11 maggio 2017

49 cose da sapere di Alien: Covenant di Ridley Scott

Dai personaggi al creature design, dalla trama ai punti di contatto coi precedenti film, tutto quello che è necessario sapere sul nuovo capitolo della saga fanta-horror iniziata nel 1979

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11 maggio 2017
alien covenant

Da oggi, 11 maggio, è nelle sale Alien: Covenant (la nostra recensione), diretto come il suo predecessore del 2012 Prometheus dal padre della longeva saga fanta-horror, Ridley Scott.

Il nuovo capitolo è incentrato sull’equipaggio dell’astronave colonizzatrice Covenant che scopre ciò che sembrerebbe un paradiso inesplorato, ma che in realtà si rivela un mondo pericoloso con un solo abitante sopravvissuto: l’androide David (Michael Fassbender). Nel cast della pellicola troviamo Katherine Waterston, Billy Crudup, Danny McBride, Demián Bichir, Carmen Ejogo, Amy Seimetz, Jussie Smollett, Callie Hernandez, Nathaniel Dean, Alexander England e Benjamin Rigby. Infine si rileva la fulminea “comparsa” di James Franco, che incontriamo nel cortometraggio prequel The Last Supper/L’ultima Cena, un simile destino tocca anche a Noomi Rapace, quivi solo “presenza” marginale e protagonista del secondo corto/antefatto Prologue: The Crossing (in chiusura).

alien-covenant-posterSe volete arrivare assolutamente preparati alla visione e conoscere tutto sui personaggi, le creature, i costumi e gli effetti speciali dell’ultimo sequel/prequel della longeva serie iniziata nel 1979, scoprite di seguito le 49 cose da sapere di Alien: Covenant:

1) Questo capitolo della saga si svolge 10 anni dopo gli eventi di Prometheus.

2) L’equipaggio della Covenant non ha idea di ciò che è accaduto a quello della Prometheus.

3) E’ un film R-rated vietato ai minori, e il trailer dà un’idea del perchè …

4) Se, inoltre, da una parte Scott ha voluto riavvicinarsi al materiale originario del capostipite del ’79, il sequel continua a esplorare l’idea del mito della creazione introdotta in Prometheus.

5) Il produttore Mark Huffman ha detto che David è sempre stato destinato a rappresentare il collegamento tra i due film, asserendo: “Era un grande personaggio sin dal principio, quindi è adatto ed è ragionevolmente indistruttibile. Quindi, può sopravvivere moooolto a lungo”.

6) Il produttore ha anche confermato che la Weyland Corporation (ora Weyland-Yutani) è ancora presente nel film, ma con una dinamica “meno” incentrata su interessi della Compagnia vs. interessi degli esseri umani.

7) Un ricercatore di film è stato assunto per mettere insieme un documento di 8-10 pagine sulle regole dell’universo di Alien; la maggior parte dal primo Alien, mentre i due crossover di Alien vs. Predator non sono stati presi in esame, dacché hanno preso una strada molto differente.

8) Covenant è il primo capitolo di una nuova trilogia, che in un moto circolare si ricongiungerà con l’inizio di Alien.

alien covenant9) Scott ha voluto tornare a investigare la mitologia di Alien perché nessuno aveva esplorato chi avesse creato gli Xenomorfi, stabilendo che questo “speciale tipo di creatura” non avesse ancora detto tutto quello che avrebbe potuto.

10) Fassbender ha dichiarato che Walter non ha difetti particolari o punti deboli e che rispetto agli altri androidi apparsi nei film precedenti è più simile a Bishop che ad Ash.

11) Al contrario, David ha passato gli ultimi dieci anni senza alcun tipo di manutenzione, per cui le sue qualità “umane” sono cresciute nel tempo e “sono una parte di lui quanto quelle sintetiche”, sempre secondo l’attore di origine tedesca. “Ragiona come il Dott. Spock“.

12) David ha infatti trascorso l’ultimo decennio sul pianeta natale degli Ingegneri e – come rivelato da una concept art – ha costruito un laboratorio e portato quivi avanti i suoi esperimenti. Fassbender ha detto inoltre che David “crede che stare con le mani in mano sia diabolico” e che il suo “amore per la bellezza e la natura” restano elementi centrali.

13) David è molto interessato alla creazione, ma dopo aver visto gli Ingegneri “schiacciare Peter Weyland come un insetto”, non ammira più il suo creatore come un tempo e “se lo lascia alle spalle”.

14) Daniels (Waterstone) non ha un nome proprio ed è la principale terraformista della missione di colonizzazione. È un’esperta di tutte le attrezzature e dei macchinari pesanti necessari per rendere abitabile la loro destinazione.

Alien: Covenant 115) E’ sposata con il capitano della nave, Jacob (Franco) ed è la terza in comando sulla Covenant (come la Ripley di Sigourney Weaver).

16) La Daniels considera Walter un suo amico, anche se sa bene che è piuttosto peculiare essendo lui un androide. La Waterson ha detto che è un’esperienza che ti manda in confusione “cercare di capire come sia essere legata a qualcosa di non umano che assomiglia a un essere umano”.

17) E’ anche molto vicina alla coppia interpretata da McBride e dalla Seimetz, dacché lavorano insieme alla missione di terraforming da dieci anni.

18) Walter e David compaiono contemporaneamente sullo schermo in diverse scene e secondo la Waterson “è stata una delle cose più belle che abbia mai visto”, fatto che ha suscitato in lei però anche una duplice reazione, “eccitata” ma al contempo gelosa che i due le abbiano “rubato la scena”.

19) Crudup incarna Christopher Oram, primo ufficiale, nonché ufficiale scientifico a bordo della Covenant, che fin dalle prime sequenze guadagna la promozione a capitano della nave.

20) E’ un autentico uomo di fede, che crede che il suo ruolo sulla Covenant sia un atto della Provvidenza. E’ sposato con il personaggio della Ejogo, una biologa. L’equipaggio è tutto costituito da coppie.

Alien: Covenant 321) Oram ha un punto di vista assai “provvidenzialista” e vede le creature aliene, come qualsiasi altra del resto, quale espressione di Dio e che quindi valga la pena di approfondire. Al contrario, gli androidi sono a lui invisi, quale frutto della superbia dell’uomo.

22) Sono per la prima volta rappresentati nell’intero franchise due membri della comunità LBGTQ: i coniugi Hallet (Dean) e il sergente Lope (Bichir).

23) Il film è stato progettato con l’idea che alla fine si dovrà arrivare al primo Alien, con Covenant che lo precede e che segue Prometheus. Di conseguenza la sua visionarietà tecnologica ha dovuto rimanere un po’ frenata, così come l’evoluzione delle creature stesse, per essere coerenti con quell’estetica.

24) Le scelte estetiche non sono solo superficiali, ma sono legate a una mitologia più estesa. “Tecnicamente, ci troviamo un po’ prima dell’universo immaginato da H.R. Giger“, ha spiegato lo scenografo Chris Seagers. “Siamo in un certo modo al suo interno. Fa parte della storyline nella sua interezza”.

Alien: Covenant 625) Il team di produttori ha reinserito l’alfabeto degli Ingegneri creato per Prometheus. Tutti i geroglifici dicono qualcosa, ma potrebbe essere piuttosto difficile decodificarli poiché non tutti sono tradotti in inglese.

26) I set sono stati costruiti come un kit dei LEGO per consentire di collegare i corridoi alle stanze attraverso un “linguaggio comune” lungo tutto lo svolgimento della pellicola, in modo che potessero essere ristrutturati e ripristinati più volte durante le riprese. Gli interni della cabina di Elizabeth Shaw (Noomi Rapace) uno spazio molto piccolo, sono stati girati in cinque set diversi.

27) Ci sono voluti 15 giorni per costruire il set dello Juggernaut, ma i preparativi sono andati avanti per mesi. Invece di realizzare il set a mano in maniera tradizionale, è costituito da parti elaborate da un computer che comandava un processo chiamato fresatura (o lavorazione) a 6 assi. .

28) Poiché l’obiettivo era quello di conferire una sensazione claustrofobica e Scott ha girato con lenti anamorfiche, i set dovevano essere piuttosto concentrati a livello spaziale, quindi secondo Seagers “se non puoi toccare il soffitto, non lo vedrai“. Così, sui ponti della nave, i soffitti sono al massimo a circa 2 metri di altezza.

29) La Hall of Heads è stata progettata per essere un luogo ambiguo, ma sacro per gli Ingegneri. “Volevamo renderlo monumentale” ha asserito lo scenografo, aggiungendo che, essendo un luogo “di adorazione” o “dove si trovavano gli anziani”, doveva essere connotato da una notevole gravitas. “E’ dove le informazioni sono state memorizzate e le teste rappresentavano la storia e il passato di quella razza”.

Alien: Covenant 430) Questa location è sottoposta inoltre a un costante flusso d’acqua che proviene da un buco nel soffitto, che doveva rievocare la scena di morte di Harry Dean Stanton in Alien.

31) Covenant è stato filmato per il 60% in uno studio e per il 40% in location esterne ed è il primo a essere stato girato nel pittoresco fiordo di Milford Sound in Nuova Zelanda.

32) Quivi hanno girato, tra le altre, una massiccia esplosione, ma poiché la location è un tesoro ambientale, la produzione ha dovuto prendere ulteriori precauzioni per assicurarsi che non venissero generati detriti o danneggiato il luogo. Il supervisore degli effetti speciali Neil Corbould ha spiegato che hanno usato diversi combustibili a combustione rapida, invece della solata piccola quantità di benzina, per assicurarsi che non ci fosse alcun danno ambientale.

33) Avevano previsto di girare la sequenza in tre take, ma l’hanno ultimata in uno soltanto.

34) La costumista Janty Yates ha gestito i tipi di costumi secondo i tre atti: nel primo si è concentrata sugli abiti dei 14 “sci-asts” (astronauti-scienziati), che vengono risvegliati con gli indumenti indossati durante il sonno criogenico. Bryant ha collaborato con Craig Green, stilista inglese – NON un designer di costumi –  per progettare gli outfit e conferire alla pellicola un aspetto distintivo.

35) Il secondo atto è dedicato invece alla “tenuta da esploratori”, necessaria per la missione ricognitiva sul pianeta alieno. La Yates si è ispirata in maniera visibile all’arte di Moebius (Jean Giraud) per questi costumi.

Alien: Covenant 736) Il terzo atto è riferito alle tute spaziali, realizzate con un design unico virato sull’argento. I vestiti, ideati da Michael Mooney e FBFX, sono dotati di copricapo rimovibili, che rimangono bloccati in posizione, e circuiti funzionanti che attivano le luci e gadget.

37) I caschi sono collegati in wireless per registrare il suono, cosicchè gli attori potessero essere connessi l’un l’altro e udissero le indicazioni di Scott. Avevano anche telecamere live attaccate alla schiena.

38) Le tute spaziali sono dotate di stivali magnetici che cambiano colore; inoltre, sebbene non possano sopportare nella realtà in toto il peso di un uomo attraverso il solo magnetismo, hanno effettivamente caratteristiche magnetiche.

39) Il progetto ha evitato intenzionalmente qualsiasi connessione che potesse richiamare in maniera troppo evidente Star Trek; la costumista ha anche rivelato che “Ridley ci teneva molto che i costumi superassero la prova del tempo, davvero, e che non fossero troppo pirotecnici o scioccanti”.

40) Il reparto costumi non ha progettato gli Ingegneri, che sono invece stati demandati al reparto di creature design, compresa l’ideazione delle loro armature/tute. Solo i loro mantelli hanno rappresentato un’eccezione.

41) Per ciò che riguardagli Xenomorfi, Scott desiderava un approccio naturalistico e realistico, ricorrendo a meno elementi meccanici rispetto all’originale.

Alien: Covenant 242) Sono ancora basati sui disegni originali di H.R. Giger, dato che il regista voleva mantenere la medesima estetica art nouveau, insolita ed erotica, che vigeva nei disegni del geniale artista svizzero.

43) Sono altresì mostrate diverse versioni di alieni, da quelle completamente animatroniche ai costumi classici indossati da un attore oppure la combinazione dei due.

44) Sebbene la squadra utilizzi ancora molti meccanismi a puleggia e a leva simili a quelli visti nel capostipite del 1979, il ricorso alla stampa 3D e a nuovi materiali in silicone hanno offerto importanti avanzamenti tecnologici in questo campo.

45) Oltre ai Neomorfi, sono presenti anche una creatura simile al Deacon di Prometheus, nonché i famosi Facehuggers e Chestburster.

covenant neomorfo46) La fisiologia del Neomorfo è ispirata allo squalo goblin; non solo, visto che cresce assai rapidamente, ne vedremo ben 5 versioni, dall’adolescenza all’età adulta.

47) Un’altra fonte di ispirazione sono state le anguille degli abissi e le meduse, per via della pelle traslucida e della peculiare texture.

48) Il creatures supervisor Conor O’Sullivan ha confermato che “esiste un’enorme quantità di creature” in Covenant, e che esistono molteplici versioni di ciascuna di loro.

19) Per gli amanti del gore sono presenti una buona dose di sangue ed effetti pratici. Huffman ha raccontato a riguardo: “Abbiamo ordinato il sangue finto in barili da 40 galloni [150 litri] invece che da 5 [18 litri]”, con O’Sullivan che ha aggiunto: “Credo di aver usato più sangue qui che in Salvate il soldato Ryan“.

Di seguito il trailer ufficiale italiano e il prologo di Alien: Covenant, nei cinema dall’11 maggio:

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