25 ottobre 2016

10 cose da sapere sulla stagione 3 di Black Mirror

Dopo alcuni anni di attesa, Charlie Brooker approda su Netflix con 6 nuovi episodi che esplorano ancora una volta il pericoloso rapporto tra la gente e la tecnologia. Siete pronti ad attraversare lo specchio?

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25 ottobre 2016
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Black Mirror, miniserie antologica britannnica già cult sui lati oscuri della tecnologia, è da qualche giorno approdata su Netflix con una nuova stagione, realizzata negli Stati Uniti per il canale di streaming. Come per le prime due season e lo Speciale di Natale, si tratta anche qui di episodi autoconclusivi, ciascuno incentrato su un aspetto 3.0 della nostra società, richiamando sin dal titolo lo specchio nero degli schermi dei diversi dispositivi: televisione, telefonino e così via. Dopo la trasmissione dell’ultimo episodio dei sette progettati (tre per ciascuna stagione andata già in onda, più il Christmas Special) i numerosi fan dello show hanno iniziato quindi a spasimare per nuove vicende ideate dal geniale Charlie Brooker.

E finalmente, dopo una lunga attesa (White Christmas risale al dicembre 2014), sono ora online ben 6 nuovi episodi, dei quali sono protagonisti tra gli altri Bryce Dallas Howard, Alice Eve, Wyatt Russell, Gugu Mbatha-Raw e Kelly Macdonald.

Ecco le 10 cose da sapere su Black Mirror, svelate dall’ideatore e dalla produttrice Annabel Jones durante il Television Critics Association’s Press Tour:

black-mirror-stagione-3-41) La tecnologia non è il Male, lo siamo noi. Se a una prima e più superficiale analisi potrebbe sembrare che lo show demonifichi i nuovi media e i mezzi di comunicazione, andando più a fondo si comprende che non sono altro che strumenti in mano all’uomo. E’ quest’ultimo che decide come usarli, in mano sua divengono congegni di aiuto del prossimo, o della sua distruzione.

Brooker ha spiegato:

Penso che sia più incentrato sugli effetti collaterali. Noi non tendiamo alle corporazioni o ai marchingegni malvagi. Sono un fan della tecnologia in generale. Io non sono come Statler e Waldorf [i due Muppets brontoloni], che agitano il pugno contro un App Store – beh, a volte lo sono… Le nostre storie tendono a essere in primo luogo storie umane riguardanti un dilemma in cui la tecnologia spesso facilita la caduta di un personaggio.

La Jones ha aggiunto:

Si tratta molto più di un dramma antropologico, della storia di esseri umani. La tecnologia non è il male. E uno strumento facilitatore, ma spesso la vera questione è quello che stiamo facendo. Quindi è tutto ad opera di individui. Dobbiamo proprio condividere tutto all’ossimoro? Non abbiamo forse più alcun senso di privacy? Siamo noi i colpevoli.

2) Questa stagione va indietro nel tempo a indagare le origini del fenomeno. Troviamo la prima ambientazione “d’epoca” mai realizzata nello show, di norma locato nel presente o addirittura nel futuro. Stiamo parlando di un episodio riguardante gli anni ’80. Brooker ha chiarito la scelta dicendo: “Questo capitolo è stato realizzato pensando a quello che gli spettatori non si sarebbero mai aspettati da Black Mirror, un episodio storico“.

black-mirror-stagione-3-33) Si affrontano anche i social media, ovviamente… Facebook, Snapchat, Twitter e simili hanno cambianto le nostre esistenze, non c’è dubbio, portando spesso gli individui a spettacolarizzare la propria vita, spesso dimenticandosi di viverla davvero. Fenomeno attualissimo, nella serie c’è un episodio totalmente focalizzato su di essi e altri che in qualche modo toccano l’argomento.

Brooker ha spiegato:

E’ interessante. Pensando ai social media, sono uno strumento immensamente potente, per cui sono totalmente a favore. Penso siano incredibili. Si tratta di uno strumento potente, e noi, come specie, stiamo ancora apprendendo utilizzarlo a pieno. E’ come se ci fosse cresciuta una coda in più o qualcosa del genere, e abbiamo inavvertitamente colpito e rovesciato tutti i mobili. Siamo ancora, credo, ad uno stato animale per ciò che riguarda la gestione delle conseguenze di questi strumenti miracolosi che abbiamo inventato. Questo è il nostro campo di interesse. Abbiamo un [episodio] in cui i social media sono effettivamente al centro nello scioglimento di un mistero, mentre probabilmente un paio di altri sono abbastanza esplicitamente sui social media.

4) Ogni episodio si rifà a un genere diverso. Black Mirror fa costantemente riferimento al mondo della sci-fi, in particolare con episodi ambientati in un futuro distopico o attraverso forme visionarie di tecnologia. In passato, il suddetto genere era un tratto condiviso da tutti gli episodi e un buon richiamo per il pubblico. Ora, con l’aumento del numero di storie affrontate, ognuna di esse può essere orientata a un genere specifico. “Adesso che abbiamo realizzato 6 episodi per questa stagione, ci può essere molta più varietà”, ha detto la Jones. “Così ci avventuriamo in diversi generi. Uno è il procedurale. Abbiamo anche una storia d’amore. Abbiamo un thriller. [Abbiamo] quello che noi chiameremmo ‘kitchen sink’ – questa è una definizione prettamente britannica per una storia fortemente radicata nel territorio (inglese). Quindi esiste una grande varietà di tipi, ma sussiste una coerenza nel tono [generale]. Inoltre Brooker ha aggiunto che sono presenti anche una storia di guerra, una horror diretta da Dan Trachtenberg (10 Cloverfield Lane) e una satira sociale firmata da Joe Wright (Pan). E sì, se siete stati attenti avrete notato che si tratta di sette generi per sei episodi, quindi in uno di essi ne coesistono due insieme…

black-mirror-stagione-3-15) Un episodio è una sorta di reunion del team della serie TV Parks and Recreation. Oltre ai sopracitati Wright e Trachtenberg, ci sono altri e più inaspettati nomi che hanno collaborato su Black Mirror: si tratta dei creatori della comedy Parks and Recreation Mike Schur e Rashida Jones. I due infatti secondo Brooker “erano fan dello show, e il sentimento era reciproco”, così sono saliti a bordo del progetto, in veste di sceneggiatori, in Nosedive, che è interpretato da Bryce Dallas Howard e Alice Eve e diretto da Wright. Questo capitolo satirico si pone l’interrogativo dell’identità di ciascun individuo nell’era dei social media e, sebbene con una nota ironica, descrive uno scenario “da incubo”.

6) Il sesto capitolo è addirittura un intero film. Dat0 che questa volta è prodotto da Netflix, non sussistono più vincoli di tempo. In genere si tratta di un format della durata di un’ora, ma la regola è fatta per essere infranta, perciò perché non sbizzarrirsi e confezionare addirittura un film di 90 minuti? Ad approfondire i motivi di tale scelta è la Jones, che ha asserito:

Uno degli aspetti migliori di essere su Netflix è ovviamente che la lunghezza e la durata sono decise in base alle necessità della storia. Pertanto uno degli episodi è di 90 minuti, perché doveva essere così, ed è stato pensato in questo modo. Quindi è lasciata moltissima licenza creativa e trasmesso un notevole senso di libertà. E’ molto liberatorio navigare su questa piattaforma quando si vuole e vedere [i programmi desiderati] quando si ha voglia.

black-mirror-stagione-3-47) Si parla anche della violenza della polizia. Negli ultimi anni, più che mai, ha avuto una notevole risonanza l’uso delle maniere forti da parte delle forze dell’ordine (specie in America). A trattare tale problematica è proprio l’episodio di 90 minuti, ” un procedurale con Kelly Macdonald”, che “tratta della società, del nostro modo di comunicare, della diffusione di un messaggio di rabbia on-line e delle sue conseguenze”. In tale frangente la tecnologia è lasciata in secondo piano ed è privilegiato un discorso sulla società post-contemporanea e i suoi problemi. D’altra parte, sempre a detta dello showrunner, “il mondo reale è così sconvolgente, caotico e bizzarro al momento, che la nostra [vera] sfida è per così dire di interfacciarci con esso in modo creativo”.

8) Ciò che ci viene mostrato non va preso “troppo seriamente”. Sebbene paradossale e critica, Black Mirror è pur sempre una black comedy. Stando a Brooker infatti, permane una componente ilare, essendo lui “conosciuto come artefice di commedie e simili” in patria. Negli USA però, lo humor – un po’ cupo – britannico non viene molto ben compreso e condiviso, anzi viene riletto in chiave decisamente più seriosa.

Si contrappone tuttavia la Jones, che rappresenta l’altra faccia della moneta: “Se Charlie sta ridendo ed io piangendo, allora so che abbiamo ottenuto un buon episodio!”.

black-mirror-stagione-3-69) Gli episodi sono troppo intensi per un binge watching. Bemché la pratica entusiasmi tutti i divoratori di serie televisive di qualità, compresi i sottoscritti, è comprensibile ritenere che Black Mirror faccia eccezione, per estensione temporale, ma soprattutto per l’impatto sull’equilibrio psichico del pubblico. Ad ammetterlo Brookerd stesso che ha spiegato:

Non so se possiamo essere davvero uno show da binge-watching, perché [guardarlo] è un po’ come essere investiti da una macchina. Quante volte si può ottenere investiti da una macchina in un solo giorno? Non so quanti tra gli spettatori guardino un episodio dopo l’altro con noi, perché vi diamo un inizio, un centro e una fine. Non la tiriamo per le lunghe. Il nostro approccio con lo show è un po’ quello simile a un piccolo festival di cinema, in fondo è come se dessimo sei biglietti per sei film ad un festival del cinema.

10) Perfino per Black Mirror Donald Trump è troppo bizzarro! La serie ha affrontato in passato tematiche quali la politica (britannica), prevedendo scenari surreali, ma perfino per questo show è troppo inverosimile una star di reality / candidata alla presidenza degli Stati Uniti. Brooker, approfondendo l’argomento, ha dichiarato:

Noi in realtà non ci occupiamo della situazione politica americana in questi episodi. Grazie a Dio, in un certo senso, non lo abbiamo fatto, perché è diventato così bizzarro nel corso degli ultimi sei mesi che non saremmo stati capaci di prevedere quello che sarebbe successo! Non avremmo mai potuto pensare a qualcosa di folle quanto lo è la direzione generale che la politica sta prendendo. Cerchiamo di rimanere un passo avanti rispetto alla stranezza del mondo, il che è sempre più difficile.

Siete ancora indecisi? Guardate il trailer allora, saprete subito cosa fare dopo!

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