24 novembre 2015

Will Smith ha rivelato le ragioni per cui ha rifiutato il ruolo da protagonista in Django Unchained

A quanto pare l’attore aveva opinioni molto differenti da Quentin Tarantino su quale avrebbe dovuto essere il messaggio di fondo della pellicola

FacebookTwitterPocketInstapaperEmailPrint
24 novembre 2015
will_smith

Ai tempi di Django Unchained Quentin Tarantino aveva pensato, come sua prima scelta per il protagonista, a Will Smith. Tuttavia qualcosa andò storto, l’attore rifiutò la parte e Tarantino optò per Jamie Foxx, che fece peraltro un ottimo lavoro nella resa del personaggio.

Rimane il dubbio sul perché Smith si sia tirato indietro; ai tempi si diceva che questi avesse detto di no al progetto per timore che danneggiasse la sua immagine ‘intonsa’, problematica che pare non tangerlo più ora, vista la sua partecipazione come villain-protagonista alla ventura pellicola firmata Warner Bros. Suicide Squad. Una seconda versione era legata al fatto che secondo Smith il vero epicentro del film fosse il personaggio di Christoph Waltz e non Django. Anche in questo caso però la scusa appare debole. Ora pare che sia saltata fuori una nuova motivazione.

In un’intervista durante una tavola rotonda con THR per l’imminente stagione degli Oscar, in cui Smith stava promuovendo il suo drama Concussion, è infatti venuta fuori una terza possibile motivazione -anche questa peculiare- della sua decisione riguardante il ruolo in Django Unchained: “Ha riguardato la direzione creativa della storia. Quest’ultima per me era la migliore che si potesse desiderare: un ragazzo che impara a uccidere per riavere sua moglie, che è stata catturata e fatta schiava. L’idea era perfetta. Ed è stato proprio in questo che Quentin ed io abbiamo avuto punti di vista differenti”.

Andando più a fondo, l’aspetto su cui parrebbe che l’attore non potesse proprio concordare con il regista era l’epicentro della trama: “Avevo una gran voglia di prendere parte a questo film, ma ho sentito che l’unico modo per poterlo fare sarebbe stata se si fosse trattato di una storia d’amore, non di vendetta”. L’attore ha poi terminato commentando i recenti terribili atti terroristici di Parigi: “Non possiamo guardare a ciò che è accaduto a Parigi e voler f**e [sic.] qualcuno per questo. La violenza genera violenza. Non riuscivo a connettermi con [l’assunto] ‘la violenza è la risposta’. L’amore dovrebbe esserlo.”

Si è trattato quindi di due inconciliabili accezioni esistenziali…. Di sicuro se il film fosse stato incentrato sull’amore e non sulla vendetta ne sarebbe uscito qualcosa di molto diverso e – forse- non molto nelle corde del regista di Kill Bill.

Articoli correlati

Inserisci un commento