2 aprile 2016

CineClassici: le 30 cose da sapere del Nosferatu di F. W. Murnau

Inauguriamo una nuova rubrica che indagherà a fondo sulle pietre miliari del cinema horror, thriller, di fantascienza, fantasy, di azione e di avventura

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2 aprile 2016
nosferatu 13

I CineClassici sono scaturiti dalla passione dei membri della nostra redazione per alcuni generi, in particolare il cinema fantastico, fantascientifico e del terrore, d’avventura, noir e thriller, di cui abbiamo deciso di indagare le origini e i prototipi, per meglio comprendere i successivi sviluppi. Intraprendiamo quindi da oggi tale affascinante impresa, nel tentativo di far scoprire – o riscoprire – alcune opere essenziali, oppure di fornire un’ulteriore chiave di lettura di alcune pietre miliari, più o meno conosciute, che hanno definito i caratteri della cinematografia che li ha seguiti. Preferendo un format più leggero e immediato per trasmettere i fondamentali, abbiamo optato infine per delineare in punti chiave gli aspetti più utili per comprendere ciascuno dei film scelti e lasciare a voi lettori/spettatori la possibilità di avere una vostra personale opinione critica, come crediamo sia giusto.

Ad inaugurare la nuova rubrica, abbiamo scelto uno dei più importanti pilastri del cinema del terrore, Nosferatu il vampiro di Friedrich Wilhelm Murnau.

Ecco le 30 cose da sapere su questa iconica pellicola:

      1. nosferatu 11La celebre pellicola muta del 1922 è stata fortemente ispirata da Dracula, romanzo gotico di Bram Stoker del 1897. Murnau, per evitare di essere citato in giudizio per aver troppo copiosamente attinto dall’originale senza averne il permesso dall’autore, ha variato il finale e il nome del tenebroso conte, quivi chiamato Orlok.
      2. Il suddetto romanzo ha in realtà un precedente, peraltro di notevole successo al tempo, in Il vampiro di John Polidori, scritto risalente al 1819.
      3. Vi sono prototipi decisamente anteriori, a partire dai cronisti medioevali Walter Map e Guglielmo di Newburgh, che già nel XII secolo parlavano di ‘redivivi’, o non morti, in una raccolta di racconti e leggende su tale argomento. Successivamente, nell’Istria del XVII secolo le cronache locali parlano dell’apparizione di un vampiro, Jure Grando, che terrorizzava gli abitanti del luogo. In periodo Illuminista poi, nonostante la propensione a un approccio razionale, si diffusero numerose storie di avvistamenti delle suddette creature mostruose; gli scienziati del tempo cercarono di smentire la superstizione spiegando gli eventi con sepolture premature e con l’idrofobia.
      4. I primi due casi di vampirismo a essere ufficialmente verbalizzati furono registrati in Prussia, e videro coinvolti i due serbi Peter Plogojowitz e Arnold Paole: il primo (1721) si narrò che, dopo essere deceduto, andò dal figlio in cerca di cibo, che fu trovato morto il giorno successivo. Il secondo si credeva fosse la causa dei misteriosi decessi dei vicini, che si diceva fossero stati causati dall’ingente perdita di sangue.
      5. nosferatu 10Si creò una controversia nel secolo dei lumi tra coloro che credevano nell’esistenza dei vampiri e coloro che sostenevano fosse solo una leggenda. La disputa cessò solo quando l’Imperatrice Maria Teresa d’Austria inviò il proprio medico personale, Gerard van Swieten, a indagare di persona sui casi di vampirismo. Egli concluse che i ‘nosferatu’ non esistevano e l’Imperatrice promulgò una legge che proibiva l’apertura e la profanazione delle tombe e dei cadaveri, ponendo fine al dibattito, sebbene la credenza popolare non si esaurì.
      6. Il nome Orlok sembrerebbe una rielaborazione foneticamente affine della parola romena Ordog, ovvero Diavolo, oppure dallo slovacco Vrolok, ossia vampiro o lupo mannaro.
      7. Anche Nosferatu ha origini romene, nello specifico dal termine Nosferat, ossia non-spirato, a cui è stata aggiunta la ‘u’ in maniera discrezionale; il vocabolo è altresì relabile al greco Nosophoros, portatore di pestilenza, a cui si ricollega la didascalia presente nella pellicola “Fu Nosferatu che portò la peste nel 1838 a Brema”, che ci fornisce anche indicazioni temporali.
      8. nosferatu 9Il vampirismo non viene percepito inizialmente come una vera e propria malattia. Una visione del tutto medica in chiave prettamente epidemiologica, è sviluppata invece nella serie TV The Strain da Guillermo del Toro e Chuck Hogan, dove ad alcune creature fantastiche si alterna una visione scientifica moderna. Anche in Daybreakers – L’ultimo vampiro dei fratelli Spierig e in Stake Land di Jim Mickle viene sottolineato il carattere virale del fenomeno.
      9. Nella scena della locanda, il giovane Hutter, che si sta recando da Orlok per discutere del suo possibile acquisto di una proprietà immobiliare, casualmente trova un antico trattato sui vampiri, in cui scopre che il primo Nosferatu nacque nel 1445. Rappresenta un primo presagio del suo futuro nefasto incontro.
      10. Il titolo del film in tedesco, Nosferatu, eine Symphonie des Grauens (letteralmente Nosferatu una sinfonia dalle tenebre), è stato tradotto in modo vario nelle diverse lingue e nazioni in cui è stato distribuito. In Italia è comparso come Nosferatu il vampiro e tra i titoli alternativi ci sono anche Nosferatu the Vampire, Nosferatu, a Symphony of Horror e Nosferatu, a Symphony of Terror.
      11. Nosferatu 7La creatura orrorifica è nata da una figura storica, Vlad III di Valacchia, membro della casata dei Drăculești, per cui il celebre appellativo Dracula è un patronimico. Tale termine potrebbe anche indicare la sua appartenenza alla Societas Draconis, ovvero dell’Ordine del Dragone.
      12. In romeno, dracul sta a significare anche diavolo, fornendo una connotazione precisa al condottiero, che assunse tre volte il titolo di voivoda (ossia principe), noto per la sua crudeltà, tanto da essere chiamato Vlad Țepeș, ossia l’impalatore, perché era avvezzo a impalare i nemici.
      13. Il condottiero, considerato dai rumeni un eroe nazionale e un difensore della fede contro i turchi, ha nella maggior parte dei casi poco in comune con quello presente in romanzi e film. Non è mai stato identificato con l’impalatore (anche se nel romanzo di Stoker la menzione delle battaglie combattute sulla sua terra, riferendole a un ipotetico antenato, rappresentano subito un punto di contatto).
      14. La versione tedesca del film conteneva delle scene tagliate nelle versioni per il mercato internazionale: una era incentrata su un gruppo di giovani contadine che riempiono le strade del villaggio con loro risate mentre un prestigiatore abitante del villaggio faceva deporre alla sua gallina un flusso costante di uova, mentre una seconda riguardava la lunga cerimonia tenuta per una delle vittime della peste, forse il capitano della nave. Non v’è traccia di nessuna delle due sequenze nella sceneggiatura di Henrik Galeen, né nelle note al film di Murnau.
      15. La versione francese, al contrario di quella germanica, corrisponde perfettamente allo script e non vi sono sequenze aggiunte o mancanti.
      16. Nel 1930 uscì una versione risonorizzata di Nosferatu con il titolo di Die Zwölfte Stunde e diretta da Waldemar Roger. Venne realizzata all’insaputa di Murnau da un negativo originale e vennero aggiunte delle scene girate ad hoc, una con protagonista Hans Behal che impersonava un prete e altre invece di carattere di tipo folkloristico-descrittivo.
      17. nosferatu 5Sono stati realizzati svariati remake, dato che Nosferatu è stato iniziatore del filone filmico vampiresco. La più celebre rivisitazione è quella del 1979 di Werner Herzog intitolata Nosferatu, il principe della notte, con Klaus Kinski.
      18. Herzog ha dichiarato nel 1998 a Terry Gross che il prototipico horror murnaiano è stato il più grande film mai realizzato nella cinematografia tedesca.
      19. All’iter di ideazione e di lavorazione del film è dedicato L’ombra del vampiro di Elias Merhige (2000), in cui il cineasta interpretato da John Malkovich e Max Schreck (il Conte Orlock) da Willem Dafoe. La pellicola, che fornisce una versione romanzata dei fatti, suggerisce l’idea che l’attore fosse un vero e proprio vampiro e non un attore di teatro.
      20. nosferatu 4Il castello in cui viveva inizialmente il Conte Orlok non è un modellino, ma è il castello di Oravsky, chiamato Oravsky Zamok, ed è stato costruito nei pressi del fiume Orava in Slovacchia nel 13° secolo.
      21. L’idea che la luce solare sia letale per i vampiri è stata per la prima volta nella storia del cinema introdotta in questa pellicola, con la morte di Nosferatu, tratto che verrà poi riproposto in tutta la tradizione filmica successiva.
      22. Nosferatu, volutamente ammantato da un’aura di mistero, compare assai poco nello svolgimento del film, per una durata complessiva di 9 minuti.
      23. Benché ambientate di notte, molte scene con il conte furono girate di giorno. Tuttavia, in un secondo momento vennero tinte di blu, che secondo la convenzione del tempo stava ad indicare per l’appunto vicende avvenute in orari successivi al calare del sole.
      24. nosferatu 3Orlok rimane affascinato dalla moglie di Hutter dopo averla vista per caso nel ritratto che il giovane porta sempre con sé nel proprio orologio.
      25. Sulla Demeter, la nave che trasporta la bara di Nosferatu, si diffonde un morbo misterioso che si crede essere peste. Dopo la morte di Murnau anche i suoi resti dovevano essere trasportati via nave, ma i marinai erano terrorizzati che  anche questi fosse un vampiro e si rifiutarono per lungo tempo.
      26. Nel film, come nel romanzo stokeriano, viene tenuto un diario di bordo dal comandante della nave.
      27. nosferatu 2Applicando la teoria psicanalitica alla produzione filmica espressionista, Siegfried Kracauer menziona la pellicola quale traduzione insieme ad altre della connessione tra cinema di Weimar e condizione del ceto medio, che portò all’affermarsi in pochi anni del Nazismo. In film quali Il gabinetto del dottor Caligari, Homunculus, Il dottor Mabuse e in Nosferatu stesso si celava dietro a sinistri e mostruosi personaggi, secondo il critico, la rappresentazione di “tiranni”, quali Adolf Hitler.
      28. Una seconda lettura è quella di Lotte Eisner, che ritiene che l’estetica e i contenuti della soprammenzionata cinematografia siano strettamente legati ai movimenti espressionisti, di poco precedenti, sviluppatisi in ambito teatrale, in particolare da Max Reinhardt, e letterario.
      29. L’estetica espressionista, come la recitazione sincopata, tratto distintivo della pellicola, sono state mutuate da Murnau proprio dalla sua precedente esperienza teatrale quale assistente all’inizio della sua carriera di Reinhardt stesso.
      30. nosferatu murnau 1Nella traduzioni in immagini del racconto orrorifico, Murnau si rifà anche alla produzione pittorica espressionista, nella fattispecie alla configurazione urbana distorsiva dei quadri di Ernst Ludwig Kirchner. Tale rappresentazione straniante della realtà traduce un vissuto problematico e doloroso, quello del pittore tedesco nel periodo precedente alla prima guerra mondiale e quello del regista durante l’ascesa del terribile regime hilteriano. Se tuttavia in altri casi, come in Il gabinetto del dottor Caligari, l’ispirazione era immediatamente visibile nella affinità a livello grafico, qui si tratta più di una ripresa dei caratteri compositivi, nel punto di vita e nella prospettiva data al fotogramma.

Di seguito il trailer di Nosferatu:

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