The Movie Db/10
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27 settembre 2017

[riflessione] Corso accelerato delle oscenità celate in bella vista nei cartoni animati

Quello dell’Ape Maia è solo l’ultimo caso di messaggio subliminale a sfondo sessuale inserito in un prodotto destinato ai più piccoli, ma la storia è costellata di casi ben più eclatanti

27 settembre 2017

Risale solo a pochi giorni fa lo ‘scandalo’ scatenato dalla presenza di un pene disegnato apparso in una sequenza di un episodio di L’ape Maia disponibile su Netflix (foto qui sopra). Sembra infatti che un artista con un controverso e scabroso senso dell’ironia abbia deciso di inserire tra i normali fotogrammi del celebre cartone il disegno di un membro maschile, fatto che ha suscitato la reazione di uno dei genitori dei giovani spettatori dello show, che adirato si è rivolto alla piattaforma di streaming. Immediatamente quest’ultima è corsa ai ripari e ha eliminato l’immagine in questione e punito l’autore del malaugurato scherzo (che magari è un fan di Fight Club a ben pensarci …). Tuttavia, la burlona pratica di framezzare film d’animazione destinati a un pubblico di minori con frammenti impercettibili di oscenità di varia natura, tra seni nudi e vagine, ha una lunga storia e una certa tradizione, sebbene non tutti siano palesi come il più recente esempio, ma alcuni siano ai limiti dell’invisibile a uno sguardo superficiale.

Bianca e Bernie ToplessNella computa dei riscontri non proprio ‘lampanti’ ricadono diversi film della Walt Disney Company, che è stata più volte al centro di polemiche in tal senso, sin dai tempi in cui imperversavano ancora le VHS. Già nel 1977, con Le avventure di Bianca e Bernie (The Rescuers) di Wolfgang Reitherman, nella scena in cui i due avventurosi roditori volavano sul dorso dell’albatros Orville si vede chiaramente in secondo piano e in più frame la fotografia di una donna in topless. La casa di produzione arrivò addirittura a ritirare tutte le 3.4 milioni di copie uscite sul mercato nel 1999, mentre il medesimo problema non aveva toccato la versione diffusa nel 1992, che era stata tratta da una differente bobina e non aveva pertanto – almeno stando a fonti ufficiali – il medesimo problema.

re leone sessoAltri esempi che richiedono l’uso di una certa immaginazione, ma sempre memorabili, risalgono inoltre ai primi anni ’90, come Aladdin di Ron Clements e John Musker del 1992 e Il Re Leone (The Lion King) di Roger Allers e Rob Minkoff del 1994. In un passaggio in lingua originale del primo, il protagonista sembrerebbe affermare, sconvolgentemente, “Good teenagers take off your clothes” (!!), mentre nel secondo apparirebbe nel cielo che Simba sta guardando sconsolato la scritta “Sex” (o forse si tratta solo di ‘SFX’, riferito agli effetti speciali …).

La sirenetta peneSempre nell’ambigua categoria dell’interpretabile – o dei messaggi sessuali subliminali – risiede un altro titolo iconico della celebre casa d’animazione americana: La Sirenetta (The Little Mermaid) di Ron Clements e John Musker. Il disegno sotto accusa in quel caso è stato direttamente la copertina della VHS del 1990. Una delle “guglie” del castello dorato del re degli abissi e padre di Ariel, Nettuno, ricorderebbe infatti un pene, sebbene ci voglia parecchia malizia per pensare che sia stato intenzionalmente.

monsters & co hardUn falso storico che invece aveva fatto scalpore è quello che riguarda Monsters & Co (Monsters, Inc.) di Pete Docter e Lee Unkrich, in cui si pensava fosse stato nascosto un disegno di “Uncle Roger and Mommy” impegnati in una scena di sesso sul muro della stanzetta di Boo. Dopo una ricerca veloce (l’era di Internet in tal senso ha aiutato) si è però presto scoperto che l’immagine era stata creata ad hoc da Corey Vaspasiano appositamente per un concorso di editing digitale per il sito web Cracked, in cui gli utenti erano stati invitati a inserire Easter Egg vietati ai minori in film per bambini.

Fievel conquista il West peneAnche la Universal Pictures ha avuto comunque i suoi grattacapi nel 1991 con Fievel conquista il West (An American Tail: Fievel Goes West), che narra le avventure di un topolino che migra nel Nuovo Mondo in cerca di fortuna. Nella fattispecie, la sequenza in questione è quella in cui la dolce Tanya Mousekewitz canta “Dream to Dream” e, ingrandendo – e andando frame by frame – sulla piccola cantante, si vede proprio il disegno di un membro maschile, messo lì a mo’ di microfono! Pochi dubbi in questo caso sul significato nascosto …

Chi ha incastrato Roger Rabbit Jessica Rabbit vaginaInfine, per chiudere in bellezza, c’è il caso decisamente più scabroso di Chi ha incastrato Roger Rabbit (Who Framed Roger Rabbit, 1988) di Robert Zemeckis, in cui abbiamo una visione ai limiti del panoramico delle parti intime della provocante – non a caso … – Jessica Rabbit, dopo che lei e Bob Hoskins rimangono coinvolti in un incidente d’auto. Anticipando di qualche anno Basic Instinct, qualcuno degli animatori ha pensato di fare un ‘regalo’ agli spettatori più perversi, decidendo di eliminare le mutandine della bella rossa mentre fluttua nell’aria.

Se dunque l’Ape Maia ha ridestato gli spiriti dei benpensanti, non è certo la prima volta che qualche oscenità appare in un cartone animato e probabilmente non sarà nemmeno l’ultima. Discorso ovviamente differente per tutta la produzione animata dedicata esclusivamente e già in partenza a un pubblico adulto. Se vi interessa approfondire questo aspetto, consultate il nostro dossier in quattro parti dedicato appunto alla Storia dell’animazione per adulti (Parte I, Parte II, Parte III, Parte IV).

Di seguito alcuni dei filmati incriminati:

Articolo
[riflessione] Corso accelerato delle oscenità celate in bella vista nei cartoni animati
Titolo
[riflessione] Corso accelerato delle oscenità celate in bella vista nei cartoni animati
Descrizione
Quello dell'Ape Maia è solo l'ultimo caso di messaggio subliminale a sfondo sessuale inserito in un prodotto destinato ai più piccoli, ma la storia è costellata di casi ben più eclatanti
Autore
Nome del publisher
Il Cineocchio
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