nella giungla in stile Vietnam, sicuramente tesa e violenta il giusto, e della caciara improvvisata alla fine, peraltro non coadiuvata da una resa dei conti all’altezza tra i due protagonisti. Troppo poco per una pellicola che avrebbe dovuto risolvere definitivamente – e con soddisfazione – la trilogia.

The War – Il Pianeta delle Scimmie 4E così si arriva all’unico vero motivo di interesse di The War, ovvero l’incredibile motion capture. Straordinaria l’umanità che traspare dai volti e dagli occhi senz’anima delle scimmie, o la definizione delle pellicce in qualsiasi condizione ambientale, comprese la pioggia battente e la neve. Serkis ormai padroneggia il personaggio e questa tecnologia (aiutato dalla Weta), ma anche gli altri attori riescono a dare vita a creature che hanno ben poco di ‘artificiale’. Adoratori degli effetti speciali, genuflettetevi.

In definitiva, questa conclusione lascia l’amaro in bocca viste le premesse, affogando nelle sue stesse lodevoli, ma troppo ambiziose, intenzioni (deve restare un giocattolone per tutti da quasi 200 milioni di dollari …). Troppo pesante per chi cerca lo spensierato blockbuster estivo e troppo farfallone per chi vuole un film profondo e capace di lasciare un segno. Adatto però ai completisti più indefessi.

Per chi se lo chiedesse, non ci sono scene extra dopo i titoli di coda.

Di seguito il trailer italiano di The War – Il Pianeta delle Scimmie di Matt Reeves, nei nostri cinema dal 13 luglio:

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[recensione] The War – Il Pianeta delle Scimmie di Matt Reeves
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