The Movie Db/10
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22 ottobre 2016

Cineocchio Dossier – Storia dell’animazione per adulti (Parte IV)

Il viaggio si conclude ai giorni nostri, facendo prima tappa tra le pellicole più interessanti degli anni 2000

22 ottobre 2016

Il nostro viaggio giunge alla conclusione, non prima però di aver attraversato alcuni grandi opere che hanno segnato il cinema adulto d’animazione degli ultimi 15 anni, dimostrando che questo genere è più che mai vivo e innovativo.

South Park – Il film: più grosso, più lungo & tutto intero (1999)

south-park-il-film-piu-grosso-piu-lungo-tutto-intero-1999Sia che pensiate che South Park sia lentamente sprofondato in una noiosa autoreferenzialità o sia invece ancora ficcante dopo 20 stagioni in TV, non si può negare che l’unica gita cinematografica degli sboccati e irriverenti ragazzini delle elementari creati da Trey Parker e Matt Stone contenga una satira geopolitica migliore di quasi tutte le altre opere pre 11 settembre e che abbia ancora oggi la capacità di scioccare il pubblico. Il loro segreto, naturalmente, è che sotto tutti gli sconvolgenti comportamenti maleducati dei bambini e la preventivamente lusinghiera trama sui tentativi di censurare un cartone R-Rated scatenando accidentalmente l’apocalisse, ci sia un film avvincente e ben ritmato che non solo fa un’abile parodia della formula musicale del “Rinascimento Disney” ma mette in scena davvero un grande musical vero e proprio – anticipando il successivo “legittimo” successo a Broadway con The Book of Mormon. Può far sorridere che l’animazione del film ora sembri povera e superata rispetto a uno qualsiasi degli episodi più recenti dello show, ma Bigger, Longer & Uncut resta ancora un caposaldo.

Waking Life (2001)

waking-life-2001L’idea di Richard Linklater di dirigere un film d’animazione è stata una sorpresa nel 2001, ma il risultato è stato uno dei film più acclamati del filmmaker sperimentatore, Waking Life. Impiegando una versione digitale delle tecniche di rotoscoping classiche, la pellicola segue un protagonista senza nome che incontra una varietà di persone (interpretate sia da attori professionisti che relativamente sconosciuti) e le discussioni filosofiche sulla natura dei sogni e della realtà nel corso di una serie di viaggi che lui comincia a credere facciano parte di un’intermittente esperienza di sogno lucido che potrebbe essere la chiave della sua relazione con Dio e l’universo stesso. Ethan Hawke e Julie Delpy fanno una breve apparizione nei panni di personaggi interpretati nella trilogia dei Before (iniziata con Prima dell’alba) sempre di Linklater. Il regista rimase così intrigato da questa tecnologia di animazione che decise poi di utilizzarla nuovamente per portare nel 2006 sul grande schermo il suo a lungo pianificato adattamento del classico di fantascienza di Philip K. Dick A Scanner Darkly.

Beowulf (2007)

beowulf-2007Mentre alcune delle tecniche appiano un po’ datate oggi, gran parte della CGI moderna e dei film animati di successo che utilizzano la tecnologia motion-capture hanno un debito verso il lavoro irregolare ma pionieristico con tali tecniche da parte di Robert Zemeckis in Polar Express e in questo adattamento revisionista del poema epico classico sull’eroismo medievale e ammazza mostri. Ray Winstone è il guerriero Geato del titolo, arruolato per uccidere il furioso Grendel dal re di Danimarca, mentre Crispin Glover dà una delle sue più bizzarre performance facendo il mostro. Il film è però ricordato forse più per i frequenti nudi di Angelina Jolie nei panni della seduttrice madre mutaforma di Grendel. Gli studiosi di mitologia potranno aver storto il naso davanti alle libertà e ai colpi di scena della storia (per gentile concessione di Neil Gaiman e Roger Avary), che aggiungono un sapore nuovo alla narrazione e dipingono Beowulf sotto una luce moralmente ambigua, ma per un breve momento nel tempo non c’è stato nei cinema nulla che assomigliasse o restituisse le stesse sensazioni di questo film.

Persepolis (2007)

persepolis-filmConsiderato uno degli adattamenti più fedeli di una graphic novel mai tentati, questa co-produzione americana / iraniana / francese ha portato la vicenda autobiografica dell’autrice Marjane Satrapi, dalla giovinezza durante la rivoluzione iraniana fino a una vita adulta tranquilla a guadagnarsi una nomination agli Oscar. Partendo da una Marjane animata vista come una ragazza che supporta (insieme alla sua famiglia) il rovesciamento dello Scià, la storia la vede poi sempre più disillusa verso la rivoluzione e nella lotta per mantenere la propria identità (sia a casa che mentre vive all’estero, in Europa) mentre il nuovo governo “rivoluzionario” lascia il posto al fondamentalismo religioso, all’oppressione delle donne e alla messa a tacere dei dissidenti politici. Con la critica dell’epoca della Rivoluzione severamente vietata nella maggior parte dei film iraniani e con le sfumature della stessa storia poco comprese in gran parte dell’Occidente, Persepolis rimane un documento culturale vitale, così come pure un film decisamente potente.

Valzer con Bashir (2008)

valzer-con-bashir-film“Documentario animato” suona come un qualcosa che non dovrebbe essere davvero possibile, ma qui ci troviamo davanti a un esempio unico di entrambe le forme. Contenitore delle esperienze dello scrittore / regista / star Ari Folman durante la guerra in Libano (in particolare il massacro di Sabra e Shatila) prodotto in Israele, il film utilizza l’animazione rotoscopesca combinata con riprese live-action per creare un effetto trasognante, mentre il Folman animato si imbarca in una missione per risvegliare e capire alcuni ricordi repressi dell’aver partecipato a una serie di azioni brutali, metafora non troppo sottile di come le nazioni vincitrici elaborano le azioni militari attraverso un prisma revisionista. Non sorprende che il film si sia rivelato amaramente controverso, con alcuni critici israeliani e occidentali che lo hanno accusato di presentare un’immagine negativa dei soldati israeliani che rasentano la caricatura antisemita mentre svariati paesi arabi (tra cui il Libano) hanno vietato il film perchè – tra le altre cose – raffigura con estrema brutalità gli ultimi eventi storici.

Chico & Rita (2010)

chico-rita-2010Il romanticismo senza un’ambientazione di fantasia o espressionista intorno non è in genere una forma narrativa che viene utilizzata nel campo dell’animazione, ma Chico & Rita dimostra in modo convincente che questa possa essere invece una scelta altrettanto naturale. Racconto che si dipana nei decenni a partire dalla Cuba pre-rivoluzionaria e spostandosi poi tra New York, Los Angeles, Las Vegas e Parigi, la trama segue le vite parallele del musicista jazz Chico e della cantante Rita mentre il loro amore apparentemente sfortunato viene costantemente interrotto e messo in pericolo dalle bizzarre forze del destino e del caso. Alternativamente comica, drammatica e straziante, e contando sulla potente colonna sonora d’epoca che comprende brani di Thelonious Monk, Cole Porter, Dizzy Gillespie e Freddy Cole, l’opera (diretta da Fernando Trueba, dall’artista concettuale Javier Mariscal e da Tono Errando) è stata nominata per un Oscar e ha guadagnato ottime recensioni da parte della critica internazionale.

Anomalisa (2015)

anomalisaDiretto dallo sceneggiatore di Essere John Malkovich, Charlie Kaufman (basato sulla sua omonima opera teatrale) e da Duke Johnson, specialista di stop-motion delle Starburns Industries, questo dramma è senza dubbio stato uno dei lungometraggi più singolari della passata stagione cinematografica. Creato attraverso dettagliatissimi pupazzi animati a passo uno, è la storia di un famoso guru del customer service di nome Michael Stone, affetto da una forma di disturbo mentale simile alla “sindrome di Fregoli” – che porta il soggetto a essere convinto che tutte le persone oltre a sé siano in realtà una sola persona che si presenta ripetutamente in una varietà di travestimenti -, che nel film è esplicitata dando a tutti i personaggi, escluso Michael, la stessa faccia e la stessa voce indipendentemente da etnia, età o sesso. Michael diventa quindi euforico quando incontra e stabilisce una connessione con la timida e insicura Lisa – che sembra essere l’unica altra persona sulla Terra ad avere un volto e una voce unici – ma la felicità è di breve durata, presto surclassata da una nuova paranoia strisciante in cui comincia a percepire la verità sulla propria esistenza … l’essere un pupazzo che si muove in stop-motion. Leone D’Argento alla Mostra del Cinema di Venezia, ha poi ricevuto una nomination agli Oscar e ai Golden Globe.

In attesa di vedere Sausage Party – Vita segreta di una salsiccia, che arriverà nelle nostre sale dal 31 ottobre, si conclude qui la carrellata rappresentativa sui titoli più importanti della storia dell’animazione rivolta prettamente a un pubblico adulto. Come avete avuto modo di vedere si tratta di un genere tutt’altro che morto o discontinuo, anzi, che praticamente ogni anno garantisce almeno un titolo memorabile, per contenuti o per gli aspetti tecnici. Aspettatevi quindi un ritocco/aggiornamento di questo dossier tra qualche tempo.

fine…?

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