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23 dicembre 2017

Stephen King su La Torre Nera: “In media res e PG-13 gravi errori; nessuno mi ha ascoltato”

L'autore della saga fantasy ha spiegato quelli che per lui sono stati i motivi del clamoroso fallimento dell'adattamento cinematografico con Idris Elba e Matthew McConaughey

Se il 2017 sarà ricordato come uno degli anni più importanti per Stephen King – almeno di riflesso -, non è altrettanto vero che sia stato tutto rose e fiori. Al di fuori dell’incredibile successo al botteghino del nuovo adattamento cinematografico di IT e del buon riscontro di Il Gioco di Gerald su Netflix, la chiusura della serie The Mist e soprattutto La Torre Nera (la nostra recensione) sono stati grosse delusioni, anche al botteghino nel caso del secondo (111 milioni di dollari nel mondo a fronte di un budget di 60), tanto che l’intero universo fantasy pianificato è ora in rovina e senza futuro. King è stato incredibilmente solidale durante la promozione del film diretto da Nikolaj Arcel con Idris Elba, Matthew McConaughey e Tom Taylor, ma ora, dopo le prime perplessità già condivise in settembre, ha elaborato meglio quali sono per lui i motivi del flop:

Mi sono piaciute tutte le persone coinvolte nel film e mi sono piaciute alcune delle scelte di casting. Ho apprezzato Modi Wiczyk, il produttore, il regista, tutti quanti. Quindi sapete che sto sempre attento a ciò che dico a riguardo. Ma lo dirò, ok? Il vero problema, per quanto mi riguarda, è che si sono addentrati in questa pellicola e penso che questo fosse più o meno un editto dello studio: questo sarà un film PG-13. Sarà un film di successo. Vogliamo grosso modo assicurarci di coinvolgere le persone dai 12 anni fino a qualunque sia l’età target. Diciamo da 12 a 35 anni. Questo è ciò che vogliamo. Quindi deve essere PG-13, e quando lo hanno girato credo che abbiano perso un sacco della durezza racchiusa nell’opera letteraria ed è diventato qualcosa a cui la gente si è avvicinata e ha detto ‘beh sì, ma in realtà non è niente che non abbiamo visto prima’. 

Non solo la Warner ha annacquato gli aspetti cupi e misteriosi nel film, ma la sceneggiatura approntata ha sostanzialmente distrutto la struttura dei libri di King, scaraventandoci nel bel mezzo dell’intera storia.

Il re del brivido ha quindi rivelato di aver espresso tale preoccupazione, che però non è stata ascoltata:

Era anche stata presa la decisione di iniziarlo praticamente nel mezzo [dei racconti], e quando hanno effettivamente realizzato il film avevo dei dubbi a riguardo fin dal principio e li ho espressi, ma non sono andato molto lontano. A volte, quando le persone hanno deciso – il team creativo che sta per andare a girare un film – è un po’ come colpire con un pugno un muro di gomma, capite? In realtà non fa male, ma non vai da nessuna parte. È solo una specie di rimbalzo. E pensavo tra me e me, ‘beh, la gente sarà davvero confusa da questo aspetto‘, e lo è stata. Quindi c’è stato anche un po’ di questo problema. 

King non è certo l’ultimo arrivato e se è vero che teoricamente non dovrebbe intromettersi in questioni che non lo riguardano strettamente come la realizzazione di un lungometraggio, è terribilmente frustrante leggere che i suoi consigli e opinioni siano state completamente ignorate come venissero da un fan qualunque.

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Stephen King su La Torre Nera: "In media res e PG-13 gravi errori; nessuno mi ha ascoltato"
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