26 settembre 2016

Mr. Robot: le 15 citazioni da famosi film e serie TV nella stagione 1 e 2

Da Stanley Kubrick a Alf l’alieno, tutti gli omaggi più o meno palesi inseriti dal creatore Sam Esmail all’interno della sua premiatissima serie

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26 settembre 2016
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Dal suo primo episodio, Mr. Robot si è affermata come una delle serie più emozionanti viste in TV nell’ultimo anno. La storia di Elliot (Rami Malek), un hacker solitario e sociopatico che forma una società segreta nel tentativo di abbattere una malvagia corporazione – chiamata non a caso Evil Corp -, è il cuore di uno show innovativo ma allo stesso tempo non semplice, sicuramente molto originale. Mr. Robot è però anche zeppa di riferimenti a numerosi film classici del passato, citati direttamente o attraverso omaggi visivi o musicali, o allusioni nei dialoghi.

I riferimenti cinematografici in Mr. Robot lavorano su due fronti. Sono sia omaggi alle influenze cinematografiche del creatore dello show, Sam Esmail, sia un riflesso dell’impatto molto reale che quegli stessi film avrebbero inevitabilmente avuto sul gruppo di protagonisti.

Visto che la serie è incorniciata dall’inaffidabile narrazione del protagonista, essa esiste in un mondo informato dalle sue influenze culturali. Quale ragazzo di 25 anni non ha mai visto Fight Club o American Psycho fino alla nausea quando era un adolescente? Aggiungete lo squilibrio e i deliri mentali di Elliot e avrete un mondo fantastico e paranoico pieno di riferimenti ai film che lui ha probabilmente illegalmente scaricato.

Piuttosto che sgretolarsi sotto l’influenza delle storie venute prima della sua, Esmail le ha impiegate magistralmente come strumenti per arricchire la storia dell’hacker. Diamo quindi uno sguardo a tutti i film cui si fa riferimento nelle due stagioni di Mr. Robot (occhi agli SPOILER se non avete ancora guardato tutti gli episodi).

15. Ritorno al Futuro (1985)

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Nella prima stagione, Angela (Portia Doubleday) arriva a casa di Elliot con della droga per sballarsi un po’ e con  il suo film preferito: Ritorno al Futuro – Parte II. Abbiamo anche un veloce flashback sul giovane Elliot e suo padre vestiti come Marty e Doc. Il penultimo episodio della seconda stagione, che segue le storie divergenti di Elliot e Angela, è infarcito di brani presi dalla colonna sonora del film di Robert Zemeckis.

Nella seconda stagione, episodio dieci, Angela dice a Elliot che stava per costituirsi per il suo coinvolgimento nell’hackeraggio. La ragazza dice, rassegnata: “E’ una lunga strada per sballarsi e riuscire a guardare Ritorno al futuro II”.

14. Pulp Fiction (1994)

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L’episodio 9 della prima stagione si apre con un flashback, con Elliot e suo padre nel negozio di per la riparazione di computer di quest’ultimo (che non casualmente si chiama “Mr. Robot”). La scena si conclude con Elliot che chiede al padre di portarlo a vedere Pulp Fiction al cinema. Ha perfettamente senso che Elliot e suo padre siano potuti andare a vedere insieme il cult di Quentin Tarantino a metà degli anni ’90 e, considerando ciò che sappiamo circa il futuro di Edward Alderson, è ipotizzabile che questa gita sia stata uno degli ultimi ricordi felici del padre da parte di Elliot.

Ecco perché, nel corso della puntata, quando Angela – che è amica d’infanzia di Elliot – gli chiede come stia dopo aver scoperto che ha manifestato una personalità multipla che assomiglia molto a quella del padre morto, il giovane hacker risponde: “Mai stato così lontano dallo stare bene (I think I’m pretty fucking far from okay).” Questa, naturalmente, è una citazione diretta da Pulp Fiction. E’ la risposta secca di Marsellus Wallace alla domanda di Butch di come se la sta cavando dopo essersi vendicato dell’uomo che lo aveva aggredito.

13. Il dottor Stranamore – Ovvero: come ho imparato a non preoccuparmi e ad amare la bomba (1964)

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I film di Stanley Kubrick sono nel complesso la più chiara influenza stilistica in Mr. Robot. Le inquadrature sicure di Esmail, il montaggio suggestivo e l’uso audace delle musiche sono la prova che lo show ha un debito di gratitudine verso il regista americano. E Mr. Robot ripaga il suo debito nell’unico modo possibile – attraverso omaggi rampanti.

Il volantino pubblicitario dell’ “End of the World Party” che stampa la FSociety dopo aver lanciato con successo il suo hackeraggio è un evidentissimo riferimento al manifesto di Il dottor Stranamore – Ovvero: come ho imparato a non preoccuparmi e ad amare la bomba. A un esame più attento, un sottotitolo scarabocchiato è ancora visibile sul volantino: “Or how I stopped worrying and learned to love society (O come ho smesso di preoccuparmi e imparato ad amare la società)”. Il riferimento qui è ad un livello molto più evidente rispetto agli altri omaggi Kubrick che vedremo in seguito.

12. Millennium – Uomini che odiano le donne (2012)

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Nel corso della missione di spionaggio di Darlene (Carly Chaikin) e Angela nel sesto episodio della stagione 2, la prima indossa una parrucca bionda con frangetta smussata, occhiali da sole oversize e un abito color crema. Si traveste da ricca donna mediorentiale per intrufolarsi in un hotel e appostarsi al meglio. Questo travestimento è incredibilmente simile a quello utilizzato da Lisbeth Salander nell’adattamento americano di Millennium – Uomini che odiano le donne ad opera di David Fincher, quando la donna usa i codici bancari hackerati.

11. Alza il Volume (1990)

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Più un inside joke che un riferimento vero e proprio, nel terzo episodio della seconda stagione rappresenta un rimando diretto a una performance giovanile di Mr. Robot in persona, ovvero Christian Slater. Quando ci viene presentata l’agente dell’FBI Dom Dipierro, la vediamo chattare online con qualcuno che usa il nickname “happyhardonhenry“. Si tratta di un riferimento indiretto a “Happy Harry Hard-On”, lo pseudonimo del personaggio interpretato da Slater nella dramedy del 1990 Pump Up The Volume.

10. Il terzo uomo (1949)

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Nel pilot della serie, Mr. Robot e Elliot fanno un giro su una ruota panoramica in una deserta Coney Island. Durante il giro, Mr. Robot sgancia la bomba su Elliot: scegliere di unirsi alla FSociety nel tentativo di salvare il mondo hackerando il suo più grande conglomerato, il tutto mentre cerca vendetta contro la società che ha avvelenato il padre. Oppure non farlo. Non è esattamente la più allettante delle proposte, ma Esmail riprende la sequenza nell’angusto spazio di una ruota panoramica in movimento, dando dinamismo visivo e aggiungendo tensione. Oltre a questo, si tratta di un riferimento cinematografico.

Una scena cruciale nel capolavoro noir The Third Man di Carol Reed si svolge appunto su una ruota panoramica. Il protagonista Martins (Joseph Cotten) e l’antagonista Lime (Orson Welles) hanno una discussione sulla morale, mentre fanno un giro sulla Wiener Riesenrad, la famosa ruota panoramica viennese. Martins ha scoperto che Lime vende penicillina diluita sul mercato nero. Dopo aver cercato di intimidire Martins, Lime gli offre un posto di lavoro per comprare il suo silenzio, una situazione non dissimile dall’assunzione di Angela alla E Corp, nel tentativo di impedirle di fare causa alla società per omissione di soccorso della madre.

9. Le ali della libertà (1994)

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Il grande twist della stagione 2 di Mr. Robot ci svela che Elliot ha trascorso gli episodi in prigione per un hackeraggio estraneo a quello della FSociety. Abbiamo passato diverse puntate con Leon, l’amico di Elliot amante della serie Seinfeld, che ha fatto compagnia all’hacker tutti i giorni a pranzo e gli ha passato l’Adderall quando aveva bisogno di rimanere sveglio. Come abbiamo scoperto, Leon è in realtà detenuto reclutato dal gruppo di hacker cinesi The Dark Army per proteggere Elliot mentre si trovava in prigione.

Vediamo il primo incontro tra Elliot e Leon, dove questi gli dice: “Sei l’unico colpevole in tutto il penitenziario.” Leon dà poi Elliot un po’ di consigli pratici sulla sopravvivenza in prigione, finendo con “Sono qui per darti tutto ciò di cui potresti avere bisogno. Posso praticamente trovare tutto, e dico ogni cosa. Fumo, pillole, roba tosta… ”

Tutto questo discorso è un riferimento non troppo velato a quello tenuto da Red (Morgan Freeman) a Andy (Tim Robbins) in The Shawshank Redemption di Frank Darabont. Red, che si definisce come “l’unico colpevole a Shawshank”, fa amicizia con Andy e lo informa che Red è “il ragazzo che può farti avere tutto. Sigarette, un sacchetto d’erba, se ti piace il genere … ”

8. Eyes Wide Shut (1999)

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Dopo che la FSociety riesce a danneggiare con successo gli archivi delle carte di credito della più grande conglomerata del mondo, il denaro contante diventa un po’ difficile da trovare. Il credito diventa una cosa del passato, e quelli che non hanno perso tutti i loro risparmi sopravvivono potendo prelevare contanti per soli 50 dollari al giorno dalla banca. I ristoranti costosi ora accettano solo contanti, rendendoli così ancora più esclusiva rispetto a prima, ed è proprio in uno di questi ristoranti che il CEO della E Corp Phillip Price porta Angela per incontrare due degli uomini che lo hanno aiutato a coprire la fuga di rifiuti tossici che ha ucciso sua madre.

Il ristorante si chiama da Fidelio, un riferimento alla parola segreta della festa a inviti di Eyes Wide Shut di Stanley Kubrick. Le riprese del Fidelio vuoto in Mr. Robot aumentano inoltre il senso di disagio di Angela, costretta a incontrare i responsabili per la morte di sua madre. Nello show vediamo poi alcune sequenze di personaggi mascherati che cenano in un club, altro riferimento ben chiaro al film di Kubrick.

Inoltre, la parola d’ordine di Eyes Wide Shut è un riferimento anche al Fidelio di Beethoven, opera che narra la storia di una moglie che si traveste e si infiltra tra i nemici per salvare il marito, non diversamente da Angela, che si infiltra nella E Corp per ottenere giustizia per sua madre.

7. Qualcuno volò sul nido del cuculo (1975)

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Per qualche ragione, Esmail ha aspettato a rivelare il colpo di scena sull’incarcerazione di Elliot fino alla fine del settimo episodio. La rivelazione arriva in modo brillante, con una lenta e intelligente transizione della macchina da presa dall’ufficio della terapista di Elliot alla sua cella, sulle note del tema musicale di One Flew Over the Cuckoo’s Nest di Milos Forman.

Probabilmente il film più noto sulla vita all’interno di un istituto psichiatrico, il classico del 1975 vedeva protagonista assoluto Jack Nicholson nei panni di un uomo ingiustamente internato che inizia una rivoluzione tra i pazienti maltrattati. A differenza di Elliot, il McMurphy di Nicholson è convinto di essere lui l’unico uomo sano di mente circondato da persone che hanno bisogno del suo aiuto.

6. Hackers (1995)

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Mentre Elliot si sta disintossicando dalla morfina in un motel da quattro soldi e sprofondando nella surreale sequenza onirica della stagione 1, i suoi compagni della FSociety, Mobley e Romero, guardano Hackers di Iain Softley su un vecchio televisore. Sguardo un po’ ridicolo e pre-Millenium sulla cyber-cultura, il film è sicuramente un prodotto del suo tempo ed è invecchiato abbastanza orribilmente. Non riflette gli hacker così accuratamente quanto Mr. Robot, ma sicuramente ha influenzato il modo in cui la persona media percepisce queste figure.

Quando Hackers uscì al cinema, Internet era ancora una cosa molto di nicchia. Sappiamo che Edward Alderson era proprietario del negozio Mr. Robot più o meno in quel periodo, quindi Elliot potrebbe benissimo esser stato esposto ai primordiali strumenti del mestiere da hacker.

5. Perché un assassinio (1974)

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In Mr. Robot, i governi del mondo non hanno realmente il controllo della situazione. Vediamo che il capo del Dark Army, Whiterose, è il Ministro cinese delle Finanze e che la mega conglomerata E Corp ha le mani in ogni organo governativo negli Stati Uniti. In una scena della stagione 2, il CEO della E Corp Phillip Price va a Washington per sostenere un piano di salvataggio del governo per la sua società, ma un gruppo di tirapiedi del governo si rifiutano. Price fa un monologo sulla fragile fiducia che la gente ripone nel governo americano, e rende chiaro che lui non ha intenzione di accettare un no come risposta, mentre in sottofondo sentiamo il tema musicale di The Parallax View di Alan J. Pakula.

4. V per Vendetta (2006)

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Le maschere indossate dai sostenitori della FSociety, anche se non identiche, sono un riferimento lampante alla maschera che V indossa in V per Vendetta di James McTeigue. Adattamento ad opera dei fratelli Wachowski della graphic novel scritta da Alan Moore parla – per chi non lo sapesse – di un vigilante che ispira la rivoluzione in una Gran Bretagna distopica. Suona familiare? Mentre le attività anti-governative di V guadagnano il sostegno della gente, questi indossano le stesse maschere e sfidano l’oppressivo governo. Nella realtà, le maschere di V – mutuate sulle fattezze di Guy Fawkes vengono usate dal gruppo di attivisti di Anonymous, che le usano per proteggere il loro anonimato.

All’interno della realtà di Mr. Robot, le maschere sono un omaggio a The Careful Massacre of the Bourgeoisie, un film horror da cui Elliot e Darlene erano ossessionati da bambini.

3. American Psycho (2000)

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Il montaggio in apertura del terzo episodio della prima stagione ci introduce a un giovane professionista piuttosto svitato. Parla a se stesso in uno specchio, fa esercizi per tenersi in forma, si schiaffeggia in faccia più volte. Cose che fanno tutti insomma… Tyrell Wellick (Martin Wallström) sembra a posto quando incontra Elliot nel pilot, ma questa sequenza ricorda molto il montaggio della “routine mattutina” del Patrick Bateman di American Psycho di Mary Harron, che diventa così il nostro primo indizio di come Tyrell non sia in realtà quello che appare in pubblico.

Tale impressione è rafforzata da una scena successiva, in cui Tyrell indossa con cura dei guanti in lattice e poi paga un senzatetto perchè si faccia picchiare brutalmente. Come Patrick Bateman, Tyrell è bianco, ricco e ha un comodo lavoro d’ufficio. Raccoglie i frutti e rispetta le spietate regole dell’1%, ma alla fine scopre che la vita è soffocante e vuota. Potrà non essere American(o), ma è sicuramente uno psicopatico.

2. Shining (1980)

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Qui arriviamo al più fulgido esempio dell’influenza di Kubrick in Mr. Robot. La vita sognata da Elliot all’inizio della seconda stagione è cupa e oscura, visivamente punteggiata da esplosioni occasionali dei colori rosso e blu. Assume Adderall per rimanere sveglio (presumibilmente per impedire la ricomparsa di Mr. Robot) e scarabocchia freneticamente e ripetutamente su un blocchetto di fogli. Mentre la sua mente comincia a collassare per la mancanza di sonno e l’abuso di Adderall, Elliot ha delle allucinazioni, vedendo nel salotto della casa di sua madre tre ragazze in abiti azzurri e rosso che indossano maschere della FSociety.

Questo è un riferimento alle gemelle che infestano il corridoio dell’Overlook Hotel di Shining e chiedono a Danny di giocare con loro, ed è così esplicito che può essere interpretato solo come un “grazie” da parte di Esmail.

Menzione d’onore: sitcom anni ’90 (e Alf)

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Anche se non si tratta di un vero e proprio riferimento a qualche pellicola, l’episodio 6 della seconda stagione è infarcito di omaggi a svariate serie televisive degli anni ’90. Elliot passa infatti circa 20 minuti della puntata dentro a una dozzinale sequenza onirica in stile sitcom. La scritta Mr. Robot dei titoli di testa cambia caratteri, assumendone alcuni che sembrano omaggiare Gli amici di papà, e l’episodio viene presentato come parte di What’s Up Wednesday di USA Network. La rottura della quarta parete che mostra il network su cui va in onda Mr. Robot è parte dello scopo narrativo della sequenza onirica; nella vita reale, Elliot è stato duramente picchiato e Mr. Robot lo ha ‘mandato’ in questo sogno per proteggerlo dal dolore.

Nonostante gli sforzi di Mr. Robot, l’oscurità del mondo reale inizia però lo stesso a scivolare nel ‘rifugio’ di Elliot. Il viaggio della famiglia Alderson si sviluppa sulle risate registrate che surclassano i ceffoni rifilati all’improvviso dalla madre di Elliot, mentre Tyrell Wellick, l’uomo che Elliot potrebbe o meno aver ucciso, è legato nel bagagliaio dell’auto. Gli Alderson si fermano a fare benzina e poi entrano in un negozietto aperto 24h ed è lì che appare all’improvviso ALF. Si tratta di una dimostrazione del tutto surreale e assolutamente sconvolgente di come siano in realtà tossici i ricordi d’infanzia di Elliot.

1. Fight Club (1999)

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Sin dal primo episodio, gli spettatori hanno pensato a diverse teorie sulla vera identità di Mr. Robot, predicendo che non fosse reale o che lui fosse il padre defunto di Elliot, così che non è stata poi una grande sorpresa quando entrambe le ipotesi si sono rivelate corrette. Ci sono riferimenti visivi a Fight Club di David Fincher, in particolare nella sequenza in cui si vede Elliot farsi cadere dal molo da cui in precedenza Mr. Robot lo aveva spinto. Elliot prova anche a combattere contro Mr. Robot all’interno di una caffetteria, solo per rendersi conto che tutti gli altri clienti lo stanno guardando mentre cerca di soffocare se stesso. Nella seconda stagione, Mr. Robot punta alla testa dell’hacker una pistola in un modo speculare a quello in cui Tyler Durden minaccia il Narratore durante il climax di Fight Club.

Ovviamente, l’intera dinamica dell’ “amico immaginario/sdoppiamento della personalità che crea una società segreta e incita alla rivoluzione” è qualcosa di fortemente influenzato dall’opera del 1999, ma la rivelazione della stagione 1 è anche condita con una bella versione strumentale di Where is My Mind? dei Pixies – la canzone finale di Fight Club – che accompagna la fine dell’episodio 9 della prima stagione. Serve come sottile riconoscimento da parte di Esmail che è ben a conoscenza del debito verso i predecessori che contengono un colpo di scena, come Fight Club.

Li avevate notati tutti?

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