Horror & Thriller

Tra le pieghe del tempo | John Carpenter nel 1999: “A Hollywood si pensa solo al profitto; meglio i registi malleabili”

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Il regista già 20 anni fa si scagliava contro il sistema degli studios americani, accusandoli di non dare valore alla creatività e peso agli autori veri

Presto ritroveremo il suo nome tra i credits dell’undicesimo capitolo cinematografico di Halloween, in arrivo nei cinema il prossimo 19 ottobre, tra i produttori esecutivi e molto probabilmente per la colonna sonora. Tuttavia, come tristemente ogni appassionato sa più che bene, John Carpenter non gira un film dal lontano 2010, anno di uscita di The Ward – Il reparto, che, ad oggi, resta il suo ‘testamento’ artistico, nel bene o nel male.

Già nel novembre del 1999 però, ospite di una retrospettiva a lui dedicata dal Festival di Torino, il regista americano allora 51enne dichiarava nel corso di un’intervista con Bruno Ventavoli della Stampa tutta la sua insofferenza – reciproca – per il sistema hollywoodiano:

Incontro giovanotti che mi propongono storie di persone che mangiano vetro e fanno stranezze … Insomma, mi considerano un buono a nulla.

Spingendosi oltre, John Carpenter commentava poi candidamente il suo rapporto burrascoso con Hollywood:

Ho sempre avuto problemi di comportamento con l’autorità. Se uno Studio desidera che io faccia qualcosa, lo faccio. Se me lo impone, mi rifiuto. Hollywood, dagli anni ’80, è nelle mani dei finanzieri, di Wall Street. Il cinema produce profitti, non creatività. Io invece sono un regista ruvido, voglio avere il final cut, privilegio ormai raro. Oltre a ciò non sempre i miei film sono andati bene negli incassi. Dunque non vedo perchè debbano cercare me e non Steven Spielberg. Piacciono i registi che si sono formati nella pubblicità, nei videoclip musicali. Non sono autori, non pensano alla storia, sono concentrati solo sulle immagini e sono molto malleabili.

Da lì a poco avrebbe cominciato le riprese di Fantasmi da Marte (Ghosts of Mars), film che sarebbe uscito nel 2001 incassando soltanto 14 milioni di dollari nel mondo a fronte di un budget di 28 milioni e relegando Carpenter all’oblio per altri 10 anni (salvo l’intermezzo dei due episodi dell’antologia Masters of Horror nel 2005 e nel 2006).

Fonte: La Stampa

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