7 giugno 2017

[riflessione] Il complicato arrivo in Occidente di Il mio vicino Totoro

L’iconica pellicola animata dello Studio Ghibli firmata da Hayao Miyazaki non certo ha avuto un immediato successo negli Stati Uniti o in Italia

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7 giugno 2017
totoro

Il mio vicino Totoro (となりのトトロ Tonari no Totoro) è senza dubbio uno dei più significativi film d’animazione non occidentale della storia del cinema e ha lasciato un segno indelebile nell’immaginario collettivo. La pellicola giapponese, prima prodotta dallo Studio Ghibli e diretta dal maestro Hayao Miyazaki però, non è subito stata un successo planetario, anzi, dalla sua uscita in patria nel lontano 1988 sono dovuti passare anni prima che giungesse a noi e avesse il giusto riconoscimento. Infatti, se oggi il mitico personaggio di fantasia è riconoscibile immediatamente dai bambini – e non solo – di tutto il mondo, è diventato il marchio della casa di produzione nipponica e una delle sue più redditizie proprietà intellettuali, in principio ha rischiato di rimanere “relegata” al solo contesto natio; tuttavia ciò che davvero vale, alla fine trova sempre la strada per il successo in un modo o nell’altro …

Per quanto concerne itotorol debutto internazionale di Totoro, in un certo senso esso risale al 1989, quando il film, adattato per un pubblico anglofono dalla Streamline Pictures, aveva iniziato a “librarsi nei cieli”. Infatti, non avendo assolutamente trovato ai tempi una distribuzione non autoctona per il cinema, il primo luogo dove gli spettatori occidentali poterono accedere al capolavoro fu appunto in alta quota, sulle lunghe tratte degli aerei della flotta della Japan Airlines. Successivamente, era il 1993, la Fox finalmente decise di acquisire i diritti per la distribuzione dell’anime e lo doppiò per una versione straight-to-video. Forse per questioni culturali, oppure semplicemente per mancanza di un’adeguata campagna pubblicitaria, i risultati in un primo momento furono deludenti, ma pian piano iniziò a ritagliarsi un suo pubblico, probabilmente dovuto a un proficuo passaparola. E così, My Neighbor Totoro, divenne un classico e il resto è storia.

Ma è proprio a questo punto che entrò in scena la Walt Disney Pictures che, una volta arrivato il successo e subodorati i profitti, nel 2004 firmò un contratto per acquisire i diritti di distribuzione del film. D’altra parte non si è trattato della prima volta i cui la casa di Topolino entrava in rapporti con lo Studio Ghibli, con cui già diversi anni prima il colosso dell’animazione aveva stretto delle relazioni commerciali (nello specifico nel 1998, per Kiki – Consegne a domicilio / 魔女の宅急便 Majo no takkyūbin, sempre diretto da Miyazaki). Strana coincidenza, anche quest’ultimo era stato in precedenza doppiato in lingua inglese dalla già citata Streamline Pictures.

Tornando a Totoro, una volta acquisito, la Disney decise di ridoppiarlo con le voci di attori conosciuti, così da rilanciare il titolo attraverso una ben studiata campagna pubblicitaria. La scelta per incarnare, almeno vocalmente, le due piccole protagoniste Satsuki e Mei ricadde dunque su due stelline hollywoodiane, ovvero le sorelle Dakota ed Elle Fanning, mentre per la creatura boschiva del titolo fu assoldato Frank Welker, famoso per aver fornito la favella a Scooby-Doo. Se soggettiva è indubbiamente la preferenza per l’una o l’altra edizione, ossia quella Fox e quella Disney, gioca a scapito della seconda l’eccessiva umanizzazione del mitologico animale, che certo può stonare con la visione e l’intento originari di Miyazaki, facendo storcere ai puristi anglofoni il naso.

totoro 5Per concludere la disamina, è necessario anche un discorso specifico per il mercato italiano, in cui la distribuzione dell’anime non è certo stata più lineare, né più pronta. Una prima traduzione era stata voluta dalla Buena Vista International – curata da Gualtiero Cannarsi (che scrisse i testi anche di un paio di canzoni presenti nella colonna sonora, affidata nell’originale a Joe Hisaishi) nel 1997 – in vista di un’uscita poi in realtà mai avvenuta. In tale contesto erano state reclutate per Satsuki e Mei rispettivamente Letizia Ciampa e Erica Necci, mentre Pino Insegno avrebbe prestato la propria voce a Totoro. Tuttavia dovettero passare parecchi anni e per un’uscita ufficiale italica – almeno in homevideo – si è dovuto aspettare fino al dicembre del 2009, quando la Lucky Red acquistò i diritti per la distribuzione e affidò un nuovo doppiaggio, più fedele a quello giapponese, ancora una volta a Cannarsi, Ciampa e Necci, mentre per il simpatico demone degli arbusti fu chiamato Vittorio Amandola. In occasione del 30º anniversario dello Studio Ghibli, la Lucky Red ha poi proposto finalmente nei cinema Il mio vicino Totoro nel dicembre del 2015.

Quel che è sicuro è però che, qualsiasi sia il doppiaggio, giapponese, inglese o italiano, Il mio vicino Totoro resta un capolavoro intramontabile. Di seguito un video che mette a confronto i due doppiaggi americani:

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[riflessione] Il complicato arrivo in Occidente di Il mio vicino Totoro
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L'iconica pellicola animata dello Studio Ghibli firmata da Hayao Miyazaki non certo ha avuto un immediato successo negli Stati Uniti o in Italia
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Il Cineocchio
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